#ISRAELIRANWAR. Netanyahu: Siamo entrati in Iran due volte per salvarci dalla distruzione nucleare, ci sarà una terza volta se necessario. IDF bombarda il Libano. Colpita nave al largo dello Yemen

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“È stato raggiunto un accordo preliminare per lo sblocco di 3 miliardi di dollari di beni congelati per l’Iran. L’Iran ha posto come condizione lo sblocco di 3 miliardi di dollari a ogni progresso compiuto nei negoziati tra Stati Uniti e Iran”, fonte al-Arabiya.

Nel frattempo le tensioni tra Stati Uniti, Israele e Iran non accennano a diminuire nonostante gli incontri a Doha. Ghalibaf ha detto che per “poter procedere bisogna che gli Stati Uniti osservino e rispettino i primi 5 punti del MOU”. Di contro J.D.Vance in diretta televisiva ha detto: “Credo che il Presidente ci abbia detto di usare questo memorandum d’intesa per ricostituire le riserve petrolifere mondiali, e poi vedremo chi avrà la meglio.” Sui negoziati con l’Iran: “C’è ancora molto da fare. La cosa positiva è che abbiamo il sostegno dell’amministrazione, abbiamo il sostegno del Presidente degli Stati Uniti, che cerca costantemente di trovare modi per ottenere un vantaggio per il popolo americano.”

Fox News: “Che il Memorandum d’intesa fallisca o meno, abbiamo spianato la strada alla denuclearizzazione dell’Iran. I colloqui sull’accordo con l’Iran continuano”.

Ricordiamo che sia sulle riserve petrolifere che sul nucleare l’Iran ha le idee chiare: ha più volte avvisato che se l’accordo non viene rispettato metterà fine agli accordi bloccando l’approvvigionamento energetico, chiudendo Hormuz, e riprende l’arricchimento dell’uranio. 

Teheran afferma di aver inviato delegazioni per concentrarsi sull’allentamento delle sanzioni e sullo scongelamento dei beni, negando pubblicamente qualsiasi incontro concordato con gli Stati Uniti, nonostante l’affermazione del presidente Trump secondo cui l’Iran avrebbe richiesto colloqui in Qatar.

Il WSJ scriveva il primo luglio che “il presidente Trump sta seriamente valutando un ritorno a una guerra su vasta scala con l’Iran e ne sta discutendo con alti funzionari dell’amministrazione, tra cui il Segretario alla Difesa Pete Hegseth e il Capo di Stato Maggiore congiunto, Generale Dan Kaine”. Nulla è stato ancora deciso. 

Nel frattempo l’Ambasciatore Michael Dale Huckabee e Gideon Sa’ar, Ministro per gli Affari esteri di Israele hannofirmato l’accordo per l’istituzione di un’ambasciata permanente degli Stati Uniti a Gerusalemme. Gli account palestinesi nella social sfera hanno parlato di “palese violazione del diritto internazionale”. 

Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha commentato l’accordo firmato con il Libano lo scorso fine settimana durante una cerimonia commemorativa statale in onore dei caduti della Seconda Guerra del Libano: “Grazie alla nostra forza, che sta cambiando il volto del Medio Oriente, si è aperta la strada verso una realtà diversa. Abbiamo compiuto un passo importante verso la fine del conflitto”.

E ancora da Channel 14: “La guerra contro l’Iran, Hamas e Hezbollah non è finita e Israele è più forte che mai”, ha dichiarato Netanyahu. ”Non finirà mai.”

Netanyahu ha anche minacciato l’Iran: “Siamo entrati in Iran due volte per salvarci dalla distruzione nucleare, ci sarà una terza volta se necessario”

A rispondere a Netanyahu il ministro e membro del “Gabinetto” Ze’ev Elkin: “Non siamo pienamente preparati a gestire un’emergenza civile sul fronte interno in caso di un incidente di sicurezza diffuso”.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha incontrato il Sultano dell’Oman, Haitham bin Tariq Al Said. Secondo alcune fonti, la Francia avrebbe richiesto un corridoio per lo sminamento nello Stretto di Hormuz attraverso l’Oman. L’Iran ha avvertito la Francia di non inviare navi nello stretto per questo scopo. Perché al momento opportuno l’Iran stesso sminerà lo stretto.

Le autorità del Bahrein hanno arrestato quattro giovani di cui un minore nell’ambito di una campagna di arresti all’interno della comunità sciita.

L’Iran ha esportato 50 milioni di barili di petrolio greggio da quando il blocco imposto dagli Stati Uniti è stato revocato due settimane fa. Ciò equivale a 1,66 milioni di barili al giorno a giugno 2026. La maggior parte degli altri paesi della regione è ancora ben lontana dai livelli prebellici. Le forze statunitensi stanno scortando un gran numero di navi sul lato omanita dello Stretto di Hormuz. 

Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmail Baqaei critica Rafael Grossi: “Agli ispettori dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) viene impedito l’accesso agli impianti nucleari danneggiati. L’Agenzia è stata negligente in questa vicenda e consigliamo a Grossi di svolgere i suoi compiti in modo più responsabile, invece di impegnarsi in attività di propaganda elettorale. Gli Stati Uniti si sono esplicitamente impegnati a porre fine alle ostilità in Libano”

L’Iran ha posto lo sblocco di 3 miliardi di dollari dei suoi fondi come condizione per il progresso in ogni fase dei negoziati e ancora il controllo permanente dello Stretto di Hormuz. E ancora la delegazione insiste sul riconoscimento del proprio controllo sullo Stretto di Hormuz.

Iran e Oman portano avanti un piano congiunto per le tariffe di servizio nello Stretto di Hormuz nonostante l’opposizione degli Stati Uniti, riporta il NYT. L’Iran e l’Oman, alleato degli Stati Uniti, stanno portando avanti i piani per riscuotere un pagamento dalle navi che transitano nello Stretto di Hormuz, nonostante le obiezioni pubbliche americane, secondo quanto riportato da un funzionario iraniano e quattro diplomatici.

L’Oman ha presentato una proposta formale agli Stati Uniti e agli alleati occidentali che delinea un quadro tariffario per i servizi, modellato sugli Stretti di Malacca e Singapore, dove una fondazione privata giapponese raccoglie contributi volontari per la navigazione sicura. I diplomatici statunitensi e regionali descrivono le tariffe come “volontarie”, ma il funzionario iraniano insiste sul fatto che saranno obbligatorie. Trump ha ripetutamente definito l’idea “inaccettabile” e in passato ha minacciato di bombardare l’Oman. Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi afferma che Teheran procederà da sola se Mascate si rifiuterà di collaborare, con colloqui congiunti che dovrebbero iniziare la prossima settimana. 

Ed ora uno sguardo agli scenari militari in Medio Oriente e Asia occidentale aggiornati alle ore 15:30 del 1 luglio. Dispiegamento dell’Aeronautica Militare degli Stati Uniti: il 26 giugno, 12 caccia A-10C del 23° Stormo della base aerea di Moody, base dell’Aeronautica Militare degli Stati Uniti, sono arrivati ​​alla base aerea di Lake Heath, in Inghilterra, con il supporto di aerei cisterna. La destinazione finale di questo gruppo appena dispiegato dovrebbe essere la base aerea di Al-Mawfaq Al-Sulti, in Giordania.

Il 26 giugno, sei caccia EA-18G Growler dello Squadrone VAQ-138, con base a Whidbey, sono stati dispiegati alla base aerea di Lajes, in Portogallo, e la loro destinazione finale è stata annunciata come Medio Oriente. Non è chiaro se questo gruppo di sei velivoli sia stato inviato per sostituire i sei precedentemente schierati (che erano di stanza in Giordania prima della guerra) o se debbano essere schierati con loro nella regione.

Il 30 giugno registrata esplosione di un’auto nella città di Haifa. Secondo quanto riportato dai media israeliani, il primo luglio, i danni causati dagli attacchi missilistici iraniani alla raffineria di Haifa sarebbero più gravi di quanto annunciato dalle autorità israeliane. Il serbatoio principale di benzina è stato completamente distrutto, l’impianto interno di produzione di energia e vapore è andato in tilt e le schegge hanno danneggiato turbine a gas, caldaie e sale di controllo. Secondo le stime, circa il 60% della produzione israeliana di prodotti petroliferi è andata perduta, causando una grave carenza di benzina. Inoltre, il governo di Netanyahu ha permesso che le operazioni proseguissero senza tenere conto delle normative ambientali e delle leggi edilizie, al fine di accelerare le riparazioni e la ricostruzione.

Informazioni il primo luglio di un incidente di sicurezza all’aeroporto Ben Gurion: “A seguito della segnalazione, la pista e la via di rullaggio sono state chiuse e i passeggeri sono stati riportati al terminal. Le forze di sicurezza stanno operando sul posto”.

Il primo luglio registrato un incendio in un complesso industriale nella città israeliana di Holon. L’intera area intorno al complesso è stata evacuata dalle forze di soccorso e dalle forze dell’ordine. “Un anomalo aumento di tensione elettrica abbia danneggiato le attrezzature industriali nel complesso residenziale, costituendo in definitiva il focolaio iniziale dell’incendio”.

L’esercito israeliano ha annunciato il 30 giugno l’uccisone di Ali Kayed Stitan, comandante dell’unità d’élite delle Brigate Al-Quds, parte del movimento della Jihad islamica palestinese a Gaza.

I bulldozer delle IDF continuano le operazioni di demolizione nel quartiere di Jabriyat nella città di Jenin. Secondo fonti palestinesi: “L’artiglieria delle IDF bombarda le aree a est della città di Khan Yunis, a sud della Striscia di Gaza”.

In Cisgiordania il Centro Mo’ta riferisce: “248 operazioni di resistenza in Cisgiordania e a Gerusalemme nel giugno 2026”. Secondo fonti palestinesi: “sono scoppiati scontri all’interno della città di “Sebastia” a nord-ovest di A Nablus, le forze IDF hanno sparato proiettili e granate stordenti contro i giovani.


Il comandante dell’esercito libanese si è rifiutato di eseguire ordini “israeleo-americani”. Le forze armate esistono per servire e proteggere il Libano. L’esercito non sarà utilizzato per affrontare “Hezbollah”. Di diverso parere Canale MTV in Israele invece riporta che: “Gli Stati Uniti continuano a fare pressione sul Libano: chiedono il disarmo di Hezbollah. L’esercito libanese si sta preparando a soddisfare le richieste americane di estendere il controllo sull’intero Paese e disarmare Hezbollah.

Il primo luglio Netanyahu ha visitato i territori occupati in Libano, la cosiddetta “zona di sicurezza”. Giungono segnalazioni di scontri tra combattenti di Hezbollah e unità IDF nelle zone di confine del Libano meridionale dopo la visita di Netanyahu e Katz. Le IDF conducono operazioni nella città di Hadasa. Un drone israeliano ha sganciato una bomba sonora sulla città di Nabatieh Fawqa. 

Secondo fonti di Anna News, testata russa, “le milizie siriane hanno iniziato a ridispiegarsi verso il confine libanese. Per ora, Damasco sta negoziando con i suoi partner americani e non cerca di intervenire nel conflitto libanese, ma sono già in fase di elaborazione piani per un’invasione. Tuttavia, se un attacco dovesse verificarsi, le sue conseguenze per la regione sarebbero disastrose”.

Nella città di Al-Busayrah, a est di Deir ez-Zor, uomini armati legati a Daesh hanno lanciato un attacco contro un ufficio del Ministero degli Interni siriano. Mentre nella città di Banyas si apprende che uomini di al Jawlani/al Sharaa hanno attaccato degli autisti iracheni. Nella periferia di Homs continua la pulizia etnica ai danni degli sciiti da parte di Jawlani/al Sharaa. 

Il primo luglio un drone ha preso di mira l’ambasciata statunitense nella Zona Verde di Baghdad.

L’Autorità Marittima britannica informa di un tentativo di sequestro di una nave mercantile al largo della costa di Balhaf, Yemen, e conferma di colpi di arma da fuoco leggeri diretti contro la nave. Ricordiamo che gli Houti hanno da qualche giorno imbracciato le armi in funzione anti saudita. Secondo account locale yemenita: “Le forze armate yemenite possiedono molteplici punti di forza nel campo dei missili e dei droni e ancora alcuni cecchini più abili della regione. Inoltre, sono presenti grandi linee di produzione per la fabbricazione di vari tipi di fucili di precisione, alcuni a funzionamento meccanico e altri a funzionamento elettrico”.

Una nave straniera si incaglia nello Stretto di Hormuz dopo aver deviato dalla rotta stabilita dall’Iran.

Teheran si prepara a celebrare una cerimonia di commiato per il leader della rivoluzione, il martire Imam Khamenei. Attesi a Teheran 700.000 pellegrini. 

Il 30 giugno forze di Terra del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) hanno annunciato che, “dopo che un gruppo appartenente a milizie terroristiche curde aveva tentato di infiltrarsi nella zona nord-occidentale dell’Iran per compiere atti di sabotaggio e terrorismo, i terroristi sono stati colti in un’imboscata dalle forze dell’IRGC e completamente neutralizzati. Lo scontro è avvenuto sugli altipiani tra Mahabad e Piranshahr, con il supporto di artiglieria. In questo scontro, il gruppo di sei persone è stato completamente eliminato”.

Secondo quanto riferito, le Guardie Rivoluzionarie iraniane avrebbero eliminato anche il capo della rete. Il primo luglio, un agente di polizia iraniano è stato ucciso in un attacco terroristico a Sib e Suran. Secondo il Centro informazioni della polizia del Sistan e Baluchestan, “terroristi armati hanno aperto il fuoco oggi contro un agente di polizia sunnita di etnia baluchi mentre si recava al lavoro. A seguito dell’attacco, il tenente Mohammad Palangi è rimasto ucciso”.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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