CINA. Pechino apprezza il TPP e le migliori relazioni con Tokyo

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La Cina ha accolto con favore la firma del patto Ttp e ha espresso la speranza che l’iniziativa vada di pari passo con altre iniziative della regione, come il Regional Comprehensive Economic Partnership (Partenariato economico globale regionale).

La Cina non fa parte del Tpp, ma «è stata una forte sostenitrice della liberalizzazione del commercio e un attore chiave della cooperazione Asia-Pacifico (…) La Cina è positiva su qualsiasi accordo aperto, trasparente e inclusivo che rafforzi l’integrazione economica regionale e il sistema di libero scambio globale centrato sull’Omc», ha detto il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, riporta Efe.

Il Tpp comprende Australia, Brunei, Canada, Cile, Malaysia, Messico, Giappone, Nuova Zelanda, Perù, Singapore e Vietnam. A differenza dell’accordo originale firmato due anni fa, l’accordo non include gli Stati Uniti, in quanto l’Amministrazione guidata dal presidente Donald Trump ha deciso di ritirarsi. Il Rcep proposto includerebbe i 10 paesi dell’Associazione delle nazioni del sud-est asiatico, Asean, più Cina, Giappone, Corea del Sud, Australia, Nuova Zelanda e India.

Wang ha anche detto che già durante il vertice Asia-Pacifico, che Pechino ha ospitato nel 2014, la Cina ha sostenuto la creazione di una zona di libero scambio per l’intera regione.

«Speriamo di vedere un migliore coordinamento e interazione delle comunicazioni tra le varie iniziative di libero scambio nella nostra regione in modo che si completino a vicenda, resistano al protezionismo commerciale e contribuiscano a un’economia globale aperta», ha dichiarato il ministro degli Esteri cinese.

Nel corso della stessa conferenza stampa,  Wang Yi ha esaminato la diplomazia cinese nel corso dell’ultimo anno; per quanto riguarda le relazioni della Cina con il Giappone sono notevolmente migliorate, la conferma potrebbe venire presto da visite reciproche fatte da parte dei leader.

«Negli ultimi tempi, il Giappone ha stabilito una politica più chiara e positiva nei confronti della Cina, che ha portato a un miglioramento delle relazioni e la Cina ne è lieta (…) Se il Giappone non distorce, non devia o retrocede, e invece accetta lo sviluppo della Cina, siamo disposti ad agire nello stesso spirito in modo che le relazioni possano tornare sulla strada di uno sviluppo sano e stabile (…) In questo momento chiave della storia, speriamo che il Giappone abbia la credibilità politica e agisca in modo da consolidare il fondamento politico delle nostre relazioni e comprenda che dobbiamo considerarci partner e non minacce», ha concluso il ministro.

Luigi Medici