La Sharia nel futuro della Libia

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LIBIA – Tripoli. 27/11/13. Il futuro della Libia è riassunto in un decreto del ministro della giustizia libica di soli 4 articoli che entra in vigore a fine mese non appena, sarà pubblicato sulla gazzetta ufficiale.

Si tratta del Decreto del Ministro della Giustizia n. (1621) del 2013 per la revisione della legislazione. In particolari modo all’articolo 2 si legge «La Commissione ha l’incarico di compendiare la legislazione e di rilevare in essa quanto contrasti con le prescrizioni categoriche e i principi fondamentali della Sharia islamica, nonché di operarsi per rimuovere tali incongruità attraverso l’approntamento di progetti di legge sostitutivi, attenendosi alle varie scuole giuridiche della Sunna, preferendo le soluzioni più agevoli nell’interesse della questione e tenendo altresì in considerazione quanto occorso nei paesi di origine della scuola giuridica prevalente. La Commissione ha inoltre l’incarico di esaminare quanto ad essa rinvia il Ministero della Giustizia affinché sia riesaminato e rimandato al Ministero al fine di prendere i provvedimenti necessari in merito». E ancora all’art. 3. si legge: «La Commissione definisce i regolamenti e i procedimenti per i propri lavori sulla base di una delibera presa dalla maggioranza dei membri; una copia di tali regolamenti e procedimenti è inviata al Ministro della Giustizia per la ratifica. La prima seduta della Commissione è presieduta dal membro più anziano e il Presidente della Commissione ne nomina il Segretario per la prima seduta». Il decreto è stato firmato il 9 novembre dal ministro per la giustizia Salah Basheer Al-Margani. Una scelta che riaccende gli animi in una regione già molto infuocata. Un tentativo di riportare la Libia alle origini, in netto contrasto con un mondo che cambia è che per tutta l’era Gheddafi aveva contaminato la regione. Tripoli – Bengasi e Sebha sono oramai capitali che corrispondono a tre regioni diverse che chiedono di essere federate, ognuna vuole gestire ori e onori, la Cirenaica si è già proclamata indipendente e sta andando per la sua strada pronta a costruire raffinerie, porti e pozzi petroliferi made in Cirenaica. Il decreto del ministro della Giustizia  dunque tenta di dare una impostazione tradizionale, di ritorno alle origini. Ora bisogna vedere all’interno della Libia quanti intendano seguire questo modello.