LIBRI. Il filo rosso che lega la lotta alla Mafia in Sicilia parte da Ugo Luca

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È innanzitutto un affresco del XX secolo raccontato attraverso le vicende di un uomo che si è trovato al centro di eventi che hanno modificato radicalmente la scena mediterranea. Una storia di un’altra Italia e di un diverso mondo, così differente dall’attuale eppure così somigliante.

In sostanza questo è il libro Le avventure del carabiniere Ugo Luca, di Paolo Gaspari (Gaspari editore). Generale dell’Arma dei Carabinieri, uomo dei servizi di informazione durante la Prima e la Seconda guerra mondiale, Luca è stato il perno della lotta al banditismo del secondiodopoguerra in Italia, così come, dopo la caduta dell’Impero Ottomano, colui che aveva costruito ottimi rapporti con la popolazione e le autorità della neonata Repubblica di Turchia.

Il personaggio storico Ugo Luca è anche il carabiniere più decorato nella storia, per darvi una idea le elenchiamo qui di seguito: medaglia d’argento al valor militare per l’attività a Monte Cucco il 12 maggio 1917; medaglia d’argento per attività in Valle Rohot, Dragovice, 20 agosto 1917; medaglia d’argento per attività quale maggiore comandante di reparto combattente dei carabinieri a Puerto de Escudo, Santander, il 21 luglio 1938; medaglia d’argento perché “quale appartenente a bande armate del fronte di resistenza, per nove mesi di dura lotta clandestina ne dirigeva, in territorio occupato dal nemico, il servizio informativo e controspionaggio, Roma 1943-44; medaglia di bronzo al valor militare per attività sul Monte Matajur il 23 ottobre 1917; medaglia di bronzo per attività nella battaglia di Guadalajara, marzo 1937.

Quando fu posto al comando del Nucleo Repressione Banditismo, di cui faceva parte alle sue dipendenze anche l’allora capitano Carlo Alberto Della Chiesa, il nemico da abbattere era il Bandito Salvatore Giuliano e tutta la vasta rete di appoggi che vi erano collegati.

Nel 1949, il ministro dell’Interno Mario Scelba, dopo una riunione al Viminale con il sottosegretario Marazza, il capo della polizia, il comandante generale dell’arma dei carabinieri ed il presidente della regione Sicilia, decisero che, dopo le stragi nell’area di Montelepre, occorreva cambiare la strategia nella lotta al banditismo nell’isola, così nacque il Comando forze repressione banditismo, Cfrb, formato da carabinieri e poliziotti.

A capo della speciale unità venne nominato il colonnello Ugo Luca, personaggio già famoso per le sue doti militari e d’intelligence, un ufficiale che oggi definiremo esperto di counterinsurgnecy e di intelligence.

È del 12 agosto 1949 l’invio in Sicilia per la lotta contro il banditismo. Su come andò la storia della fine di Giuliano, del ruolo giocato dal suo sodale Salvatore Pisciotta, si sono scritti fiumi d’inchiostro che hanno inchiodato la figura di Luca a colui che avallò la narrativa ufficiale del governo italiano. Nel testo, agile e di appassionante lettura si trovano tutti i dati e i documenti ufficiali per avere un quadro di quella decisione politica che il capo delle operazioni, Luca appunto, accettò. Sotto il suo comando furono arrestato oltre 600 latitanti, tanto per fornire un altro dato della efficacia operativa dell’epoca.

Ugo Luca poi, fu promosso generale di brigata ed andò in pensione nel 1954 come generale di divisione, il massimo grado all’epoca era raggiungibile da un ufficiale dei carabinieri; la situazione oggi è cambiata e nuovamente un ufficiale dell’Arma può arrivare a generale di Corpo d’Armata e anche a comandare l’Arma stessa.

Una volta “riposo”, Luca assunse la presidenza del Museo storico dell’Arma; dal 1962 al 1967, anno della sua scomparsa, fu il sindaco di Feltre eletto nelle liste della Democrazia Cristiana.

Antonio Albanese