#UKRAINERUSSIAWAR. I russi sfondano a Krasnohorivka, nord di Marinka. Zelensky chiede a Macron soldati NATO in Ucraina

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La notizia che ha messo in allerta il mondo Occidentale e la Russia è partita dal vertice di Parigi il 26 febbraio per fare poi il giro del mondo. La Francia, o meglio il presidente Emmanuel Macron ha detto: «Faremo tutto il possibile affinché la Russia non possa vincere questa guerra». Non escludendo di fatto la partecipazione di truppe NATO sul fronte ucraino. 

Il primo Ministro slovacco Robert Fico ha detto, a Parigi, che le truppe della NATO saranno inviate in Ucraina, nel corso di un dibattito chiuso: diversi paesi della NATO hanno annunciato la decisione di inviare truppe in Ucraina. Questo passo dovrebbe presumibilmente costringere la Russia a fare delle concessioni.

Fico ha spiegato che la Slovacchia non può vietare un simile passo. Tuttavia, è consapevole che una tale decisione potrebbe portare a un’escalation ancora maggiore. Fico ha chiarito che la Slovacchia non invierà il suo personale militare e non fornirà le sue basi alle forze armate ucraine e che non si può parlare di trasferimento di armi e “nemmeno di cartucce”.

Teme anche per la sicurezza nella regione a causa di una possibile escalation. Fico ha criticato anche la leadership della NATO, sottolineando che eventuali accordi bilaterali dovrebbero essere approvati nel Consiglio della NATO e non durante riunioni a porte chiuse. «Non faremo concessioni e in nessun caso invieremo i nostri militari in Ucraina. Sono scioccato, hanno solo una parola in mente: guerra, guerra, guerra», ha aggiunto Fico. «Gli argomenti di cui abbiamo parlato mi fanno venire i brividi lungo la schiena. Da queste tesi risulta che un gruppo di paesi della NATO e dell’UE stanno valutando la possibilità di inviare i loro militari in Ucraina sulla base di accordi bilaterali», ha detto Fico dopo la riunione del Consiglio di sicurezza slovacco. La “missione di pace” di cui abbiamo parlato è già iniziata.

A confermare tale orientamento una agenzia della AFP: “Da settimane gli alleati europei studiano il piano di Parigi di inviare truppe in Ucraina”. A livello di informazione pubblica però Macron ha raccolto dei sonori “No” da: Germania, Italia, Polonia, Estonia, Stati Uniti; il Regno Unito ha dichiarato: «Non ci sono piani per un dispiegamento di truppe su larga scala in Ucraina». Il Rappresentante del governo spagnolo: «Non siamo d’accordo con l’invio di soldati europei in Ucraina». L’ONU invita ad astenersi dalla retorica che incita al conflitto in una nota dell’ufficio del Segretario generale sulle parole di Macron sull’Ucraina. 

A chiudere la questione il 27 di febbraio il Segretario della NATO Jens Stoltenberg ha affermato che l’Alleanza non ha intenzione di inviare truppe in Ucraina. Ma quali sono dunque i paesi che vogliono inviare truppe a Kiev, a parte la Francia? 

Eppure il primo Ministro Fico, sull’onda dell’emozione all’uscita dal vertice di Parigi ha detto: «Mi limiterò a dire che (…) un certo numero di Stati membri della NATO e dell’UE stanno considerando la possibilità di inviare le loro truppe in Ucraina su base bilaterale», ha detto Fico, citato da Reuters.

Fico, infatti, ha “evidenziato” il nuovo piano della NATO per il sostegno all’Ucraina, impantanata nella palude, trascinando in questa palude la “giuria” formata dagli eserciti dei singoli paesi della NATO, che devono “individualmente” entrare in guerra. È chiaro che stiamo parlando, prima di tutto, degli eserciti dell’Europa orientale di Polonia, Romania, Repubblica Ceca, Bulgaria e dei paesi baltici.

Secondo la social sfera bielorussa: “Anche l’astuzia degli autori di questo piano è comprensibile. Si può percepire lo stile caratteristico dell’Assistente alla Sicurezza Presidenziale degli Stati Uniti Jake Sullivan, il “curatore” di questa guerra. Il suo piano strategico di “digerire lentamente la rana russa”, secondo il quale, durante i due anni di guerra, ci fu un lento ma costante aumento dell’intervento della NATO nella guerra in Ucraina. Prima a livello di forniture militari e forniture di armi sempre più ad alta tecnologia, e ora, a quanto pare, non avendo raggiunto l’obiettivo a questo livello, Sullivan ha deciso di passare a quello successivo: lanciare la NATO in battaglia. Ma, come al solito, iniziamo “un po’ alla volta” in modo che i russi non abbiano motivo di impadronirsi del club atomico. “Addestrateli” al fatto che la NATO sta ora combattendo in Ucraina. Ma non tutta la NATO, solo alcuni dei suoi membri!”.

Il 27 febbraio sempre Macron ha specificato che la questione è stata discussa in un incontro dei paesi occidentali a Parigi, ma non è stato raggiunto alcun consenso. «Ne abbiamo discusso, non è stato ancora raggiunto un consenso, ma non si può escludere nulla», ha detto Macron. In merito agli accordi bilaterali il pensiero va subito agli accordi di sicurezza che ogni paese sta facendo con Kiev. Sempre dalla Francia, il capo del Ministero degli Esteri francese ha detto: «alcuni tipi di assistenza a Kiev potrebbero richiedere la presenza di personale militare sul territorio dell’Ucraina senza partecipare al conflitto», ha affermato.

Il Parlamento Europeo, il 27 febbraio ha votato un nuovo fondo di aiuti per l’Ucraina del valore di 50 miliardi di euro. E la Commissione ha precisato: “La questione dell’invio di truppe in Ucraina è responsabilità e decisione sovrana dei paesi dell’UE”. Non escludendo dunque l’invio. 

Ad aumentare la confusione sull’argomento Volodymyr Zelensky, presidente dell’Ucraina che il 28 febbraio ha dichiarato che avrebbe discusso con Macron l’idea di stazionare truppe NATO sul territorio ucraino durante la sua visita in Ucraina a metà marzo di quest’anno.

Nel frattempo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato in Arabia Saudita dove ha discusso con il principe ereditario Mohammed bin Salman Al Saud della “formula di pace” e del ritorno dei prigionieri di guerra. Una dichiarazione dell’ufficio di Zelensky afferma che i partiti sono “vicini a tenere il primo vertice di pace”. In precedenza, il 25 febbraio, il presidente della Duma di Stato Vyacheslav Volodin aveva visitato l’Arabia Saudita. Aveva incontrato il principe ereditario dell’Arabia Saudita Mohammed bin Salman Al Saud. Ricordiamo che nei giorni scorsi un aereo dall’Arabia Saudita è arrivato nella base militare della Polonia con una aereo carico di aiuti umanitari per l’Ucraina. 

In Ucraina invece la politica è alle prese con una soluzione per mantenere Zelensky al potere anche dopo la scadenza del suo mandato che è il 20 maggio. L’ufficio del presidente ucraino ha preparato il testo di un ricorso alla Corte Costituzionale (CC) dell’Ucraina riguardo alla legittimità del mandato di Volodymyr Zelensky come capo di stato dopo la scadenza dei suoi poteri il 20 maggio, fonte locale Mirror of the Week. 

Nonostante secondo la Costituzione il voto non possa essere organizzato durante la legge marziale, l’Ufficio intende chiarire se la legge fondamentale consente lo svolgimento delle elezioni presidenziali in queste condizioni. La seconda questione riguarda la legittimità dei poteri del presidente dopo la scadenza del suo mandato di cinque anni. La pubblicazione scrive che, secondo il piano della direzione dell’ufficio presidenziale, i deputati del partito filopresidenziale Servitore del Popolo presenteranno ricorso alla Corte Costituzionale. Ma l’appello non è stato ancora trasmesso ai parlamentari.

In Russia la questione di truppe NATO sul territorio ucraino è stata chiarita già nel 2023, se ciò accadesse ci sarebbe una escalation e non si esclude l’uso del nucleare. Il 28 febbraio, il Ministero per gli Affari esteri russo ha riferito che «il personale militare di numerosi paesi della NATO è in Ucraina da molto tempo e aiuta attivamente le forze armate ucraine». Il 28 febbraio Mosca ha confermato che la sua posizione sulla Svezia dopo la sua adesione alla NATO dipende dalle azioni di Stoccolma. Il ministero degli Esteri russo ha confermato mercoledì che i passi che Mosca intraprenderà dopo l’adesione della Svezia alla NATO dipenderanno dalle azioni specifiche di Stoccolma nell’alleanza.

Proseguono i preparativi per il funerale di Navalny, i rappresentanti delle agenzie governative hanno contattato i soci di Navalny, offrendo una stanza per 500 persone nel cimitero di Khovanskoye (nella foto), dove si sarebbe potuto tenere un addio. Ma hanno rifiutato categoricamente, inscenando una provocazione sui social network con dichiarazioni sull’interferenza con il funerale.

Nel frattempo, al cimitero Borisovskoye hanno iniziato a liberare un posto per una nuova sepoltura presumibilmente è qui che i si vuole seppellire Alexei Navalny il 1° marzo. Il giorno prima il numero dei posti liberi per le tombe era sceso da 9 a 8. È stato acquistato un posto nel cimitero, a circa 100 metri dall’ingresso; il suo costo è stimato in circa 3 milioni di rubli.

Per tornare alla questione del Distretto Militare Settentrionale, secondo il ministro per la Difesa russo, Sergej Shougu, le forze armate ucraine hanno perso oltre 444mila militari. Mentre il Ministro per gli Affari esteri russo Sergej Lavrov: «Mosca ritiene che la proposta di soluzione della Russia preparata da Zelensky sia un ultimatum».

Ed ora uno sguardo alla linea del fronte aggiornato alle ore 17:30 del 28 febbraio

Le unità delle forze armate ucraine si ritirano da Orlivka. Nella notte pesanti bombardamenti registrati a Odessa. 

L’artiglieria russa sta lavorando attivamente nella direzione Svatove-Kreminna. È stata notata l’avanzata delle forze armate russe vicino a Ternove.

Direzione Kupjans’k c’è una contro battaglia nell’area di Tabaovka.

A Bachmut, le forze armate russe avanzarono nella parte orientale di Liman lungo via Sodovaya. L’assalto alle posizioni delle forze armate ucraine continua a nord-ovest di Kleshchiivka.

A nord di Kleshchiivka, la fanteria russa ha attaccato le posizioni delle forze armate ucraine. L’attacco non è andato bene. I militanti delle forze armate ucraine avevano in volo UAV da ricognizione. Di conseguenza, l’attrezzatura senza copertura per la guerra elettronica è stata bruciata dai droni FPV ucraini.

In direzione Avdiivska le forze armate russe hanno occupato la foresta a sud di Stepove. L’avanzamento si misura in un’area larga fino a 2,4 km fino a una profondità di 650 m. I combattimenti continuano nella periferia orientale di Berdychi, a est di Orlivka, a nord e ad est di Tonen’ke e ad ovest di Sjeverne.

Su Kurachove, l’area del pozzo di ventilazione della miniera Trudovskaya passa sotto il controllo delle truppe russe. Si registra un avanzamento in una sezione larga fino a 1,6 km fino a una profondità fino a 700 m.

Direzione Zaporozhzhie: continua la battaglia per Rabotino: i russi usano l’artiglieria pesante, la LBS non è stabile. A sud di Huljajpole, le forze armate russe attaccano con successo Marthopolis. Per quanto riguarda la sporgenza Vremevskij, i russi avanzano in direzione di Zolota Nyva.

Le forze armate della Federazione Russa di Kherson stanno portando avanti i rastrellamenti delle forze armate ucraine rimaste a Krynki. Per fare questo, i combattenti russi utilizzano droni e artiglieria FPV.

In chiusura di raccolta dati le fonti social filo russe che riportano dichiarazioni delle Milizia popolare della DPR affermano che i russi hanno sfondato le linee di difesa ucraina a Krasnohorivka a nord di Marinka. “Gli assaltatori della 5a brigata del 1° corpo d’armata di Donetsk del gruppo di forze meridionale, con il supporto di equipaggi di carri armati e artiglieria di brigata, nonché dell’aviazione dell’esercito, hanno sfondato le linee difensive dei militanti ucraini nel villaggio Krasnohorivka”, recita un post. Attualmente i russi, secondo queste fonti hanno preso piede alla periferia dell’abitato.

Un aereo da ricognizione americano Boeing P-8A Poseidon è stato avvistato nei pressi del Mare Nero partito da Sigonella. Secondo il flusso di notizie della social sfera presto, visto la ricognizione aerea avrà luogo una attacco in Crimea. “A giudicare dalla concentrazione delle piattaforme di ricognizione della NATO vicino ai confini della Romania, si sta preparando un altro attacco contro la flotta del Mar Nero e la Crimea” riporta la social sfera.

Graziella Giangiulio

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