L’Ue stoppa i biocarburanti

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UNIONE EUROPEA – Bruxelles 11/09/2013. Il Parlamento europeo ha votato per ridurre il consumo di biocarburanti provenienti da colture nel tentativo di alleviare la concorrenza con la produzione alimentare.

L’assemblea dell’Ue ha fissato un limite del 6 per cento nell’uso di biocarburanti a base di colture, cercando di stimolare lo sviluppo di carburanti puliti da fonti non alimentari. Il voto di Strasburgo pone le basi per colloqui tra i governi dell’Ue sulla questione. 

L’Ue vuole evitare che il requisito del 10 per cento di energia per il trasporto stradale e ferroviario nel 2020 provenga da fonti rinnovabili possa causare effetti collaterali tali da minare la battaglia contro il riscaldamento globale.

Realizzati principalmente da colture come colza, grano, mais e zucchero, i biocarburanti tra cui l’etanolo e il biodiesel sono la principale energia rinnovabile per i trasporti e offrono la prospettiva di ridurre l’uso dei combustibili fossili, responsabili del cambiamento climatico.

Sussiste il rischio che gli stessi biocarburanti potrebbero portare ad emissioni di gas serra superiori provocando cambiamenti nell’uso dei suoli. Modificando la produzione alimentare, i biocarburanti minacciano di stimolare la conversione di foreste e torbiere, che immagazzinano l’anidride carbonica, principale gas serra, in terreni per colture alimentari.

Il limite del 6 per cento sui biocarburanti a base di colture approvato oggi dal Parlamento Ue modifica il tetto del 5 per cento proposto l’anno scorso dalla Commissione europea.