#ISRAELHAMASWAR. Se fallisce la risoluzione 1701, c’è solo la via militare. Houthi negano di aver distrutto i cavi sottomarini. Scontri in tutta la Striscia di Gaza

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Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti afferma di aver intensificato gli sforzi per contrastare le operazioni delle forze di Sanaa nel Mar Rosso, aggiungendo che trasformare la guerra a Gaza in un conflitto regionale rappresenterà una minaccia per l’economia globale.

Nel frattempo trapelano alcune indicazioni sulla formula di scambio in discussione tra Hamas e Israele, fonte New York Times: 5 soldatesse israeliane rapite in cambio di 15 terroristi “pesanti”; 7 donne civili israeliane rapite di cui Israele chiede il rilascio secondo il piano precedente – in cambio di 21 prigionieri palestinesi; 6 prigionieri palestinesi per ogni israeliano rapito con più di 50 anni; 12 prigionieri palestinesi per ogni ulteriore ferito israeliano rapito. E mentre i negoziatori continuano il loro lavoro con la mediazione di Qatar e Egitto, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden nella sua intervista alla NBC ha detto: «La strada scelta dal governo Netanyahu porterà Israele a perdere il sostegno di tutto il mondo». Israele, nella giornata del 27 febbraio, ha acconsentito al rilascio di 400 prigionieri palestinesi, tra cui un certo numero di persone già condannate. Hamas in una nota stampa ha detto che le dichiarazioni di Biden erano premature, i problemi da risolvere sono ancora molti.

Nella giornata del 27 sono state molte le immagini postate nella social sfera in cui si vedevano beni alimentari paracadutati dall’altro sulle coste di Gaza. Il portavoce militare delle Forze Armate egiziane ha detto: «Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Francia hanno effettuato un’operazione per inviare tonnellate di aiuti umanitari sulla Striscia di Gaza».

Il portavoce del ministero della Salute, Dr. Ashraf Al-Qudra ha riferito: «Abbiamo iniziato a monitorare le morti infantili a causa della siccità e della malnutrizione nel nord di Gaza. Due bambini sono morti a causa della disidratazione e della malnutrizione nell’ospedale Kamal Adwan. La disidratazione e la malnutrizione uccideranno migliaia di bambini e donne incinte nella Striscia di Gaza. Chiediamo alle istituzioni internazionali di condurre un’indagine medica completa nei rifugi per monitorare e curare coloro che soffrono di disidratazione e malnutrizione e per prevenire una catastrofe umanitaria. Le istituzioni delle Nazioni Unite hanno responsabilità morali e funzionali per proteggere i bambini e le donne e fornire tutti i mezzi di sopravvivenza alla carestia che colpisce la Striscia di Gaza. Chiediamo alla comunità internazionale di fermare i crimini di genocidio commessi dall’occupazione sionista nella Striscia di Gaza attraverso attacchi, fame ed epidemie.»

Il Times of Israel ha riferito che l’esercito israeliano ha rilevato l’attivazione dei telefoni di Hamas utilizzando carte SIM israeliane 6 ore prima dell’attacco del 7 ottobre. Da questa pubblicazione risulta che l’esercito israeliano era a conoscenza dell’attacco in anticipo e, molto probabilmente, “lo ha consentito”. Sempre i media israeliani hanno riferito che: “Un nuovo edificio viene aperto ad Ashdod per curare migliaia di soldati israeliani che soffrono di traumi postbellici”.

Il ministro della Guerra Yoav Gallant ha avvertito: «Monitoriamo i tentativi di Iran, Hezbollah e Hamas di trasformare il Ramadan nella seconda fase del 7/10 e di dare fuoco alla regione».

Il Capo di Stato Maggiore dell’IDF, generale Herzi Halevi, minaccia di imporre un prezzo più alto per gli attacchi di Hezbollah: «Hezbollah ha deciso la sera del 7 ottobre di aderire. Per questo dovrà pagare un prezzo molto alto», ha detto Halevi, il 27 febbraio, durante una valutazione della guerra presso il quartier generale della 146a divisione.

Questa base è stata attaccata il 27 febbraio da Hezbollah, in prossimità del momento della visita di Halevi. «Penso che se facciamo la cosa giusta, i residenti torneranno prima di tutto per la sicurezza. Per riportare qui le persone con sicurezza e qualità di vita, lo Stato saprà fare uno sforzo». Nella tarda sera del 27 febbraio l’esercito israeliano ha riconosciuto che il secondo attacco alla base Meron ha danneggiato alcune risorse. Questo attacco è stato effettuato con ATGM. 

Il portavoce di Netanyahu ha fatto sapere che se gli sforzi per attuare la Risoluzione 1701 falliranno, l’opzione militare rimarrà e Hezbollah pagherà un prezzo pesante.

Nel frattempo gli Houthi hanno smentito di essere responsabili del taglio dei cavi sottomarini, il ministero delle Comunicazioni del governo Sana’a ha detto: «Neghiamo ciò che i media israeliani promuovono riguardo all’attacco ai cavi nel Mar Rosso». 

Il governo yemenita guidato dagli Houthi ha affermato di non aver causato alcun danno ai cavi di telecomunicazione in fibra ottica che attraversano lo stretto di Bab al-Mandeb. L’operazione è stata effettuata da un sottomarino statunitense che potrebbe essere arrivato nella zona, probabilmente per incolpare gli Houthi di aver interrotto il traffico delle comunicazioni globali, ed è ora utilizzato per la propaganda contro gli Houthi in Occidente.

La notizia del taglio dei cavi è stata data per la prima volta da Sky News il 26 febbraio: “Gli Houthi hanno bombardato le linee di cavi in ​​fibra ottica situate nel Mar Rosso”. “Il successo nel prendere di mira quattro cavi che si ritiene appartengano ai sistemi AAE-1, Seacom, EIG e TGN segna una grave interruzione delle comunicazioni tra Europa e Asia.”

Si tratta di un evento che sarebbe avvenuto a 200 metri di profondità; Ansar Allah invece ha mostrato il 27 febbraio il primo filmato che mostra l’affondamento di una petroliera inglese vicino ad Aden dopo un attacco yemenita.


Sempre il 27 sera l’Ufficio del commercio marittimo del Regno Unito (UKMTO) ha segnalato un attacco degli Houthi alle navi nel Mar Rosso meridionale, a ovest di Hodeidah.

Il 28 febbraio, la fregata tedesca F221 Hessen schierata nel Mar Rosso come parte della missione navale dell’UE per proteggere la navigazione, ha respinto per la prima volta un attacco delle milizie Houthi appoggiate dall’Iran nello Yemen, secondo fonti della DPA.

Sempre il 28 febbraio in Yemen, le tribù isolate di Bani Amr nel distretto di Al-Hayma Al-Dakhiliyah, governatorato di Sana’a, hanno annunciato il lutto tribale e la mobilitazione generale, in solidarietà con il popolo palestinese e in vittoria per l’oppressione del popolo di Gaza.

Ed ora uno sguardo alla situazione tra Israele e Hamas aggiornato alle 16:30 del 28 febbraio. 

Il quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth afferma: “L’esercito israeliano sta perdendo un buon numero di leader e combattenti e conta migliaia di feriti. Dobbiamo mobilitare le fila. Finiremo l’anno con 12.000 soldati israeliani disabili”.

Nel frattempo si incendia il conflitto in Libano sud. L’ala militare di Hamas ha detto di aver lanciato 40 razzi dal sud del Libano verso il nord di Israele nell’area di Kiryat Shmona. Media israeliani: hanno parlato anche di razzi caduti a Beit Hillel, in Galilea, al confine con il Libano. I missili libanesi raggiungono per la prima volta i 16 chilometri all’interno della Galilea. Il 27 dicembre note di stampa israeliana parlavano di più di 100 missili sono stati lanciati dal Libano verso il nord di Israele nelle ultime 24 ore. Gli attacchi reciproci sul confine Libano sud sono continuati per tutta la giornata del 28 febbraio.

La Resistenza Islamica in Libano afferma di usare missili anti-blindo contro la base israeliana di Meron. Secondo Hezbollah: “per la seconda volta, abbiamo preso di mira la base di comando, controllo e sorveglianza aerea di Meron con un lotto di missili anti-corazzati, che hanno portato al danneggiamento e alla completa distruzione di parte delle sue attrezzature e attrezzature tecniche e di spionaggio”. 

In risposta Israele ha attaccato la periferia del villaggio di Beit Leaf, nel sud del Libano. Ulteriori attacchi israeliani hanno preso di mira l’area di Khraybeh vicino a Khiyam Altria attacchi si sono registrati nel villaggio di Ebl Seqeh. 

Gli israeliani hanno alzato in volo in aree sul sud del Libano e su Beirut, jet F-15 armati di fabbricazione statunitense e operati da Israele. Sono stati segnalati numerosi boom sonici ovunque, causando disagio a migliaia di civili. Nella giornata del 28 febbraio aerei da guerra israeliani hanno effettuato un attacco aereo colpendo con missili la città di Zaloutiyeh nel settore occidentale del Libano meridionale.

L’esercito israeliano sta conducendo un’operazione di rastrellamento nelle vicinanze di Birkat Risha, sul confine libanese-israeliano, di fronte alla città di Marwahin. Le sirene sono suonate nel nord di Israele a Efen Menachem, Goren, Zarait e Shomera nella Galilea occidentale.

Ancora scontri registrati nel nord di Gaza. Le Brigate Al-Quds e le Brigate Al-Nasser Salah al-Din hanno preso di mira militari israeliani e veicoli militari nelle vicinanze del Cimitero Orientale, a est di Jabalia.

A Gaza centro sono continuati gli scontri nell’asse del quartiere di Zaytoun tra i mujaheddin di Qassam e la Brigata Nahal dell’esercito Israeliano. A partire dal 27 di febbraio una dichiarazione militare rilasciata dalle Storm Forces, l’ala militare del movimento Fatah informava dia attacchi contro i soldati israeliani nelle vicinanze della Stars Hall, a sud del quartiere di Zaytoun a Gaza City. Foto mostrano nella giornata del 28 febbraio le Brigate Mujaheddin che prendono di mira un bulldozer israeliano con un “Sa’ir” nell’asse a sud del quartiere di Al-Zaytoun. Eventi del 26 febbraio: scontri e imboscate da parte degli alleati di Hamas contro i militari israeliani nello svincolo di Dawlat, a sud del quartiere di Zaytoun a Gaza City. Bombardamento israeliano registrato sul campo di Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza.

A Gaza sud altra giornata di scontri nell’area di Khan Yunis. “La città di Khan Yunis è testimone di intensi scontri con vari tipi di armi militari tra i Mujahideen Qassam e le forze nemiche d’invasione”, si legge in un post delle Qassam. Gli israeliani hanno sparato intensamente attorno al Complesso Medico Nasser a Khan Yunis. In modo particolare sarebbe stato distrutto terzo piano dell’ospedale. 

Scontri registrati anche vicino alla moschea Al-Shafi’i, a ovest della città di Khan Yunis. E ancora scontri nella zona di Abasan Al-Kabira, a est di Khan Yunis.

Il 27 febbraio l’Associazione dei prigionieri palestinesi riferisce di 15 arresti di palestinesi in Cisgiordania. Gli israeliani hanno arrestato un certo numero di lavoratori di Gaza e della Cisgiordania della città di Barta’a, i cui numeri e identità non erano noti. Nella notte del 27 febbraio un enorme incendio divora la fabbrica reale di Hebron. Nel pomeriggio del 28 febbraio solati israeliani compiono un raid in una serie di case appartenenti alle famiglie: Al-Shafi’i, Radwan e Sufyan.

Segnalate dal 26 febbraio sparatorie al confine egiziano con la Palestina. 

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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