
Secondo Donald Trump, “l’Iran sta facendo tutto il possibile per aumentare i prezzi del petrolio in vista delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti. Stanno persino organizzando attacchi sotto falsa bandiera, piazzando mine e facendo di tutto, nonostante ora nello Stretto di Hormuz transiti più petrolio di prima del conflitto. Continuano a uccidere i manifestanti e chiunque altro si metta sulla loro strada. Questo è un regime veramente malvagio e spero solo che il pubblico americano e il mondo capiscano quanto sia crudele! 75.000 manifestanti sono stati uccisi in meno di sette mesi. È sconvolgente vedere come il mondo e il partito che si definisce “democratico” sembrino non curarsene. L’Iran non dovrebbe avere armi nucleari, e non dovrebbe mai averle”.
La tensione, nel frattempo, sale in Medio Oriente. Secondo i media israeliani, ai diplomatici britannici e tedeschi è stato ordinato di lasciare la Giordania e il Kuwait dopo la mezzanotte del 22 ottobre.
Alti ufficiali israeliani, parlando su Ynet, hanno affermato: “Non c’è motivo di attaccare l’Iran prima delle elezioni americane”. Questo non esclude che ciò avverrà dopo. In Israele il primo Ministro Netanyahu dopo l’attacco a Hebron in un video con indosso un giubbotto antiproiettile ha dichiarato: “Io e Katz abbiamo esaminato un piano per un’operazione militare su larga scala, come non se ne vedevano in Cisgiordania dal 1967; saremo noi a stabilirne le tempistiche. L’esercito entrerà nei quartieri da cui provengono gli aggressori, farà evacuare i residenti, ispezionerà ogni abitazione e distruggerà le infrastrutture del terrorismo. Siamo pronti a un’operazione su larga scala in Cisgiordania. Quanto ai nostri eroici “coloni”: voi siete un esempio per il popolo d’Israele. Siete un esempio per lo Stato d’Israele. Distruggeremo le infrastrutture terroristiche e costruiremo le infrastrutture degli insediamenti. Stiamo costruendo e regolarizzando oltre 100 nuovi insediamenti e aziende agricole proprio qui. E non solo qui, ovviamente”. A fare da eco a queste parole quelle del ministro per le Finanze israeliano Smotrich: “È necessaria un’operazione militare su vasta scala in Cisgiordania per smantellare l’Autorità Palestinese, recuperare le armi ed eliminare i sabotatori”
Le Forze di Sicurezza Interna siriane hanno condotto un’operazione contro una cellula dell’ISIS (un’organizzazione bandita in Russia) nella periferia occidentale di Damasco. Cinque militanti dell’ISIS sono stati uccisi e sei arrestati durante lo scontro. Due membri delle forze di sicurezza sono stati uccisi e altri cinque feriti. Durante l’operazione sono state sequestrate armi e ordigni.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi commentando la guerra Iran – Stati Uniti ha detto: “Negli ultimi tre anni, gli Stati Uniti hanno speso 11 miliardi di dollari, provenienti dai contribuenti americani, per la difesa missilistica di Israele. Hanno lanciato più intercettori per difendere Israele di quanti ne abbia lanciati Israele stesso. Questa non è una relazione simbiotica. È una relazione parassitaria”.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari in Medio Oriente e Asia occidentale aggiornato alle ore 15:30 del 23 ottobre.Attacco contro una chiesa cristiana in Giordania. Si registrano vittime, tra morti e feriti, a seguito di una sparatoria avvenuta durante un corteo funebre presso una chiesa a Kerak, in Giordania.
Fonti mediche di Gaza hanno riferito che due persone sono morte e diverse altre sono rimaste ferite in seguito a un attacco israeliano contro un veicolo nel quartiere di Tel al-Hawa, a ovest di Gaza City. L’artiglieria israeliana avrebbe bombardato le aree a est di Deir al-Balah, nella parte centrale della Striscia di Gaza.
Attentato a Hebron: 2 palestinesi hanno attaccato un posto di blocco militare, Givat Asaf, vicino a Yehuda, Al-Khalil, aprendo il fuoco sui soldati presenti. Due militari israeliani sono rimasti uccisi 6 sono rimasti feriti. I militari appartenevano al battaglione Ariel 775. Gli assalitori hanno utilizzato fucili M4.
Netanyahu ha ordinato un blocco di sicurezza nella città di Al-Khalil (Hebron) e la chiusura totale della Cisgiordania fino al termine delle elezioni israeliane. L’esercito israeliano ha dichiarato che le proprie forze stanno circondando Hebron e hanno avviato un’operazione offensiva su larga scala all’interno della città. Le IDF hanno affermato di non aver ricevuto alcun avviso di intelligence preliminare riguardo all’operazione, né alcuna informazione proveniente dall’area di Hebron. Poliziotti filmati mentre sgomberano case a Hebron. Un cittadino palestinese è rimasto ferito dai colpi esplosi dalle forze israeliane vicino alla rotonda Al-Alam, nella città di Dura, a sud di Hebron, dopo che i militari hanno aperto il fuoco contro il suo veicolo. I bulldozer israeliani sono entrati nell’area di Farsh al-Hawa, vicino al luogo dell’operazione a Hebron, in preparazione alla demolizione di alcune strutture.
Continuano gli attacchi in Libano, Le forze israeliane avrebbero condotto attacchi aerei contro Kafr Tibnit, le aree periferiche di Al-Qantara e Baraashit, e la località di Al-Mansouri. L’artiglieria israeliana avrebbe bombardato Hadatha, Wadi al-Salouqi, Wadi Zibqin, le periferie di Al-Habbariyeh, Mayfadoun e Baraashit, oltre a Zawtar al-Sharqiyah, Wadi Nahla (tra Shaqra e Majdal Zun), la piana di Marjayoun, Kafr Tibnit e Al-Mansouri. Sono state segnalate esplosioni a Tallousa, Bani Hayyan, Houla e Rashaf; nei pressi di Al-Ameriya sono stati uditi boati (bombe sonore), mentre al largo di Al-Qulailah sono stati avvistati bengala illuminanti. Un carro armato israeliano Merkava avrebbe aperto il fuoco in direzione delle località di Rashaf e Sorbine. È stato segnalato l’uso di mitragliatrici, con colpi esplosi da un ponte verso Wadi al-Hujeir.
Secondo alcune segnalazioni locali siriane, Israele avrebbe violato il territorio siriano per 18 volte nelle ultime 24 ore. Il rapporto non fornisce dettagli verificati in modo indipendente su ciascuno dei presunti episodi.
Secondo fonti irachene, velivoli statunitensi — tra cui modelli MQ-9, MQ-1, Dash 8 ed E-11 — hanno sorvolato lo spazio aereo iracheno, operando presumibilmente da basi situate in Giordania. La fonte che ha diffuso la notizia ha classificato tali attività come una violazione dello spazio aereo dell’Iraq.
Esplosioni udite in tutta la capitale saudita. Alcune fonti hanno affermato che un attacco con droni ha preso di mira un impianto Aramco a Riyadh, seguito da un’esplosione avrebbe scosso Dammam, in Arabia Saudita. Esplosioni sono state segnalate anche a Najran, Nella notte registrato attacco yemenita contro Riad. L’Autorità per l’aviazione civile dell’Arabia Saudita ha dichiarato che l’attacco missilistico balistico yemenita all’aeroporto internazionale Re Fahd di Dammam ha causato due morti, rivedendo il bilancio delle vittime precedentemente riportato di una sola persona.
Tutte le spiagge e le aree costiere di Umm al-Quwain sono state chiuse dopo che il sistema di monitoraggio e valutazione ambientale degli Emirati Arabi Uniti ha rilevato una fuoriuscita di petrolio da una petroliera, che ha interessato il litorale dell’emirato.
In Yemen, secondo quanto riferito, aerei da combattimento sauditi hanno bombardato una palestra nella zona di Al-Sinah a Taiz, Yemen. Registrati altri raid aerei sauditi che hanno preso di mira la zona di Al-Masahin nel distretto di Shamaitin, a sud di Taiz, in una terza ondata di attacchi. Aerei sauditi hanno bombardato aree residenziali nel villaggio di Al-Mahjam, nel governatorato di Hajjah, uccidendo una donna e ferendo un bambino.
Il 23 ottobre velivoli sauditi hanno effettuato due attacchi aerei nella parte orientale della città di Saada; il distretto di Bajil, nel governatorato di Hodeidah. Il Ministero della Salute yemenita, con sede a Sana’a, ha riferito di una vittima e quattro feriti — tra cui dei bambini — in un bilancio preliminare, a seguito di un attacco aereo saudita che avrebbe colpito un’abitazione nel distretto di Al-Za’aza’, a Taiz. Un centro yemenita per i diritti umani ha reso noto che nove persone sono state uccise e 21 ferite in sei attacchi condotti dalle forze saudite e dai loro alleati nei governatorati di Taiz, Hajjah e Saada nelle ultime 24 ore; la maggior parte delle vittime sarebbe costituita da donne e bambini.
Nel pomeriggio nel 23 ottobre raid aereo saudita che ha colpito l’abitazione un morto e due feriti componenti della stessa famiglia nell’area di Al-Za’za’, nel distretto di Shamaytayn, governatorato di Taiz. Fonti locali hanno riferito di due potenti esplosioni a Sana’a, la capitale dello Yemen.
Missili iraniani sono stati lanciati verso lo Stretto di Hormuz a seguito del quale si registra un grave incendio su una nave commerciale presa di mira nello Stretto di Hormuz. Secondo quanto riferito, la nave aveva violato le normative iraniane nello Stretto di Hormuz. L’Iran sta schierando missili balistici di nuova concezione.
Il comando della Marina dell’IRGC il 23 ottobre ha avvertito: “Gli Stati Uniti hanno impartito ordini provocatori affinché le proprie imbarcazioni attraversino illegalmente lo Stretto di Hormuz; gli incidenti marittimi sono in costante aumento. Se questa tendenza dovesse proseguire, le ritorsioni si estenderanno alle basi militari statunitensi nella regione. Si tratta di un avvertimento serio”.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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