TURCHIA. Ankara apre un’inchiesta contro Wilders per gli insulti a Erdogan

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I procuratori turchi hanno avviato un’indagine il 16 febbraio in merito ai commenti sul presidente Tayyip Erdogan del leader di estrema destra olandese Geert Wilders.

Stando a quanto riportano i media turchi, l’indagine è stata aperta su un tweet di WIlders. Geert Wilders ha chiamato Erdogan un terrorista su Twitter il 15 febbraio e ha invitato il primo Ministro olandese Mark Rutte a espellere l’ambasciatore turco nei Paesi Bassi. Ha anche chiesto l’espulsione della Turchia dalla NATO.

I procuratori di Ankara hanno avviato un’indagine su Wilders proprio per i post su Twitter, tra cui fotografie e insulti scritti contro Erdogan, ha detto l’agenzia di stampa statale Anadolu, citando l’ufficio del procuratore turco. Wilders, leader del Partito della Libertà nei Paesi Bassi, è uno dei politici di estrema destra più importanti d’Europa ed è stato una figura chiave nel plasmare il dibattito sull’immigrazione nel suo paese, anche se non è mai stato al governo.

I suoi commenti hanno scatenato una serie di reazioni da parte della politica turca, riporta Reuters. «Questo fascista che ha attaccato il nostro presidente sarebbe stato un dannato nazista se fosse vissuto durante la Seconda guerra mondiale. Se vivesse in Medio Oriente in questo momento, sarebbe un assassino di Daesh», ha detto su Twitter Omer Celik, portavoce dell’Akp di Erdogan.

Wilders è stato assolto in un processo per incitamento all’odio nel 2011 per osservazioni che paragonavano l’Islam al nazismo e chiedevano un divieto del Corano. Nel settembre 2020, è stato assolto da una corte d’appello per discriminazione, anche se la corte ha confermato una condanna per aver intenzionalmente insultato i marocchini.

Erdogan l’anno scorso ha presentato una denuncia penale separata in Turchia contro Wilders per un’immagine a fumetti che lo ritraeva con la didascalia “terrorista” e un’immagine separata di una nave che affonda con una bandiera turca.

Rutte ha criticato l’azione legale turca contro Wilders, dicendo che il politico stava esercitando il suo diritto alla libertà di parola.

Tommaso Dal Passo