UCRAINA. Kiev vuole imporre i visti ai russi

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È ancora presto per una reazione ufficiale di Mosca alla possibile introduzione da parte ucraina del regime dei visti. Secondo quanto riporta Ria Novosti, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha detto che è necessario aspettare il prossimo giro di simili discussioni russofobiche.

Il 22 maggio, il leader ucraina di “Fronte popolare”, Maksim Burbak, ha esortato i parlamentari ucraini a prendere in considerazione il progetto di legge sull’introduzione di un regime di visti con la Russia.

Secondo Burbak, Kiev dovrebbe «usare tutti i metodi ragionevoli per trattare con l’aggressore, che deve pagare un prezzo elevato»; secondo media ucraini il Parlamento potrebbe discutere la questione entro una settimana.

Secondo il Cremlino occorre attendere: «Aspettiamo che ci sia la prossima tornata di queste discussioni parlamentari russofobiche. Sappiamo tutti che, si è cercato di mettere all’ordine del giorno del parlamento ucraino questa richiesta, ma ogni volta è stata rispettata una certa sobrietà che non ha fatto portato un simile argomento in discussione nell’aula parlamentare. Vediamo cosa accadrà in questo momento», ha detto Peskov, rispondendo alle domande dei giornalisti su una possibile risposta della Russia alle azioni di Kiev.

«Ancora una volta, siamo nel campo di chi si fa del male “per far un dispetto alla moglie”… Non sappiamo niente di più di quanto si sa, quanto una tale mossa potrebbe colpire gli interessi ucraini, è ancora argomento difficile  da valutare, probabilmente avrebbe un effetto negativo per tutti i residenti in Ucraina» ha sottolineato il rappresentante del Cremlino.

Secondo Peskov, la questione delle restrizioni sui visti di Mosca, va regolata sulla base del principio di reciprocità. L’introduzione dei visti è stata sollevata nel parlamento ucraino più di una volta: ad ottobre 2016, la proposta fu presentata dal presidente della Verkhovna Rada, Andrei Paruby. A questa proposta si oppose il più grande gruppo parlamentare, il Blocco di Petro Poroshenko».

Anna Lotti