
I leader di Brasile e Messico stanno cercando di ampliare i legami commerciali, mentre le preoccupazioni sui dazi doganali statunitensi si intensificano per entrambe le economie trainate dalle esportazioni, in vista della scadenza imminente fissata dal presidente Donald Trump.
Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva e la sua omologa messicana Claudia Sheinbaum hanno parlato al telefono il 23 luglio, secondo una dichiarazione dell’ufficio del presidente brasiliano, mentre entrambi i governi si preparano a nuovi e costosi dazi all’esportazione per le merci spedite negli Stati Uniti se Trump dovesse proseguire con le sue ultime minacce tariffarie, riporta Bloomberg.
I due leader hanno concordato che il vicepresidente brasiliano Geraldo Alckmin si recherà in Messico ad agosto per elaborare un possibile accordo. Tale accordo potrebbe riguardare il commercio bilaterale nei settori farmaceutico, energetico, agricolo e aerospaziale. Lula sta cercando di siglare accordi con i suoi alleati, mentre il suo governo cerca anche di raggiungere un accordo con gli Stati Uniti prima che i dazi del 50% sulle importazioni dal Brasile, annunciati da Trump, entrino in vigore il 1° agosto.
Alckmin si recherà in Messico insieme a una delegazione di imprenditori brasiliani il 27 e 28 agosto.
Lula “ha sottolineato l’importanza di approfondire le relazioni economiche e commerciali tra i due Paesi, soprattutto dato l’attuale momento di incertezza”, secondo la dichiarazione.
L’ufficio di Sheinbaum in un breve post su X ha confermato la chiamata e la visita, affermando che sarebbe stata finalizzata ad “approfondire la nostra collaborazione” senza entrare in ulteriori dettagli.
Lo scorso novembre, Sheinbaum ha avuto colloqui con Lula durante il suo viaggio in Brasile per il vertice del G20 a Rio de Janeiro. I due si sono incontrati di nuovo a giugno durante la riunione del G7 in Canada. A livello di settore, le due maggiori economie dell’America Latina hanno cercato soluzioni di collaborazione, anche in occasione di un evento aerospaziale messicano di quest’anno, dove il Brasile è stato l’ospite d’onore.
I governi brasiliano e messicano hanno avviato segretamente discussioni da prima dell’insediamento di Trump a gennaio, anticipando un’evoluzione verso politiche commerciali e di immigrazione più severe da parte degli Stati Uniti. Ma i colloqui commerciali hanno assunto una rinnovata urgenza negli ultimi mesi, secondo una fonte a conoscenza della questione.
Le minacce di Trump agli esportatori brasiliani derivano in parte dalla difesa da parte del leader statunitense dell’ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro, processato con l’accusa di aver tentato un colpo di Stato. Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha recentemente revocato il visto statunitense al giudice della Corte Suprema brasiliana che sovrintendeva al processo, dopo che l’Alta Corte aveva ordinato alla polizia di fare irruzione nell’abitazione di Bolsonaro. Lula ha respinto la posizione di Trump, definendola un’ingerenza straniera ingiustificata.
Il Messico ha cercato per anni di diversificare i suoi partner commerciali, consapevole di essere particolarmente vulnerabile poiché circa l’80% delle sue esportazioni è destinato ad acquirenti statunitensi. In una recente mossa, il governo di Sheinbaum ha finalizzato un accordo commerciale con l’Unione Europea all’inizio di quest’anno. Il leader del Partito dei Lavoratori (PT) ha invitato Sheinbaum a valutare una futura visita di Stato in Brasile per mantenere il dialogo in corso. La conversazione ha anche sottolineato l’importanza della solidarietà tra i paesi latinoamericani nell’affrontare sfide economiche e politiche comuni.
Dopo aver dato seguito ad alcune minacce tariffarie all’inizio di quest’anno, Trump ha minacciato un dazio del 30% sulla porzione relativamente piccola delle esportazioni messicane che non rientrano nel commercio con l’accordo commerciale nordamericano USMCA, nonostante la cooperazione del Messico in materia di sicurezza e migrazione.
Lucia Giannini
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