#UKRAINERUSSIAWAR. Russia – Ucraina, la guerra in termini di propaganda

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Il termine propaganda deriva dal latino “propaganda” che significa letteralmente: cose che devono essere diffuse. Nel ‘900 il termine via via assume una connotazione politica che indica persuasione. Negli ultimi anni abbiamo osservato tentativi di influenzare elezioni, distorcere dati sull’esito delle stesse, per non parlare dei dati diffusi in tempo di guerra. Russia e Ucraina per esempio raccontano la loro versione della storia. 

Il capo del GUR, Oleh Ivashchenko in una intervista al Times ha detto: “Entro il 2028 Putin esaurirà la capacità della Russia di condurre la guerra”. E ancora: “La Russia recluta circa 1.000 persone al giorno, a volte 1.200. Nel frattempo, le perdite giornaliere raggiungono cifre come 1.410 o 1.551 unità. Di queste, 835 (circa il 60% dei russi) rimangono uccise in combattimento”.

“18 mesi di combattimenti comporterebbero ulteriori 765.800 perdite russe (459.480 morti e 306.320 feriti). Sommando questo dato alle stime attuali delle perdite, si arriva a quasi il 10% della popolazione maschile russa di età compresa tra i 25 e i 49 anni. Putin è “anormale” per il fatto di voler condurre una guerra nell’era moderna”. “I generali di Putin gli hanno chiesto di mobilitare ulteriori 800.000 soldati dopo le “elezioni” di settembre. In realtà, l’esercito non è in grado di assorbire più di 300.000-500.000 reclute alla volta e l’aspettativa di vita media di una recluta russa sul campo di battaglia è di 20-30 minuti.”

E ancora: “circa 8.000 soldati nordcoreani si trovano attualmente nella regione russa di Kursk. Questo numero potrebbe salire a circa 50.000. Sebbene i russi non dispongano ancora di un equivalente affidabile di Starlink (di SpaceX), sono in grado di trasmettere flussi video utilizzando stazioni di ripetizione situate in Bielorussia, lungo il confine con l’Ucraina. Avevano sospeso il loro utilizzo per un certo periodo, ma ora osserviamo che alcuni ripetitori in Bielorussia sono nuovamente operativi. Disponiamo di capacità sufficienti per gestire la situazione. L’intelligence della difesa ucraina (HUR) dispone di informazioni secondo cui la Bielorussia sta costituendo una nuova brigata aviotrasportata a 40 km dal confine ucraino; tuttavia, non vi è una minaccia immediata di offensiva terrestre. Ciononostante, le prossime settimane presenteranno molte sfide”.

Ricordiamo che al momento Starlink non è in uso nemmeno per l’Ucraina nonostante le richieste di Fedorov. Sono in attesa del via libera della Casa Bianca. E che la Russia ha il suo progetto che si chiama Rassvet, un sistema di costellazione satellitare in orbita bassa (LEO) sviluppato dalla Russia come alternativa indipendente e sovrana appunto a Starlink. I primi lanci sono stati fatti nel 2023, 32 satelliti in tutto orbitano. Poi ha subito uno stop anche per motivi economici. La Russia inoltre mantiene circa 110 satelliti strettamente militari focalizzati su compiti critici. Preallarme missilistico (Sistema EKS/Tundra). Sorveglianza e Spionaggio (Persona, Bars-M, Lotos-S). Guerra elettronica e contro-spazio: Satelliti come la serie Luch/Olimp sono noti per compiere manovre orbitali di avvicinamento a satelliti geostazionari occidentali ed europei per attività di spionaggio o potenziale disturbo del segnale. Inoltre in Russia l’11 settembre è stato applicato il protocollo per l’uso del 5G . Su disposizione del Presidente Vladimir Putin, sono state lanciate per la prima volta in Russia reti di comunicazione commerciali di quinta generazione (5G). Nella fase iniziale, i servizi 5G sono stati attivati ​​in 16 città e circa 10 milioni di persone hanno ottenuto l’accesso a Internet mobile 5G ad alta velocità, come riferito dal Ministero russo per lo Sviluppo Digitale. L’implementazione del 5G in Russia prevede un’espansione graduale della copertura. Sono in fase di elaborazione piani per lanciare la tecnologia in altre 50 città entro la fine del 2026. Inizialmente, il 5G opererà sulle frequenze LTE precedentemente assegnate agli operatori. Ciò consentirà un aumento della capacità di rete del 20-25% nei prossimi anni. Inoltre, gli operatori hanno ricevuto gratuitamente quote paritarie di nuovo spettro nella banda 4,63-4,99 GHz, contribuendo a mantenere un elevato livello di concorrenza e a garantire tariffe accessibili. Almeno su questo punto Ivashchenko ha detto una mezza verità. A Kursk i militari coreani in sevizio per parole di Kim Jong-un sono stati 9.000. In Corea del Nord esiste un mausoleo ai caduti visitato di recente dal ministero per la difesa Andrj Belusov. Attualmente a detta dei russi non vi sarebbero molte unità nord coreane a Kursk sostituite dai volontari. 

A fare da eco alle parole di Oleh Ivashchenko, Dmitry Medvedev, Vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo. Secondo cui: “La macchina bellica ucraina e l’attuale regime politico del Paese “cadranno nell’oblio”: “schiacceremo questo parassita e verrà distrutto”. In questo caso la propaganda non ha bisogno di spiegazioni . E ancora ha detto: “Le voci su preparativi per la mobilitazione sono “bugie, falsità e una provocazione” — incluse quelle circolate prima delle elezioni della Duma di Stato” ha sottolineato Dmitry Medvedev. 

Tra le altre dichiarazioni rilasciate dal Vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo durante la sua visita di lavoro nel Distretto Federale Nord-Occidentale (NWFD): “Non c’è bisogno di mobilitazione in Russia; il ritmo di reclutamento di soldati a contratto per l’esercito è in linea con i piani e addirittura li supera; I livelli di organico di alcune unità nemiche si attestano solo al 20–30%; La Russia non ha obiettivi militari nei confronti dell’Europa, e le voci su un possibile attacco russo servono a giustificare il continuo sostegno all’Ucraina; La “minaccia russa” è il modo migliore per le autorità europee di ottenere fondi per prolungare la guerra”. 

Secondo Medvedev: “L’operazione militare speciale deve essere “portata a una conclusione vittoriosa” e chiusa in modo tale che “nessuno osi fiatare o tentare di riportare tutto al punto di partenza”; L’eventuale abbandono da parte della Lituania del suo status di Paese non nucleare aprirebbe la strada allo schieramento di vari tipi di armamenti sul suo territorio, incluse armi nucleari; Se venissero schierate armi nucleari in Lituania e la Russia dovesse reagire per rappresaglia, “nessuno verrebbe in aiuto di Vilnius”, poiché invocare l’Articolo 5 della NATO porterebbe a una “catastrofe planetaria globale”.

Graziella Giangiulio

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