IRAQ. I social media mostrano un paese fragile

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Tra le tante notizie postate dai media e dai social media emergono quelle che mostrano un Iraq molto fragile. Secondo una indagine degli studiosi sunniti in Iraq nel solo mese di maggio sono state arrestate 533 persone; un numero molto elevato. Le imputazioni sono molto diverse, quelle che preoccupano però sono le accuse di settarismo che spesso non sono comprovate. Molte persone spariscono nel nulla.

Molti giovani sono dediti alla droga e elevato è il numero di suicidi; solo a Mosul si contano 2400 bambini orfani ospiti dei campi per sfollati. Socialmente difficile la situazione in molte aree dove continuano gli spostamenti forzati di fette di popolazione in fuga da ISIS o dalle milizie sciite. L’ultimo eclatante esempio è la situazione di Tarmiyah assediata da giorni dopo l’attacco di ISIS ad una caserma. Le milizie sciite hanno colto l’occasione per circondare e scacciare le famiglie dalle loro case e prenderne il possesso. A questo va aggiunta la dolorosa stagione degli incendi che ha portato una regione come l’Anbar, granaio dell’Iraq a contare danni ingenti e a parlare di crisi alimentare imminente. L’Iraq per altro è privo di aerei per lo spegnimento di incendi. 

A questo va aggiunto il problema dell’inquinamento. Da Bassora arrivano continuamente notizie di malesseri tra la popolazione a causa dell’inquinamento e all’aumento dei casi di cancro nella provincia. Politicamente al momento i casi più scottanti sono quello della nomina del governatore di Ninive e l’elezione del governo del Kurdistan iracheno. 

Le città irachene sono invase dalla spazzatura nonostante gli insediamenti di smaltimento  lavorino a pieno ritmo e questo procura malesseri nella popolazione a partire dai problemi alle vie respiratorie. A livello locale si registrano nuovi incendi: uno scoppiato nella provincia di Anbar partito dalla città siriana di Baghuz in Siria, gli attivisti parlano di volontà di voler nascondere cosa è successo ad al Baghuz e dello spostamento di mezzi e corpi dalla regione. Altri incendi si sono registrati nelle ultime ore a:  Diyala, Anbar, Najaf, Diyala, Ninive, Kirkuk. Tra le aree colpite negli ultimi giorni il Sinjar e Mosul. Di interesse che nelle aree yazide del Sinjar ad aiutare il fuoco a divampare l’utilizzo di lenti di ingrandimento. A Mosul l’area incendiata è quella di Mashraq a sud. 

In merito agli incendi è intervenuta la Commissione per i diritti umani che chiede aiuto al governo centrale iracheno per intervenire in favore degli Yazidi dopo gli incendi in Sinjar. Ancora incendi infine registrati a Salahuddin area di Shirqat, una delle zone più colpite da ISIS.

Redazione