#UKRAINERUSSIAWAR. Il commercio globale passa ora per il Kazakhstan

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Le sanzioni occidentali imposte alla Russia starebbero riorientando i flussi del commercio internazionale, sopratutto di quello cinese. Per molti operatori del commercio di transito, la Russia, con la sua economia ingarbugliata dalle sanzioni, non sarebbe più un’opzione: i volumi spediti attraverso le ferrovie kazake sono in piena espansione e sono in programma nuove rotte dalla Cina, tra cui la ferrovia Cina-Kirghizistan-Uzbekistan, Cku.

Stando a BneIntellinews, la società kazaka Temir Zholy ha recentemente detto che il porto commerciale del mare di Aktau, il porto di Kuryk e il terminal Aktau Marine North, punti chiave del Mar Caspio nella Trans-Caspian International Transport Route, Titr, nota anche come la sezione chiave del “Corridoio di Mezzo” che offre molteplici opzioni come l’Europa-via-Turchia, hanno raddoppiato il loro volume di spedizioni.

Il volume di trasporto sulla Titr è destinato a sestuplicarsi quest’anno, raggiungendo i 3,2 milioni di tonnellate. Il terminal AktauMarine North è in realtà parte di tre rotte di carico, ovvero il Titr, il Corridoio di Trasporto Europa-Caucaso-Asia, Traceca, e il Corridoio Internazionale di Trasporto Nord-Sud, Instc, che, nella sua interezza, si estenderebbe dalla Finlandia all’India passando per la Russia e l’Iran, il Caucaso meridionale e l’Iran. Allo stato attuale, la tratta Russia-Finlandia è una prospettiva in forse, perché, una volta in Iran, le spedizioni hanno diverse altre vie di accesso all’Europa. Le merci provenienti dal terminal di Aktau vengono spedite in Iran, Russia e Azerbaigian.

Il Kazakistan fa già parte della Belt and Road Initiative, Bri, l’iniziativa cinese per gli investimenti e le infrastrutture di trasporto che prevede il Kazakistan come zona di transito per le merci cinesi dirette in Europa e viceversa, ma questo ruolo sta per espandersi ulteriormente, poiché le nazioni europee e caucasiche stanno cercando di potenziare il Titr. L’incontro del 10 maggio ad Ankara tra Kassym-Jomart Tokayev, presidente del Kazakistan, e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è stato indicativo: la loro “Dichiarazione congiunta sul rafforzamento del partenariato strategico” delinea una nuova fase non solo nelle relazioni bilaterali, ma anche nella riconfigurazione della mappa multilaterale dell’Eurasia centrale. Anche se non si tratta dell’unico accordo di questo tipo, forse l’aspetto più significativo dell’accordo è l’impegno reciproco a rafforzare il Titr.

Tokayev ha osservato durante l’incontro con Erdogan che «dopo che il porto di Kuryk è entrato a far parte del corridoio transcaspico, il tempo di trasporto delle merci da Khorgos a Istanbul… che prima richiedeva 60 giorni, ora arriva in soli 13 giorni», ha poi aggiunto che il Kazakistan ha già iniziato a «diversificare le rotte di esportazione del petrolio verso la Cina e l’Europa, anche utilizzando i corridoi di trasporto turchi». Si prevede che questa tendenza continuerà ad espandersi in futuro, poiché il Kazakistan aumenterà la capacità dei suoi oleodotti e migliorerà i porti marittimi di Aktau e Kuryk.

Durante una conferenza stampa tenutasi il 25 maggio, Wang Lingjun, viceministro dell’Amministrazione generale delle dogane della Repubblica Popolare Cinese, ha parlato di un miglioramento del sistema doganale cinese nei porti terrestri di Alashankou e Khorgos, al confine sino-kazako. Naturalmente si prevede che quest’anno il commercio tra le due nazioni possa aumentare.

Le cifre rese pubbliche quest’anno hanno già mostrato un’importante ripresa del fatturato commerciale del Kazakistan con la Cina: l’Amministrazione generale delle dogane della Repubblica popolare cinese ha annunciato il 18 maggio che il fatturato è stato di 9 miliardi di dollari nei primi quattro mesi del 2022. La società kazaka QazTrade ha dichiarato in precedenza che il commercio con la Cina nel primo trimestre dell’anno si è attestato a 4,7 miliardi di dollari, con un aumento del 35,6% su base annua.

Il 25 maggio, la società di trasporti e logistica Ptc Holding ha completato la seconda fase del terminal Dostyk TransTerminal, al confine tra Cina e Kazakistan, raddoppiando la portata del terminal da 160.000 Teu a 320.000 Teu (twenty -feet – equivalent unit; cioè container, ndr)

Dall’altra parte del Kazakistan, senza sbocco sul mare, il volume di merci trasportate congiuntamente dall’operatore ferroviario statale Kazakistan Temir Zholy e dalle Ferrovie dell’Azerbaigian è salito a 1.388.100 tonnellate, con un aumento di 1.088.800 tonnellate, pari al 364%, rispetto all’anno precedente.

L’emergere del Kazakistan come hub di transito per aggirare la Russia è evidenziato anche da alcuni vantaggi geografici. Esistono ovviamente delle rotte tra l’Asia e l’Europa attraverso il Canale di Suez, ma i costi di spedizione e i tempi di consegna sono maggiori rispetto alle rotte alternative attraverso il Mar Caspio. L’Instc è uno dei progetti presentati come un’ottima alternativa all’opzione del Canale di Suez. Le merci provenienti dal Kazakistan possono collegarsi all’Instc. Nel breve medio periodo, l’area kazaka è l’unica valida alternativa per il traffico merci globale che non può o non vuole passare per la Russia.

Antonio Albanese