VENEZUELA. Maduro vuole sviluppare il petrolchimico con la Turchia

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Il Presidente del Venezuela Nicolas Maduro ha detto, il 10 luglio, che il paese mirava a fare progressi nel campo della petrolchimica in collaborazione con la Turchia. Parlando al Business Forum Turchia-Venezuela ad Istanbul, Maduro ha invitato gli imprenditori turchi a investire in tutti i campi in Venezuela.

«Il Venezuela ha riserve certificate. Possiamo compiere progressi nell’economia della produzione nel settore petrolifero e in vari settori. Siamo aperti allo sviluppo», ha detto Maduro, ripresa da Anadolu.

Maduro ha dichiarato che il paese vuole realizzare il sogno di un mondo migliore, dove la gente viva felicemente, con la Turchia, pur sottolineando la sua posizione geografica vantaggiosa per il commercio globale. Nail Olpak, capo del Consiglio per le Relazioni Economiche Esterne della Turchia, Deik, ha affermato che i legami tra i due paesi si sono accelerati negli ultimi anni grazie alle visite di Maduro in Turchia. 

«Crediamo che i passi necessari per il mondo degli affari turco che è desideroso di operare e attualmente opera nella regione saranno presi sotto la guida di Maduro, al fine di facilitare i nostri investimenti e il libero scambio bilaterale», ha detto Olpak.

Maduro ha anche notato che la Turchia può beneficiare del Petro, la criptovaluta lanciata dal Venezuela: «La criptovaluta Petro può essere utilizzata nel commercio estero e negli investimenti. Questo andrà a beneficio della Turchia e migliorerà i nostri legami economici», ha detto Maduro.

Il Venezuela ha lanciato il Petro nello scorso mese di febbraio. Il presidente Nicolas Maduro ha annunciato che 100 milioni di Petro saranno disponibili con un valore stimato di 6 miliardi di dollari. Il prezzo della cripto moneta, ha detto il governo di Caracas, sarebbe stato definito in base al prezzo di un barile di petrolio greggio del bacino dell’Orinoco.

Il lancio del Petro è avvenuto mentre il Venezuela continua ad affrontare una crisi economica sempre più grave che ha portato a instabilità politica, a proteste di massa e alla penuria di cibo.

Graziella Giangiulio