REPUBBLICA CENTRAFRICANA. Ribelli messi all’angolo: allentato il coprifuoco

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Le autorità della Repubblica Centrafricana hanno allentato le ore di coprifuoco nel paese imposte a gennaio in seguito alla minaccia dei ribelli della Coalizione dei Patrioti per il Cambiamento, Cpc.

Secondo un decreto presidenziale firmato lo scorso 23 febbraio, l’orario del coprifuoco va ora dalle 20 alle 5 del mattino invece che dalle 18 alle 5 del mattino come imposto a gennaio.

La decisione di allentare il coprifuoco di due ore segue una raccomandazione del ministro della Difesa e della ricostruzione, riporta Humangle.

All’inizio di gennaio 2021, è stato imposto il coprifuoco su tutto il territorio nazionale della Repubblica Centrafricana per frenare le azioni del Pcc, la nuova alleanza ribelle che ha lanciato un’offensiva alla vigilia delle elezioni legislative e presidenziali del 27 dicembre 2020.

«Lo stato di emergenza è stato proclamato in tutto il territorio nazionale per 15 giorni, a partire dalla mezzanotte», aveva detto il portavoce presidenziale Albert Yaloke Mokpeme alla radio statale. Mokpeme, riportava Afp, che lo stato di emergenza avrebbe permesso alle autorità» di fare arresti senza passare attraverso i procuratori nazionali».

Oltre al coprifuoco, il presidente Faustin Archange Touadera, il 22 gennaio, ha dichiarato lo stato di emergenza su tutto il territorio nazionale per 15 giorni e lo ha prolungato per sei mesi dopo la scadenza dei 15 giorni.

Da qualche tempo, le forze di difesa e di sicurezza della Repubblica Centrafricana, sostenute da mercenari russi e ruandesi, stanno conducendo delle contro-operazioni in diverse località per cacciare i ribelli dalle zone che hanno occupato.

I combattenti del Pcc sono stati spinti fuori da quasi tutte le città e i villaggi che avevano occupato, e la maggior parte di loro si nasconde ora nel bush o si è mescolata tra le popolazioni locali.

Alcuni gruppi armati del paese hanno formato il CPC per sostenere l’ex capo di stato, Francois Bozize, la cui candidatura alle elezioni presidenziali del 27 dicembre 2020 è stata respinta.

Tommaso Dal Passo