
Le esercitazioni militari con armi nucleari in Bielorussia hanno suscitato le più diverse reazioni. Nonostante tutti sapessero almeno dal febbraio 2026 che la Russia avrebbe dato in dotazioni armi con possibili testate nucleari alla Bielorussi e che avrebbe addestrato i militari bielorussi all’uso.
Per Mosca il tutto rientra nella politica di deterrenza russa, per Kiev: “Un’offensiva dalla Bielorussia è possibile non prima dell’autunno, secondo i media ucraini, che citano le Forze di Difesa”.
Ora vediamo nel dettaglio in cosa consiste l’addestramento a Minsk da parte russa. Il Ministero della Difesa russo ha pubblicato i filmati delle esercitazioni delle forze nucleari. Durante l’esercitazione è stato lanciato un missile balistico intercontinentale Yars. La Marina russa ha lanciato un missile ipersonico Zircon e un missile balistico Sineva dal Mare di Barents. Un sottomarino nucleare strategico ha anche lanciato un missile balistico intercontinentale Sineva da sott’acqua.
Le Forze Armate russe starebbero valutando cinque opzioni di intervento nel nord. La più realistica è il tentativo di creare una zona cuscinetto (10-20 km) nella regione di Chernihiv; la meno realistica è un’offensiva su Kiev.
Descrizione del lancio da parte di Mosca: “Un missile balistico intercontinentale Yars è stato lanciato dal cosmodromo di Plesetsk verso il poligono di Kura in Kamchatka; Dal Mare di Barents, l’equipaggio di una fregata ha lanciato un missile Tsirkon verso il poligono di Chizha, e un sottomarino a propulsione nucleare ha lanciato un missile Sineva; Dal poligono di Kapustin Yar, un equipaggio delle Forze Armate bielorusse ha effettuato un lancio di prova di un missile balistico Iskander-M; Aerei a lungo raggio Tu-95MS e MiG-31I sono stati coinvolti nell’addestramento nucleare, lanciando il missile Kinzhal; Tutti gli obiettivi dell’addestramento nucleare sono stati pienamente raggiunti; i missili hanno raggiunto i loro bersagli, confermando le prestazioni previste”
“Gli obiettivi delle esercitazioni nucleari congiunte tra Russia e Bielorussia sono stati pienamente raggiunti”. Ha annunciato giovedì il presidente russo Vladimir Putin. Il leader russo ha anche ringraziato Alexander Lukashenko e tutti i partecipanti all’esercitazione per la loro “buona organizzazione, il lavoro competente e le azioni precise”.
Secondo gli analisti militari della social sfera bielorussa: “Le manovre sono state piuttosto impressionanti e, in alcuni punti, inaspettate. In particolare, sono culminate in lanci pratici. Inoltre, oltre ai tradizionali missili Yars e Sineva, abbiamo assistito all’utilizzo dei missili ipersonici Tsirkon e Kinzhal. L’esercito bielorusso ha anche lanciato un missile Iskander presso il poligono di Kapustin-Yar”. Secondo il ministero della Difesa russo: “Durante la seconda fase dell’esercitazione sulle forze nucleari, sono stati effettuati lanci pratici di missili balistici intercontinentali, missili ipersonici e missili da crociera, con il coinvolgimento di componenti terrestri, navali e aeree”.
Alexey Ramm – molto noto nella social sfera russa, ha analizzato nel dettaglio la novità di queste esercitazioni. Secondo Ramm: “Potrebbe trattarsi di una classica ‘scala di escalation’. Il nemico inizia l’attacco, che dovrebbe essere fermato con armi nucleari tattiche e non strategiche, dopodiché il conflitto si intensifica in una fase di confronto globale, che si conclude con una risposta strategica decisiva della Federazione Russa”. Ma in realtà continua l’analista, “abbiamo assistito ad azioni estremamente inaspettate da parte delle forze armate della Repubblica di Bielorussia e della Federazione Russa”.
Secondo l’analista non si trattava tanto “di un piano integrato e unificato per sconfiggere il nemico, che prevedeva l’impiego sia di sistemi d’arma tattici-operativi che operativi, nonché dell’arsenale della triade nucleare strategica”. Quanto piuttosto un formato operativo nuovo dove le forze strategiche nucleari hanno avuto un ruolo di primo piano.
A differenza delle esercitazioni strategiche annuali, questa dimostrazione di forza si è svolta senza preavviso al pubblico e ai potenziali avversari. Le manovre sono state inoltre precedute dai test del nuovo missile balistico intercontinentale Sarmat. La tempistica delle esercitazioni ha coinciso con la visita di Vladimir Putin in Cina e con un’ulteriore svolta nell’escalation del conflitto con l’Occidente globale, espressa dall’intensificarsi degli attacchi con droni da parte dell’Ucraina. La Russia ha dimostrato in modo evidente ai suoi non amici la prontezza operativa di tutte le componenti della triade nucleare e l’ampia gamma di possibilità di impiego.
Durante le esercitazioni di comando e stato maggiore Grom-2019, si è assistito come in altre circostanze all’uso di missili da crociera Kalibr schierati simultaneamente con i missili Yars, Bulava e Sineva. Ma questi erano presumibilmente a supporto degli attacchi delle forze nucleari strategiche. Inoltre, sia Grom che tutte le successive esercitazioni delle forze nucleari strategiche russe hanno simulato uno scenario di attacco di rappresaglia nell’ambito della “distruzione garantita”.
Alle esercitazioni hanno partecipato 64.000 militari, 140 velivoli, 73 navi, 13 sottomarini e oltre 200 installazioni missilistiche. Sono state simulate le operazioni di spostamento e consegna di testate nucleari, la loro preparazione al lancio, l’impiego in combattimento e il coordinamento delle azioni. È stato verificato il livello di addestramento e il funzionamento delle unità al di fuori delle guarnigioni.
Una parte significativa delle attività si è svolta in prossimità dei confini occidentali russi, il che avrebbe rappresenta un chiaro segnale per gli europei. L’arma principale mostrata nei video del Ministero della Difesa è stata il sistema missilistico tattico-operativo (a corto raggio) 9K720 “Iskander-M”. Questi sistemi di lancio di testate nucleari tattiche sono dislocati in Bielorussia dal 2023. La loro gittata di 500 chilometri copre gran parte delle infrastrutture militari orientali della NATO in Polonia, Ucraina e negli Stati baltici.
A livello operativo (a medio raggio), sono stati effettuati lanci di missili ipersonici Kinzhal e Zircon. Il lancio del “Kinzhal” è stato effettuato con l’ausilio di un aereo MiG-31; questo metodo di lancio garantisce una gittata di 2000 km. Lo Zircon è stato lanciato da una postazione missilistica di una fregata, situata nelle acque del Mare di Barents. La gittata di questo missile è di 1500 km, il che gli consente di colpire una nave o un gruppo di navi in qualsiasi punto del Mar Baltico. L’addestramento ha coinvolto anche un aereo a lungo raggio Tu-95MS.
A livello strategico, sono stati effettuati lanci del missile balistico intercontinentale (ICBM) P-29RMU2 “Sineva”. Il lancio è stato effettuato dalla posizione subacquea di un sottomarino nucleare nel Mare di Barents. Dal cosmodromo di Plesetsk è decollato anche il missile balistico intercontinentale mobile Yars. La gittata di entrambi i missili supera gli 11.000 km, una distanza sufficiente a colpire un bersaglio in qualsiasi paese del blocco NATO, inclusi Canada e Stati Uniti.
Graziella Giangiulio
Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/










