REGNO UNITO. Taxi nero? Non solo a Londra

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Il taxi nero londinese, diventato famoso perché ripreso e mostrato da moltissime pellicole di fama internazionale, cinque anni fa era in bancarotta. Poi è arrivato Li Shufu che con al sua azienda automobilistica privata, la più importante della Cina, l’ha comprata e salvata dalla chiusura.

Non solo, la holding del gruppo la Zhejiang Geely Holding Group, che in trent’anni è passata dalla produzione di frigoriferi ai motori elettrici, ha investito in un sogno da 15 miliardi di dollari: vedere i taxi neri di Londra percorrere le strade del mondo; il modello prodotto sarà prima ibrido, poi elettrico.  

Li Shufu ha creato una nuova fabbrica a cinque miglia dalla sua città natale a Coventry, nelle British Midlands, dove si sfornano 10 volte più taxi neri di prima della acquisizione dell’azienda. Una versione ibrida a benzina-elettrica viene anche venduta a mezzo mondo nella parte orientale della Cina, a Yiwu, una città nella provincia di Geely, nello Zhejiang.

«Se prendi questo prodotto tipicamente londinese e lo trasformi in un taxi progettato a zero emissioni, può diventare una soluzione di trasporto e un contributo per migliorare la qualità dell’aria in tutte le principali città del mondo», ha affermato Chris Gubbey, amministratore delegato di London Electric Vehicle (LEV), l’unità Geely che ora possiede e gestisce la produzione della cabina. Il fondatore di Geely, Li Shufu, vuole “portare il prodotto nel nuovo mondo e nella nuova generazione”, ha affermato in un’intervista al South China Morning Post.

Geely ha pagato £ 11 milioni (US $ 14,6 milioni) nel 2013 per The London Taxi Company, seguito da altri £ 295 milioni per costruire un nuovo stabilimento con la capacità annuale di assemblare 20.000 veicoli, mentre altri £ 30 milioni sono stati investiti per sviluppare un furgone commerciale. 

Con i suoi 30.000 metri quadrati, l’impianto è davvero piccolo rispetto a quello di Volkswagen a Wolfsburg, in Germania, che può sfornare 815.000 auto all’anno. Tuttavia, questa è la prima fabbrica di automobili della Gran Bretagna in più di un decennio, un’inversione di fortuna per un’industria automobilistica che è stata quasi completamente assorbita da marchi multinazionali meglio finanziati.

Situato nella zona industriale di Ansty Park, al di fuori di Coventry – il fulcro di quello che fu l’automobilismo britannico e il luogo di nascita di marchi come Triumph, Jaguar e Daimler – il nuovo investimento espande la produzione di 10 volte e raddoppia le dimensioni dello staff, passando a 1.500 unità impiegate e facendo di Geely uno dei maggiori datori di lavoro in una città che conta di 350.000 persone.

Lucia Giannini