
Nel tardo pomeriggio del 15 luglio, c’è stata l’udienza per Mike Waltz, candidato di Trump alla carica di ambasciatore degli Stati Uniti alle Nazioni Unite: il candidato si è impegnato a esercitare il potere di veto contro le risoluzioni delle Nazioni Unite contro Israele e ha aggiunto che l’UNRWA dovrebbe essere “smantellata”. Nel frattempo, dimissioni di massa dei membri della Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite sulle violazioni dei diritti umani nei territori occupati. I tre membri della Commissione d’inchiesta indipendente delle Nazioni Unite, incaricata di monitorare le violazioni dei diritti umani in Israele e nei territori palestinesi, hanno annunciato le loro dimissioni dai loro incarichi, chiedendo un rinnovo della composizione del comitato, secondo quanto dichiarato lunedì da un portavoce delle Nazioni Unite. Temono ritorsioni statunitensi.
L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani riporta: “865 morti vicino ai centri di soccorso a Gaza nelle ultime sei settimane. 674 delle vittime si sono verificate nelle vicinanze dei siti della Fondazione Umanitaria per la Gaza” Secondo l’UNRWA: La città umanitaria nel sud di Gaza fungerà da campo di detenzione per i palestinesi. L’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi (UNRWA) ha denunciato i piani israeliani di istituire quella che definisce una “città umanitaria” nel sud della Striscia di Gaza, affermando che fungerà da campo di detenzione di massa per i palestinesi.
Dello stesso parere l’ex Primo Ministro israeliano Ehud Olmert che ha dichiarato al Guardian che la cosiddetta “città umanitaria” proposta dal Ministro della Sicurezza “israeliano” sulle rovine di Rafah funzionerebbe di fatto come un campo di concentramento. Ha avvertito che costringere i palestinesi a vivere in uno spazio del genere equivarrebbe a una pulizia etnica.
Olmert ha affermato che “Israele” sta già commettendo crimini di guerra a Gaza e in Cisgiordania e che la costruzione di questa struttura rappresenterebbe un’ulteriore escalation. “È un campo di concentramento. Mi dispiace”, ha dichiarato, rispondendo ai piani delineati dal Ministro della Sicurezza Israel Katz, il quale ha affermato che ai palestinesi non sarebbe stato permesso di lasciare l’area se non per emigrare all’estero. Katz avrebbe ordinato all’esercito di iniziare a elaborare i piani per il progetto, che mira inizialmente ad accogliere 600.000 persone e in seguito l’intera popolazione palestinese della Gaza meridionale.
Il Ministro degli Esteri francese: “Chiediamo un cessate il fuoco incondizionato nella Striscia di Gaza e la fine degli insediamenti israeliani in Cisgiordania”.
Il capo del Partito Democratico in Israele, Yair Golan: “3 soldati uccisi a Gaza sono vittime di una guerra politica senza fine. Coloro che hanno mandato in battaglia i soldati, sapendo che sarebbero morti, si stanno incontrando con i capi dei partiti religiosi per garantire che i loro alleati politici siano esentati dalla coscrizione obbligatoria”. Ha fortemente criticati l’operato del governo.
In un video diffuso sui social media, sono stati sparati colpi d’arma da fuoco contro palestinesi in cerca di aiuto in uno dei centri di assistenza controllati dalle Forze di Liberazione Palestinesi (GHF). Il video non mostra se gli spari provenissero da soldati delle IDF o da contractor statunitensi che lavoravano per le GHF.
Da quando il GHF ha iniziato le operazioni nella Striscia di Gaza, più di 500 palestinesi affamati sono stati uccisi nel tentativo di ricevere gli aiuti promessi. I palestinesi attraversano Gaza ogni giorno, alcuni percorrono persino chilometri a piedi per raggiungere il centro di assistenza.
Il direttore generale del Complesso medico Al-Shifa, il dottor Mohammed Abu Salmiya, ha avvertito il 15 luglio che diversi ospedali nella Striscia di Gaza chiuderanno nelle prossime ore a causa dell’esaurimento del carburante necessario per alimentare i generatori elettrici.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari aggiornato alle 17:30 del 15 luglio. Un drone ha violato lo spazio aereo israeliano e ha raggiunto i cieli di Eilat. Secondo i media israeliani le difese aeree si sono attivate a Eilat senza attivare le sirene antiaeree. Probabile lancio Houthi.
In Iran si registra una esplosione a Tabriz avvenuta nell’area della base “Ashura” dell’IRGC, la difesa aerea è entrata in funzione.
Il primo Ministro e il ministro della Difesa israeliani hanno dichiarato di aver ordinato all’esercito di attaccare le forze del governo siriano dispiegate nella città di As-Suwayda, nella Siria meridionale. Durante l’intervento dell’esercito siriano nel conflitto tra beduini e drusi nel governatorato di As-Suwayda, nella Siria sud-occidentale, l’aeronautica militare israeliana avrebbe colpito diversi carri armati nella Siria meridionale.
Le forze di sicurezza siriane hanno avviato un’operazione per sequestrare armi pesanti ai gruppi armati nella provincia di As-Suwayda. Secondo il Dipartimento Informazione e Comunicazione del Ministero della Difesa siriano: le forze dell’Esercito Arabo Siriano iniziano a entrare nella città di Suwayda. I drusi israeliani bloccano l’incrocio di Shfaram, nel nord, per protestare contro la violenza contro i drusi siriani ad As-Suwayda.
Le Forze di Difesa Israeliane continuano a intervenire in Siria a favore dei drusi. Un veicolo siriano è stato recentemente attaccato dopo essere entrato in un’area drusa nella Siria meridionale, nonostante gli avvertimenti di Israele. Nella serata del15 gli scontri erano ancora in corso ma le forze di Jawlani avevano preso il controllo della città cacciando i drusi.
Fonti informate libanesi hanno riferito ad Al-Diyar: “Le agenzie di sicurezza sono in stato di massima allerta per affrontare potenziali minacce terroristiche all’interno del Paese, nel caos che regna in Siria, tenendo conto della presenza di circa due milioni di sfollati siriani sul suolo libanese”. Nella giornata del 15 luglio raid israeliani hanno preso di mira la valle orientale della Bekaa colpite la periferia delle città di Bodai e Brital. Il Ministero della Salute libanese riferisce di 6 feriti a seguito di raid israeliani nella valle orientale della Bekaa. Lanciati tre missili.
Governatore di Baalbek-Hermel nella serata del 15 ha emesso un bollettino sul bilancio degli attacchi israeliani a Baalbek-Hermel del 15 luglio: 7 morti siriani a Wadi Fara, tra cui una famiglia di 5 persone; 3 morti libanesi a Wadi Fara; 2 morti a Shamshtar; 8 feriti negli attacchi aerei tra Wadi Faara / Shmishtar / Brital / Boudai
Fonti ospedaliere a Gaza registrano la morte di 54 palestinesi nei raid aerei israeliani sulla Striscia il 15 luglio fino alle 17:30, di cui 42 a Gaza City. Un comandante sul campo delle Brigate Al-Quds: ha spiegato che gli agguati a scopo di sequestro dei militari israeliani sarà sempre più frequente. E ha riferito che nel tentativo di sequestro di martedì scorso 8 luglio, in cui il militare è rimasto ucciso durante il tentativo di bloccare il rapimento. Area di Abasan al-Kabira, a Khan Yunis.
Le Brigate Al-Quds rivendicano attacco all’insediamento di “Be’eri” nell’area diGaza con numerosi razzi. Le IAF nella giornata del 15 hanno attaccato: campo profughi di Shati a ovest di Gaza City. Morti e feriti in un bombardamento israeliano contro un’abitazione nella zona di Zarqa, nel quartiere di Tuffah, a nord-est di Gaza City. Israele ha intimato ai residenti della Striscia di Gaza settentrionale di evacuare in preparazione all’espansione dei suoi attacchi. L’esercito Israeliano ha fatto saltare in aria diverse abitazioni civili a est del quartiere di Zeitoun a Gaza City. Una serie di raid nemici israeliani ha preso di mira la parte orientale di Gaza City e Jabalia Colpita dalle IAF la torre Al-Awda 2 a Tel al-Hawa, dietro l’ospedale Al-Quds nella Striscia di Gaza. Bombardamento di artiglieria e raid nel quartiere di Zeitoun, e l’esplosione di un robot. Un’autobomba è esplosa nel quartiere di Shuja’iyya. Feri
A Gaza sud due donne uccise vicino a un centro di soccorso a nord di Rafah, a sud della Striscia di Gaza. Due morti in un bombardamento IDF nella città di Bani Suhaila a est di Khan Yunis
Secondo fonti palestinesi: “Le forze IDF hanno preso d’assalto il campo profughi di Balata a est di Nablus.. Un palestinese è rimasto ferito dopo essere stato attaccato dai coloni nel villaggio di Susiya, nella zona di Masafer Yatta, a sud di Hebron.
Nel Governatorato di Gerusalemme si registra una escalation sistematica delle demolizioni in favore dei piani di cedere ai coloni insediamenti palestinesi. Il Governatorato di Gerusalemme ha riferito che “le autorità israeliane continuano la loro sistematica escalation di demolizioni e politiche di sfollamento forzato contro il popolo palestinese a Gerusalemme, nell’ambito di un piano di insediamento globale volto a giudaizzare la città e a modificarne il carattere arabo, islamico e cristiano”.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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