GERMANIA. Intelligence turca all’assalto di Berlino

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Le attività di spionaggio dell’intelligence turca sono aumentate in Europa, in particolare in Germania e le autorità tedesche hanno adottato misure concrete di fronte agli strumenti di Ankara per contenere l’influenza turca, secondo il Centro europeo di studi antiterrorismo e di intelligence (Ecci).

Il Nordic Monitor il 24 luglio, ha pubblicato nuovi documenti sulle attività di spionaggio e profilazione svolte dai diplomatici turchi contro gli oppositori del governo in Sudafrica; la stessa testata il 15 maggio aveva rivelato che l’ambasciata turca in Albania si era impegnata in una campagna per raccogliere informazioni e spiare gli oppositori del presidente Recep Tayyip Erdogan, appartenenti al movimento Gülen. Le informazioni trasmesse sono state successivamente utilizzate in procedimenti per terrorismo senza alcuna prova concreta di illeciti.

Stando ad Ecci, il servizio di immigrazione e asilo è uno dei luoghi in cui Ankara si rivolge per reclutare agenti; si stima che il numero di agenti turchi in Germania sia più di 8 mila.

L’11 gennaio scorso l’intelligence tedesca ha rivelato che il governo turco con la copertura dalla Fondazione per la ricerca politica, economica e sociale, Seta, svolgeva attività di promozione del regime turco in Germania, tanto che il parlamento tedesco ha accusato Seta di raccogliere informazioni di intelligence, utilizzando attività di ricerca scientifica come copertura per la sua reale attività: influenzare i decisori e l’opinione pubblica tedeschi.

Anche la Bundeswehr ha aperto indagini su quattro episodi di estremismo interno legati al gruppo dei “lupi grigi”.

L’agenzia di intelligence turca, MiT, ha sviluppato un’app telefonica chiamata “Emniyet Genel Müdürlüğü – Egm” in cui qualsiasi cittadino turco che vive in Germania può denunciare chiunque, indipendentemente dalla nazionalità, critichi la Turchia, verbalmente o online. A loro volta, le forze di sicurezza turche archiviano le notifiche ed emettono mandati di arresto nei confronti delle persone segnalate, e inviano i loro nomi ai valichi di frontiera e agli aeroporti con l’obiettivo di arrestarli una volta entrati in territorio turco. La polizia tedesca ha fatto irruzione nella sede di una società a Monaco di Baviera, dopo che si sono diffuse accuse secondo cui aveva venduto spyware sensibili alla Turchia per l’uso contro i partiti di opposizione.

La Germania lancerà un progetto pilota per educare gli imam musulmani nell’aprile 2021, per rispondere a questa “offensiva” d’intelligence di Ankara, nel tentativo di contenere il fenomeno dell’estremismo, e di limitare l’influenza esterna sugli imam delle moschee; questa decisione è vista come un passo positivo, ma sarebbe necessario un approccio più completo per contenere l’influenza esterna. 

Secondo un rapporto della Bundesverfassungsschutzgesetz, BfV, l’intelligence interna, il rischio di infiltrazioni è elevato. Nel 2017, la Germania ha effettuato operazioni contro le spie turche e ha arrestato 20 agenti. Finora Berlino ha solo processato queste persone senza prendere ulteriori misure politiche o diplomatiche, ma le pressioni che arrivano ora da Vienna, e le tante tensioni da Ankara, soprattutto a causa delle sue mosse militari nel Mediterraneo orientale, stanno spingendo Berlino a sostenere l’Austria minacciando di intraprendere azioni diplomatiche contro Ankara per sollecitarla a fermare le sue operazioni di spionaggio in Europa.

Il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas, recentemente, ha dichiarato che la Turchia non sarà in grado di istituire tre scuole in Germania come previsto, a meno che queste scuole non siano soggette alla legge tedesca. Maas, riporta Rtl/Ntv, ha detto che le scuole devono rispettare le leggi sull’istruzione statale ed essere soggette alla supervisione scolastica: «Non ci sarà mai spazio per insegnare cose che vanno contro i nostri valori».

Antonio Albanese