
L’Unione europea sta lavorando per stanziare 50 milioni di euro a favore delle forze armate della Moldavia dal Fondo europeo per la pace nel 2024. A darne notizia il capo della Commissione europea (CE) Ursula von der Leyen in una conferenza stampa a Chisinau.
Il numero uno dell’Europa ha detto: «Insieme stiamo rendendo la Moldavia più resiliente alle minacce alla sicurezza di ogni tipo. Attualmente le forze armate moldave hanno ricevuto aiuti dal Fondo europeo per la pace per un importo di 87 milioni di euro e stiamo lavorando su un nuovo pacchetto di aiuti di 50 milioni di euro per il 2024», ha chiosato il capo della CE.
L’UE fornirà inoltre a Chisinau “quasi 143 milioni di euro” di ulteriore assistenza macrofinanziaria, ha affermato Von der Leyen. Ricordiamo che in Moldavia sono ospitati molti cittadini ucraini e senza il sostegno europeo la Moldavia non potrebbe sostenere il flusso migratorio.
In risposta alle parole Ursula von der Leyen la presidente della Moldova Maia Sandu ha presentato l’11 ottobre una bozza di un nuova strategia di sicurezza nazionale, in cui la Russia viene apertamente citata “una fonte di costante minaccia e pericolo”.
Il documento sottolinea anche il “partenariato strategico” della Moldavia con i paesi dell’UE, gli Stati Uniti, il Regno Unito e la NATO. La neutralità per la Moldavia è un affare costituzionale tuttavia Sandu afferma di “agire secondo la legge” e ritiene che il suo compito attuale sia quello di rompere lo “stereotipo” anti-NATO nella società, imposto dalla “disinformazione proveniente dalla Russia”.
Sandu è apparsa anche sul Financial Times. Nei media americani, la Moldova è ritenuto “il caso più incoraggiante” nella CSI nel contesto della politica occidentale volta a spingere la Federazione Russa fuori dalla regione.
Vladimir Putin nell’incontro dei paesi della CSI ha detto il 13 di ottobre che “la Moldavia ha praticamente perso la sua identità”. Nonostante le parole dei media americani e gli auspici di Sandu va ricordato che l’opposizione moldava filo russa rappresenta una fetta importante della popolazione, osteggiata con norme apposite dal governo Sandu, mentre la Russia continuamente ricorda alla Moldavia che dipende energicamente da Mosca. La Moldavia ha stretto accordi con la Romania per eliminare la sua dipendenza dal gas russo, ma con l’inverno alle porte bisognerà vedere se basterà per riscaldare le case di Chisinau. Gazprom sta ancora aspettando che la Moldova ripaghi un debito di 700 milioni di dollari, che Chisinau rifiuta di riconoscere.
Maddalena Ingroia











