Russia: stagnazione non recessione economica

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RUSSIA – Mosca 12/08/2013. L’economia russa eviterà una recessione ma vive un periodo di stagnazione causata da alti livelli di spesa sociale e da problemi strutturali, ad annunciarlo è ministro dello Sviluppo Economico russo Alexei Ulyukayev nella sua prima intervista dalla sua nomina, a giugno 2013, uscita sulle colonne del Kommersant il 12 luglio.

«Stagnazione è probabilmente il termine appropriato per descrivere l’economia russa» ha detto il ministro Ulyukayev. L’economia russa è cresciuta solo dell’1,2 per cento nel secondo trimestre del 2013 rispetto a un anno prima, secondo le stime pubblicate dal Servizio Statistico dello Stato il 9 nove agosto, è il sesto trimestre consecutivo di crescita in calo, e la peggiore performance dall’inizio  della recessione nel 2009. 

Se Ulyukayev ha ammesso che l’economia era in stagnazione, ha però negato che stesse entrando in un periodo di contrazione: «Non c’è recessione. E non ci sarà», ha detto. Ulyukayev ha detto ai giornalisti che l’economia si sarebbe  ripresa nella seconda metà dell’anno. 

I problemi attiuali sono stati causati da «fattori istituzionali, strutturali e macroeconomici», ha detto in ministro, individuando negli alti livelli di spesa sociale una ragione di fondo, secondo il Kommersant. 

«Abbiamo livelli di spesa molto elevati che sono causati da un insieme di condizioni che non possono essere eliminate. La Russia è un paese a reddito medio, ma abbiamo obblighi sociali sulle spalla superiori a quelli che i paesi a medio reddito hanno di solito».  

La Banca centrale della Russia ha mantenuto i tassi di interesse in stand by durante la riunione del suo consiglio di amministrazione il 9 agosto, evitando un taglio dei tassi che secondo molti economisti potrebbe stimolare la crescita economica. Il ministero dello Sviluppo Economico ha ripetutamente affermato che la Banca Centrale dovrebbe agire per aiutare l’economia. 

Il presidente Vladimir Putin ha detto che la crescita economica deve essere avviata attraverso investimenti in grandi progetti infrastrutturali garantiti dallo stato all’Economic Forum di San Pietroburgo nel giugno scorso. 

L’economia russa è scesa al 3,4% di crescita dallo scorso anno, mentre era al 4,3% nel 2011, e negli ultimi mesi gli esperti hanno ridotto le previsioni di crescita per il 2013. Il ministero dello Sviluppo Economico ha tagliato le sue previsioni di crescita per 2013 dal 3,7 per cento al 2,4 per cento a luglio 2013. 

«Siamo meno ottimisti sulle prospettive per il 2013 e il 2014, in quanto, oltre a un quadro istituzionale debole, la politica economica è sempre più enigmatica» hanno affermato gli analisti di Sberbank CIB in una ricerca apparsa il 12 agosto.