LIBRI. La Corsa alla Luna maschera la Corsa al Potere spaziale 

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Dal 16 ottobre arriva in libreria Tra spazio e terra. Retorica e politica della corsa alla Luna di Marcello Spagnulo, ingegnere aeronautico ed esperto di politiche spaziali, pubblicato da Paesi Edizioni con prefazione di Lucio Caracciolo.

Il saggio parte da una domanda: perché, dopo oltre mezzo secolo, siamo tornati a correre verso la Luna? E cosa cerchiamo davvero nello Spazio? La risposta dell’autore rovescia la prospettiva tradizionale: per capire cosa accade sulla Luna bisogna guardare alla Terra.

Al centro del libro c’è la trasformazione dello Spazio in un nuovo terreno di competizione politica, economica e militare. Come scrive Spagnulo: «La Luna non è mai stata soltanto un luogo fisico da esplorare per anelito di conoscenza. Fin dal lancio dello Sputnik, essa ha rappresentato uno schermo su cui le nazioni più potenti della Terra proiettavano le proprie ambizioni di predominio geopolitico terrestre. Lo Spazio oltre l’atmosfera si è popolato di satelliti che hanno reso la vita umana più agevole e la guerra più sofisticata».

Il volume mette a confronto le narrazioni con cui Stati Uniti e Cina raccontano la propria corsa lunare, analizza il ruolo sempre più centrale di SpaceX, Elon Musk e delle Big Tech, e guarda alle strategie di India, Giappone ed Europa. L’asse del saggio è proprio l’intreccio tra politica, industria, tecnologia e comunicazione.

La “Retorica”, recuperata nel suo significato classico, diventa per Spagnulo una lente per leggere il potere: missioni scientifiche, promesse di colonizzazione e primati tecnologici non sono solo racconti di progresso, ma strumenti per costruire consenso, legittimare investimenti pubblici, occupare orbite e proiettare influenza. Lo Spazio emerge così come «campo di una battaglia narrativa».

Un’interpretazione sintetizzata da Caracciolo in prefazione: «Marcello Spagnulo ci parla dello Spazio per abituarci a rimettere i piedi sulla Terra. La sua sagace, a tratti ironica ricostruzione della Retorica con cui le maggiori potenze e i massimi imprenditori del ramo usano lo Spazio per fini troppo umani – terra terra, diremmo – ci offre una chiave utile a intendere la competizione geopolitica che connette Spazio e Terra in tempo di guerra».

Dalla Guerra Fredda alla sfida Washington-Pechino, la Luna resta specchio dei rapporti di forza terrestri, ma oggi al confronto tra Stati si aggiunge il peso delle corporation private. Il nodo non è più solo chi arriverà prima, ma chi stabilirà le regole del nuovo ordine spaziale.

Autore con 40 anni di esperienza nel settore, Spagnulo è consigliere scientifico di Limes e docente alla Sapienza di Roma.

Redazione

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