VENEZUELA. L’inflazione galoppa e Moody’s declassa Caracas

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I prezzi in Venezuela sono aumentati del 6,147 per cento nei 12 mesi fino alla fine di febbraio 2018, secondo le stime fatte dall’Assemblea Nazionale guidata dall’opposizione del paese e pubblicate il 12 marzo, in linea con i dati degli economisti indipendenti.

Secondo quanto riporta il sito Japan News, edizione on line dello Yomiuri Shimbun, l’inflazione durante il solo mese di febbraio 2018  è stata dell’80 per cento, hanno detto i parlamentari dell’opposizione; il paese è in una crisi economica in cui milioni di venezuelani non sono in grado di trovare o permettersi cibo e medicine di base.

«Se questa velocità esponenziale di crescita dei prezzi continuasse, preparatevi a un’inflazione del 131.985 per cento nel 2018», ha commentato Angel Alvarado, parlamentare e economista.

L’opposizione addossa la colpa di un simile status quo ai severi controlli valutari, promulgati 15 anni fa dal presidente Hugo Chavez, nonché alla stampa e all’eccessiva messa in circolazione di denaro. La moneta ufficiale, il bolivar è sceso di circa il 98 per cento rispetto al dollaro solo nell’ultimo anno, il che significa che il salario minimo del Venezuela è equivalente a una manciata di dollari al mese.

L’amministrazione di Nicolas Maduro afferma che simili problemi nascono da una guerra economica condotta dall’opposizione e dai leader economici mondiali, con l’aiuto di Washington. Le autorità non hanno pubblicato dati sull’inflazione per più di due anni.

Il Moody’s Investors Service ha declassato i rating del governo venezuelano di valuta estera e quelli di valuta locale, portandoli a C da Caa3. Il declassamento indica, secondo Moody’s, che la capacità del Venezuela di coprire i capitali e gli interessi rimane gravemente compromessa e che le perdite per gli obbligazionisti saranno molto elevate, con ogni probabilità superiori al 65%.

Il calo della produzione petrolifera venezuelana dovrebbe essere sostenuto e i flussi di cassa in valuta estera saranno ulteriormente sotto pressione, con gravi carenze di valuta forte che difficilmente si attenueranno. È sempre più probabile che il governo non sarà comunque in grado di far fronte ai prossimi pagamenti del suo debito: la prima scadenza è del mese di agosto 2018 pari 1,05 miliardi di dollari.

Le attuali sanzioni statunitensi nei confronti del Venezuela, inoltre, prevedono restrizioni che impediscono al paese di rifinanziarsi, e quindi ristrutturare il debito. 

Graziella Giangiulio