NAGORNO KARABAKH. Nel buco nero della guerra stanno per cadere Russia e Turchia

158

Il conflitto regionale del Nagorno Karabakh sta raggiungendo un “punto di non ritorno” in cui saranno risucchiate grandi potenze militari, tra cui Russia e Turchia. Si stima che in quattro settimane di combattimenti tra Armenia e Azerbaigian siano morte ben 5.000 persone.

Il conflitto è scoppiato alla fine di settembre. Da allora, entrambe le parti sono state accusate di aver bombardato posizioni e città oltre la linea del fronte. Nel giro di un giorno è stato infranto un cessate il fuoco mediato dai russi; un ulteriore accordo è crollato nel giro di poche ore; la settimana scorsa un accordo sostenuto dagli Stati Uniti per fermare i combattimenti è durato solo pochi minuti.

L’Iran, che confina con entrambe le nazioni in guerra, ha già avvertito che se altri proiettili dovessero inavvertitamente atterrare sul suo territorio, sarà costretto ad essere coinvolto.

Il 28 ottobre, l’Azerbaigian ha accusato l’Armenia di aver ucciso 21 persone e di aver ferito decine di persone in un attacco missilistico vicino alla frontiera, il bilancio più grave che si sia mai registrato contro i civili in un mese di combattimenti nella regione. L’Armenia ha negato di aver effettuato l’attacco nel distretto di Barda.

Yerevan, a sua volta, ha accusato le forze azerbaigiane di nuovi attacchi mortali su aree civili della regione, mentre entrambe le parti sostengono che l’altra ha preso di mira i civili dopo settimane di feroci scontri in prima linea, riporta Afp.

Il Comitato internazionale della Croce Rossa ha detto che il bombardamento delle aree urbane è stato «spaventoso».

Per la Croce Rossa, ci sono crescenti timori su ciò che potrebbe accadere se il corridoio di Lachin venisse attraversato dalle forze dell’Azerbaigian. Il passo collega il Nagorno-Karabakh all’Armenia vera e propria: è una linea di rifornimento cruciale per tutto, dal cibo alle armi.

Le forze dell’Azerbaigian vi si stanno avvicinando alla striscia. Se questo corridoio sarà interrotto, il conflitto potrebbe portare gli armeni del Nagorno-Karabakh a rimanere intrappolati e probabilmente costringerà l’Armenia ad aumentare la sua risposta militare.

Da ciò potrebbe scaturire il coinvolgimento diretto di Mosca in conformità con il patto di difesa reciproca con l’Armenia; l’entrata della Russia a sua volta potrebbe provocare l’ingresso dell’esercito turco.

Il presidente russo Vladimir Putin aveva detto che l’accordo di difesa con l’Armenia sarebbe entrato in vigore solo se il territorio di quel paese fosse stato minacciato. Poiché il Nagorno-Karabakh non è riconosciuto dall’Armenia, egli ha indicato che Mosca non ha motivo di intervenire.

Ma sembra che la Russia si stia schierando con l’avvicinarsi dei combattimenti ai confini riconosciuti dell’Armenia. Secondo Eurasianet, ci sarebbe già un accampamento russo in un villaggio armeno vicino al corridoio di Lachin: un segnale forte per le forze azere che si avvicinano e all’Azerbaigian di non entrare nel passo.

La Turchia è tradizionalmente un convinto sostenitore dell’Azerbaigian, mentre la Russia considera l’Armenia un alleato strategico e l’Azerbaigian un partner strategico. Mosca avrà quindi un grosso problema se il conflitto si intensificherà. Ma questo sembra esattamente quello che potrebbe accadere con la prospettiva reale che truppe russe e turche si affrontino in prima linea.

Anna Lotti