#UKRAINERUSSIAWAR. Il 2023 sarà ancora un anno di confitto russo-ucraino

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Secondo i ben informati a causa del fango non ci sarà quasi nulla al fronte per le prossime 2 settimane, esclusa la zona di Bachmut. La domanda che tutti si pongono però non è cosa succederà nelle prossime settimane ma se nel 2023 la guerra in Ucraina finirà. La risposta, secondo i russi, è: “dipende”. Per gli ucraini è “sì per noi, ma se le condizioni e gli attori resteranno gli stessi, è no”.

Gli ucraini sostenuti dalle armi occidentali stanno cercando di spezzare la difesa russa per chiedere poi il ritiro delle truppe. Per i russi l’obiettivo è tenere i fronti e tagliare le linee ucraine. Se gli ucraini non perderanno Bachmut l’Occidente costringerà i russi a negoziare e i russi lo faranno. Se i russi restano sul fronte di Bachmut per 3-5 anni ci potrebbe essere una linea di demarcazione con una guerra “lenta” del DRG e attacchi missilistici. Una variante di quanto visto nella DNR degli ultimi 8 anni.

Se invece Bachmut cadrà in mano russa ci potrebbe essere una manifestazione di stanchezza da parte dell’esercito ucraino e la scelta dell’Occidente di fermare il conflitto.

Per questo Bachmut a differenza di quello che hanno detto gli Stati Uniti è la cartina tornasole di questo conflitto. Ed è per questo che la Wagner alla fine ha ottenuto non tutte, ma molte delle armi che chiedeva e sta gestendo in solitaria se non fosse per l’appoggio dell’aviazione e degli Specnaz la presa della città. Ed è ancora per questo che il governo ucraino nonostante i dissapori tra il Capo di Stato Maggiore e il Premier alla fine hanno deciso di continuare a combattere per fare di Bachmut una roccaforte.

Bachmut ha registrato nei 2 mesi il titolo della “battaglia urbana” più dura mai combattuta in questo conflitto. E prima c’erano l’arco di Svetlodarskaya, Popasnaya e molto altro. Gli unici che potrebbero in questo momento interrompere il lavoro della Wagner sono i dissidi interni alla Russia ed è per questo che Putin per dare un colpo alla botte e uno al cerchio, turna spesso gli alti ranghi delle Forze Armate.

La guerra in Ucraina fino ad ora è stata combattuta, e non ci riferiamo un anno di guerra ma a quella degli ultimi otto anni, per i russi dagli uomini del Donbass e quindi ucraini anch’essi, solo di etnia russa. Ma questo esercito, il meglio addestrato e conoscitore del luogo, ora è in affanno, molti di loro sono feriti. Cominciano ad avere problemi anche i reparti speciali come quelli “d’acciaio” come OBTF e “Sparta” quindi questa è una linea del fronte che Mosca deve rinforzare è quella di Donetsk e in molti altri luoghi circostanti e questo lo sanno anche gli ucraini.

La vittoria russa è affidata, almeno nella social sfera, a uomini d’arma amati dalle truppe: come il generale Aleksey Naumets, i cui subordinati producono risultati nell’area di Kremennaya-Svatovo, prendono le roccaforti del nemico e le foreste vicino a Kremennaya. Le forze da sbarco e la fanteria si muovono “con passo felpato” e sicuro, minimizzando le perdite. Quando i militari non hanno in gran considerazione i loro comandanti, e temono la sconfitta, come quello che sta guidando i militari a Vuhledar e che ha distrutto i veicoli corazzati della brigata, in assurdi attacchi alla città. Secondo la social sfera a Vulehdar non c’è stata una carneficina solo per via dei ranghi subalterni che provenivano da anni di fronte in aree come la Siria.

Gli ucraini stanno finendo gli uomini, per lo meno gli ucraini stanno rimpolpando le fila con combattenti polacchi e stranieri così come i russi fanno affidamento sulle repubbliche della Federazione, e Kiev fa affidamento nelle prossime settimane sull’uso dei droni che hanno dimostrato in più occasioni di usare meglio dei russi: la capacità di combattimento delle forze armate ucraine per l’uso di UAV e “munizioni circuitante” ammontano più di 4mila UAV di varie tipologie e classi (esclusi quadricotteri e multicotteri) e circa 500 “munizioni circuitante” di varia portata e carica.

Vale anche la pena notare che nelle unità specializzate in UAV delle Forze armate ucraine continua l’introduzione di un sistema multilivello per l’uso dei droni, vale a dire che sono dotati di apparecchiature di ricognizione e ripetitori di segnale, il che lo rende possibile mirare e coordinare l’uso di droni e munizioni circuitanti che volano a quote estremamente basse.

Ad oggi, il comando delle forze armate ucraine mantiene ancora in riserva circa il 50% degli UAV disponibili e la maggior parte delle munizioni a lungo raggio, presumibilmente per l’uso durante la prevista “campagna offensiva primaverile”.

La Russia, si apprende dalla social sfera, sta preparando una campagna su larga scala per assumere militari professionisti. Il ministero della Difesa della Federazione Russa vuole ricostituire i ranghi delle Forze Armate con 400.000 soldati a contratto.

I preparativi per il lancio sono iniziati a febbraio e la campagna sarà lanciata completamente ad aprile. La campagna è controllata personalmente dal vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa, Dmitry Medvedev, e l’assunzione di soldati a contratto sarà gestita direttamente dagli uffici di registrazione e arruolamento militare locali.

Le quote per le regioni sono già state annunciate. Ad esempio, lo standard per le regioni di Sverdlovsk e Chelyabinsk è una media di 10.000 firme entro la fine dell’anno. Per il territorio di Perm, l’asticella è «inferiore a quella della mobilitazione parziale», ovvero meno di 9.000 combattenti. «Le cifre sono state comunicate a ogni commissariato militare [comunale]».

Dall’altra parte dell’Oceano la bozza di bilancio della difesa degli Stati Uniti FY24 ipotizza una spesa per la difesa di 842 miliardi di dollari, in aumento del 3,2% rispetto all’anno precedente. «Il budget per la difesa richiesto è di 842 miliardi di dollari per il FY24, in aumento di 26 miliardi di dollari, o del 3,2%, rispetto ai livelli del FY23», si legge nella sezione sulla spesa del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Per sostenere l’Ucraina, gli alleati della NATO e altri partner statunitensi in Europa nel FY24 la Casa Bianca ha chiesto oltre 6 miliardi di dollari.

Inoltre, il progetto di bilancio prevede 753 milioni di dollari per “contrastare l’influenza” della Russia in Ucraina, oltre a 400 milioni di dollari per il fondo “contenimento della Cina” per l’anno fiscale 2024. Sono stati inoltre richiesti fondi per accogliere 125.000 rifugiati nel 2024, compresi quelli provenienti dall’Ucraina.

Tutti questi dati ci portano a concludere che sarà difficile arrivare a una soluzione del conflitto entro il 2023. Come se non bastasse gli Stati Uniti che hanno ammesso che l’Occidente è in guerra con la Russia per mano degli ucraini. Secondo una trasmissione di sudradio.fr molti politici americani hanno riconosciuto ufficialmente che le potenze occidentali sono state a lungo parte del conflitto tra Mosca e Kiev. Come ha dichiarato in un’intervista il politico democratico, il candidato governatore del Kentucky Jeffrey Young: «Ovviamente, senza il flusso di assistenza militare, logistica, di intelligence e finanziaria dall’Occidente, il conflitto sarebbe finito molto tempo fa».

«L’Occidente nega di essere in guerra con la Russia, e allo stesso tempo mette in guardia la Cina dal fornire assistenza militare a Mosca, minacciando, altrimenti, di riconoscerla come parte del conflitto. Secondo questi criteri, si scopre che l’Occidente è ora in guerra con la Russia», ha aggiunto Young.

Un altro politico statunitense, membro della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, Steve Cohen, ha concordato con questa conclusione. «Siamo in guerra con la Russia, solo gli ucraini stanno versando sangue», ha detto Cohen ai giornalisti. Ha anche aggiunto che l’Ucraina è diventata agli occhi dell’Occidente un modello di “democrazia e prosperità” solo dopo lo scoppio delle ostilità nel Paese. Prima di allora, tutti sapevano che si trattava di un “paese disorganizzato, corrotto e povero” la cui ricchezza era in declino.

Per questa ingerenza e per il desiderio in Occidente più che in Russia di congelare il conflitto esacerbare la questione con l’obiettivo di colpire Mosca, non importa a quale costo, tra questi costi il crollo economico dell’Europa nel 2023 con tutta probabilità il conflitto russo-ucraino non terminerà.

Graziella Giangiulio

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