REGNO UNITO. Esame di lingua anche per gli autisti Uber

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L’introduzione di un esame obbligatorio di conoscenza della lingua inglese scritta per i conducenti di taxi potrebbe privare 33000 tassisti della loro licenza di lavoro.

Si tratta di un nuovo passo nella lotta oramai globale che stanno muovendo le autorità e le compagnie dei taxi contro la diffusione dell’utilizzo di Uber o società simili che vengono percepite come una minaccia alla professione in tutto il mondo. Dal Sud America al centro Asia all’Asia, manifestazioni di protesta anche violente hanno visto protagonisti i tassisti che protestavano contro la presenza e la concorrenza, definita sleale, della società statunitense che tramite una diffusissima app è in grado di reperire un automezzo con autista.

Si tratta dell’ultima iniziativa del Transport for London, TfL, riporta Sputnik che riprende The Guardian. L’esame costringe i conducenti di taxi privato, poi auto a noleggio di dover passare un esame scritto di lingua inglese e impone loro di possedere il livello B1 per tenere la licenza.

Gli avvocati che difendono la società Uber hanno detto all’Alta corte che l’introduzione dell’esame previsto dal TfL avrebbe lasciato 33000 persone, cioè il 28 per cento dei conducenti attualmente in possesso di una licenza con cui lavorano, disoccupati, secondo il quotidiano britannico.

Uber sostiene che l’esame in lettura e scrittura è al di là del requisito, tuttavia, l’azienda sosterrà i suoi autisti cui viene chiesto di dimostrare competenza nella conoscenza della lingua inglese parlata.

Il TfL era originariamente destinato a seguire norme in materia di esame di lingua inglese; dal 1° ottobre 2016, tuttavia, Uber sos contra con TfL in tribunale che ha fatto naufragare i suoi piani di espansione nella città.

In un secondo momento, il TfL ha annunciato un nuovo piano per introdurre l’esame obbligatorio per tutti i conducenti di taxi che tenteranno di ottenere o rinnovare la licenza dal 1 Aprile, 2017.

Maddalena Ingroa