MAR CINESE MERIDIONALE. Flotta USA permanente

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Il Pentagono sta considerando di stabilire una task force navale permanente nella regione del Pacifico per contrastare la crescente potenza militare della Cina.

Il piano comporterebbe, riporta Politico, anche la creazione di un’operazione militare ad hoc per il Pacifico che permetterebbe al segretario della difesa di assegnare ulteriori dollari e risorse al problema della Cina. Le due iniziative, che non sono ancora finalizzate, aggiungerebbero forza al discorso del presidente Joe Biden sulla Cina e manderebbero un segnale che la nuova amministrazione degli Stati Uniti è seriamente intenzionata a reprimere l’accumulo militare di Pechino e il comportamento aggressivo nella regione del Pacifico.

La notizia arriva mentre i leader della Nato si stanno sempre più allineando con la posizione di confronto di Washington su Pechino. Quattro anni dopo che l’ex presidente Donald Trump ha reso il contrasto alla Cina una priorità della politica estera, gli alleati della Nato hanno dichiarato Pechino una sfida alla sicurezza e hanno detto che i cinesi stanno lavorando per minare l’ordine globale.

Le discussioni sono nate dal lavoro della China Task Force del Pentagono, che Biden ha aperto a marzo per esaminare le politiche e i processi legati alla Cina degli Usa.

Anche se non si tratta di soluzioni definitive, gli sforzi sono un segno incoraggiante che il Pentagono è impegnato a spostare le risorse dal Medio Oriente ed elevare le esigenze del Pacifico. 

La task force navale sarebbe modellata su una struttura lanciata dalla Nato in Europa prima e durante la Guerra fredda, le Standing Naval Forces Atlantic. La squadra era una forza di reazione immediata che poteva rispondere rapidamente a una crisi, ma ha trascorso la maggior parte del suo tempo navigando intorno alla regione, partecipando a esercitazioni programmati. Da sei a 10 navi di più nazioni della Nato – cacciatorpediniere, fregate e ausiliarie – erano unite alla forza per un massimo di sei mesi.

La task force nel Pacifico includerebbe anche alleati europei come la Gran Bretagna e la Francia, che stanno aumentando la loro presenza navale nel Pacifico, così come il Giappone e l’Australia.

L’iniziativa proposta sarebbe un deterrente perché dimostra un’unità di sforzi nel contrastare le eccessive minacce cinesi al concetto di mare libero e di libero scambio con le loro grandi rivendicazioni territoriali.

Non è ancora chiaro comunque se la task force coinvolgerà solo le navi statunitensi o includerà anche i militari di altre nazioni.

Lucia Giannini