IRAQ. La debolezza politica di oggi assomiglia a quella del 2014: il pericolo Daesh è dietro l’angolo

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I temi centrali dei media e social media iracheni di questo periodo vertono sulla mancata elezione dei ministri nella cabina di regia del governo; sulla nomina del comandante militare per la regione di Ninive; sul problema incendi; sul tentativo di risoluzione della questione pro o contro Iran nella questione statunitense. E, inoltre, grande must è la corruzione.

Il leader per l’Alleanza e le Riforme Khalid al Obeidi ha detto che i terroristi e persone corrotte sono i colpevoli degli incendi in Iraq e quindi sono questi che vanno perseguitati e arrestati. Sul tema della nomina dei ministri vacanti, il membro per l’Alleanza Jawad al Moussawi asserisce che l’incapacità di Mahdi di completare iI consiglio dei Ministri mostra l’influenza che hanno sul governo i paesi vicini all’Iraq, l’ex vice primo ministro Bahaa al-Araji chiede alle forze politiche di liberare le mani del primo ministro Adel Abdul-Mahdi, per poter scegliere i ministri della sicurezza e evitare il ripetersi della crisi e il ritorno di Daesh, come fu nel 2014.

Sulla vicenda Iran-USA su suolo iracheno, Atheel al-Nujaifi, della coalizione State of Law, asserisce che al Maliki ha approfittato dell’opportunità per creare un gruppo vicino all’Iran tra il 2006 e il 2014, consegnando di fatto il paese in mano a Teheran e creando divisioni all’interno del Paese. In difesa di al Maliki è sceso in campo Al-Shibli della coalizione di al Maliki secondo cui sono accuse false e che vanno provate. Sempre dallo stesso gruppo parlamentare segnalazione di infiltrazioni politiche da parte di Baahisti nel governo che hanno il preciso compito di far litigare  al Sadr con State of Law. Secondo Haider Al Mulla l’Advisor di Khamenei, Yahya Rahim Safavi, usa l’Iraq, come uno degli strumenti di resistenza contro gli USA. Questa affermazione interpreta le parole di Yahya Rahim Safavi che in effetti ha fatto capire che in uno scontro Teheran- Washington, l’Iraq sarà coinvolto.

Via Twitter si apprende che nascerà una strada che collegherà l’Armenia all’Iraq. Ricordiamo che l’Armenia, oltre a essere un paese cristiano che ha avuto sempre stretti legami con le comunità cristiane assire, siriache, caldee irachene è anche un paese molto amato dagli Iraniani che da anni spendono e commerciano con la ex repubblica sovietica.

Redazione