UCRAINA. Kiev ordina la confisca del carbone del Donbass

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Il ministro dell’Energia ucraino Igor Nasalik ha chiesto al servizio fiscale e doganale ucraino di sequestrare il carbone che illegalmente dal Donbass non arriva nel paese.

«Abbiamo già fatto un passo cruciale del Ministero e inviato al servizio energia la richiesta di entrare quanto prima nella zona di produzione di carbone sul territorio dell’Ucraina nella zona Ordlo, cioè il territorio del Donbas che Kiev non controlla, in modo che questo prodotto possa essere confiscato», ha detto il Ministro durante il question time al governo nella Verkhovna Rada, riporta Ria Novosti.

Dal 15 febbraio nel paese è stato indetto lo stato di emergenza nel settore energetico. Il motivo di questa azione è stato il blocco della fornitura di antracite dal bacino del Don, che era stato annunciato dai separatisti come rappresaglia per il blocco del Donbass.

Il 15 marzo scorso, il Consiglio di Sicurezza e Difesa Nazionale dell’Ucraina ha introdotto il completo blocco del trasporto merci da e verso il Donbass. Le restrizioni si applicheranno fino al momento in cui tutte le imprese nel territorio delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Luhansk  non torneranno sotto la giurisdizione ucraina.

Nel 2016, l’antracite è arrivata in Ucraina da due paesi: Russia, 566,7 mila tonnellate al costo di 45,8 milioni di dollari e Sud Africa, 366,6 mila tonnellate a 22,9 milioni. A causa dell’embargo commerciale del Donbass nel primo trimestre del 2017, la Russia è rimasta il più grande fornitore di carbone per il paese. Proprio per questo, Kiev sta progettando di sostituire la produzione di antracite che proveniva dal Bacino del Donetsk con le importazioni dal Sud Africa. Secondo il ministro dell’Energia, la maggioranza delle imprese di produzione di energia hanno già iniziato i preparativi per l’importazione di carbon fossile dal paese africano. Numerose centrali termiche ucraine sono già state chiuse o hanno ridotto la produzione al minimo. Il paese rischia di restare al freddo per il prossimo inverno con il conseguente blocco delle attività.

Anna Lotti