
Israele nonostante la diplomazia ufficiale non è molto intenzionato a frenare le sue mire espansionistiche, ma comincia d avere problemi in materia di quantità di armi. Del tutto a sorpresa Hezbollah sta continuando a distruggere basi e armi di Israele anche se Israele avanza in profondità nel sud del Libano.
Secondo i dati rilevati dalle OSINT UNIT che lavorano nella social fera, si sono registrati tre nuovi voli cargo tra Baku e Tel Aviv. Un aereo cargo Ilyushin-76 appartenente alla Repubblica dell’Azerbaigian (4K-AZ101) ha effettuato tre viaggi sulla rotta Baku-Tel Aviv questa settimana.
Questi voli, effettuati in un breve lasso di tempo, fanno probabilmente parte del trasferimento di armi e attrezzature militari tra le due parti. Negli ultimi anni, la Repubblica dell’Azerbaigian è stata uno dei principali clienti dell’industria della difesa di Israele, possedendo una vasta gamma di sistemi di produzione israeliana, tra cui droni, munizioni a guida autonoma e sistemi di difesa aerea.
L’aspetto rilevante è la direzione inversa delle spedizioni. A differenza degli anni passati, quando le attrezzature israeliane venivano inviate a Baku, ora stiamo assistendo al ritorno di una parte significativa di queste armi dall’Azerbaigian a Israele. Le armi sostanzialmente servono a Tel Aviv in vista della ripresa delle ostilità regionali e nell’urgente necessità di equipaggiamento e munizioni da parte dell’esercito israeliano. Date le crescenti tensioni e la possibilità di un’espansione del conflitto, Israele sta cercando di concentrare tutte le sue capacità militari e di utilizzare anche le attrezzature dislocate nei paesi alleati per scopi bellici.
In tal senso va anche la militarizzazione dell’aeroporto Ben Gurion trasformato in una base militare, non più in aeroporto civile. Il canale televisivo israeliano Channel 12 ha rivelato che Israele ha ricevuto messaggi dalla parte americana in cui si afferma che decine di aerei cisterna per il rifornimento in volo dell’esercito statunitense, dislocati presso gli aeroporti Ben Gurion e Ramon, dovrebbero rimanere in Israele almeno fino alla fine del 2027.
Secondo il canale, la presenza di questi velivoli ha un impatto diretto sul funzionamento degli aeroporti civili, poiché occupano ampie aree di parcheggio e influiscono sulla capacità operativa dell’aeroporto Ben Gurion, oltre che dell’aeroporto Ramon nel sud.
La scorsa settimana, il capo dell’Autorità per l’aviazione civile di Idraele, Shmuel Zakay, ha inviato una lettera di avvertimento al Ministro dei Trasporti, affermando che “l’aeroporto Ben Gurion viene gestito come se fosse una base militare e non un aeroporto civile”, riferendosi all’impatto che questi velivoli hanno sul traffico aereo civile.
Si stima che la decisione di Washington di mantenere il sistema di rifornimento in volo nella regione abbia implicazioni legate al protrarsi delle tensioni regionali, soprattutto alla luce del confronto con l’Iran, e sia vista come un segnale delle intenzioni militari americane a lungo termine nella regione.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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