#UKRAINERUSSIAWAR. Odessa e Kiev al Buio. Avanza l’Operazione WAGNER: Tritacarne Bachmut

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Anche per la giornata del 29 novembre si sono registrate interruzioni di corrente di emergenza in Ucraina a Odessa, i programmi di interruzione della stabilizzazione non funzionano, segnalati dalla Odessa Electric Networks, e ancora interruzioni di corrente a Kiev.

Nella capitale ucraina in mattinata è stata segnalata anche l’allerta aerea. Dalla social sfera russa emerge che se all’inizio delle operazioni c’erano più “avventurieri” tra i mercenari, ora sono più professionisti ex militari. Sembra che i polacchi siano la maggioranza. Secondo alcune fonti social sarebbero militari in servizio, non è possibile dare una conferma o smentire questa notizia. Molti di loro comunque sono impegnati nei combattimenti nella direzione Svatove-Kreminna.

Nel frattempo continua l’operazione della WAGNER: “Tritacarne Bakhmut”. Secondo la social sfera degli analisti militari filo russi, la tattica di prendere di petto la città da est è stata scelta non per un assalto diretto alla città, ma per forzare le difese ucraine sui fianchi, in modo da coprire il raggruppamento che difende la città e sta avendo successo.

Le truppe russe hanno occupato Odradivka a sud della città, e poi non solo si sono impegnate nei combattimenti per le fortificazioni di Opytne e Ivangrad (quest’ultima è già stata presa), ma hanno anche iniziato a sviluppare un’offensiva su Kurdyumivka, che rompe l’integrità del fronte ucraino tra Bachmut e Тorec’k. Con la perdita di Kurdyumivka, così come di Andriivka, Zelenopolya e Ozaryanivka, la situazione per le truppe ucraine in quest’area si è drammaticamente complicata, e le truppe russe sono state in grado sia di sviluppare l’offensiva a sud di Bachmut (inclusa la direzione di Časiv Jar), sia di aumentare la pressione sulle truppe ucraine vicino a Тorec’k, sia di espandere la zona di controllo verso Kostjantynivka.

A quanto si apprende dalla social sfera un ruolo importante nel raggiungimento degli obiettivi russi dell’offensiva è svolto dal fuoco d’artiglieria (anche attraverso un lavoro con i droni e il fuoco corretto) e dall’uso delle tattiche dei gruppi d’assalto, che determinano la natura di aggiramento delle truppe che avanzano, minacciando i fianchi delle truppe ucraine, minimizzando così le proprie perdite e massimizzando quelle dell’esercito ucraino e mercenari, come confermato da fonti sia occidentali che ucraine. Da qui la comparsa del termine “Tritacarne Bakhmut”. In sostanza, questa sezione del fronte è stata metodicamente attaccata dal raggruppamento di Bachmut delle Forze Armate Ucraine e dalle forze mercenarie straniere ad esso collegate, rendendo la battaglia molto costosa per gli ucraini e costringendo il comando di Kiev a spostare sempre più riserve intorno ad Bachmut e Časiv Jar per rinforzare le unità e le sottounità che si stanno perdendo in battaglia. In sostanza, al nemico viene presentata una scelta: continuare a tollerare l’attuale livello di perdite mentre i gruppi d’assalto della PMC Wagner coprono la città da sud, oppure ritirarsi gradualmente da Bachmut, accettando tutte le conseguenze operative di tale mossa.

Gli ucraini da parte loro stanno intensificando le azioni offensive in direzione dell’insediamento di Svatove. Le forze ucraine con diversi gruppi tattici di compagnie, sta cercando di sfondare la linea di difesa russa da tre direzioni contemporaneamente. Da nord, ovest e sud dell’insediamento. Al momento, senza successo e subendo perdite, i militanti ucraini stanno tornando alle loro posizioni precedenti. Le forti perdite da parte ucraina non sono solo dovute alla battaglia ma alla difficoltà di esilarare i feriti. Sembra che molti feriti muoiano non per le ferite, ma per setticemia o per dissanguamento.

In tarda mattinata si apprende da fonti social che Vuhledar  è passata in mano alle forze del DPR e russe, a darne notizia Denis Pushilin capo del DPR. Inoltre secondo i giornalisti di guerra di WAR GONZO, le forze armate russe hanno preso il controllo della rotta di rifornimento delle forze armate ucraine a Časiv Jar.

Graziella Giangiulio

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