LIBRI. “Secondo me Cesare ha sbagliato” dice Napoleone

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Napoleone Bonaparte commenta il De Bello Gallico e il De Bello Civili di Caio Giulio Cesare dall’esilio di Sant’Elena. Questa è l’essenza del testo Le Guerre di Cesare (edito da Salerno Editrice nonché commentato da Luciano Canfora): il genio militare politico francese racconta, analizza e commenta le imprese di Cesare, trovandone pregi e difetti confrontando le tecniche militari antiche e quelle moderne e delineando in più di un’occasione gli errori, per lui, commessi dallo stratega romano, figura centrale nell’educazione militare, e politica, in cui Napoleone è vissuto e ha agito sullo scacchiere europeo.

La tecnica che usa l’Imperatore dei francesi prevede l’utilizzo di una griglia interpretativa relativamente semplice, ma molto chiara e schematica: descrizione eventi, loro geolicalizzazione (a proposito, Napoleone usa i toponimi contemporanei delle località della Gallia, così come quelli di altri teatri, e non quelli romani o antichi, così da far orientare bene il lettore), mosse dei romani e degli avversari e infine commento e analisi.

Si tratta di una sorta di rapporto militare di azioni vicine nel tempo e non di eventi assai lontani da quelli vissuti da Napoleone stesso, ma la cui descrizione e analisi risulta comunque affascinante e sempre molto chiara. Non mancano passi in questa agile sezione finale in cui il Corso afferma: «Io avrei fatto diversamente…» oppure «Cesare ha sbagliato perché …». Insomma possono essere prese come delle lezioni di tecnica militare antica, perché poi il genio militare dell’uomo moderno che ha sconvolto l’Europa (e non solo) viene fuori paragonando le tecniche militari antiche, usate da Cesare, con quelle moderne, per l’epoca, utilizzate da Napoleone stesso in teatri e scontri simili su e giù per l’Europa.

Resta, seppur nella sua fama, un’opera che rapisce il lettore che conosca l’arte militare e abbia studiato Cesare “pascolando” nei testi originali, sia chi ne sia digiuno e che voglia però subire il fascino dell’analisi fatta da un grande della Storia.

L’edizione attuale è commentata magistralmente da Luciano Canfora, storico illustre italiano. Se la prefazione si concentra in maniera quasi esclusiva sull’aspetto politico moderno e contemporaneo del cesarismo, sul fascino che Cesare ebbe sul pensiero politico dell’epoca e quello successivo; la postfazione è più legata al Novecento e al fascino cesaristico presente nel fascismo e nel comunismo. Un testo che deve essere letto per capire l’oggi, così magmatico e fluido.

In un epoca che vuole cancellare la storia, chiudiamo con un passo dell’Apologia della Storia, di Marc Bloch: «Non comprendiamo mai abbastanza. Chi è diverso da noi – straniero, avversario politico – passa, quasi necessariamente, per un cattivo. Anche per condurre le lotte che non si possono evitare, un po’ più di intelligenza delle anime sarebbe necessaria; a maggior ragione, per evitarle, quando si è ancora in tempo. La storia, purché rinunci alle sue false arie da arcangelo, deve aiutarci a guarire a questo difetto. Essa è una vasta esperienza delle varietà umane, un luogo di incontro fra gli uomini. La vita, come la scienza, ha tutto da guadagnare dal fatto che questo incontro sia fraterno».

Antonio Albanese