
Il Segretario del Tesoro statunitense Bessent ha affermato che lo Stretto di Hormuz verrà aggirato entro due anni e diventerà “inutile”. Ha anche detto: “Gli Stati Uniti non cercano un cambio di regime in Iran”.
I consiglieri senior del presidente Trump stanno cercando di prevenire un’escalation del conflitto con l’Iran prima delle elezioni di medio termine di novembre, nel tentativo di mitigare le perdite previste per i repubblicani. Fonti hanno affermato che la Casa Bianca potrebbe prendere in considerazione l’idea di aumentare la pressione sull’Iran dopo le elezioni del 3 novembre, ma questa è “lontana dall’essere una decisione definitiva”. In questa fase, hanno affermato, l’amministrazione si sta concentrando sull’aumento della pressione economica sull’Iran per ottenere concessioni nei futuri negoziati. “Continuiamo a fare pressione sull’Iran”, ha dichiarato un alto funzionario della Casa Bianca, “ma novembre è una priorità”.
Nel frattempo l’Iran nella notte tra il 1 e il 2 settembre ha risposto agli attacchi Statunitensi del 1 settembre.
Donald Trump ci è andato ancora più pesante del Segretario di stato Besset: “L’accordo con l’Iran non vale la carta su cui è stato firmato”. In un’intervista a Fox News, ha aggiunto che Washington ha dato a Teheran numerose opportunità per concludere un accordo. “L’accordo con l’Iran non vale un centesimo”. Trump ha anche minacciato che “non ci sarà più l’Iran” se la Repubblica Islamica continuerà a rispondere agli attacchi statunitensi.
La Gran Bretagna introduce nuove misure contro gli insediamenti israeliani in Cisgiordania. Il Ministro degli Esteri britannico Ed Miliband ha annunciato l’introduzione di nuove misure contro gli insediamenti israeliani in Cisgiordania. Miliband ha affermato che il piano di insediamento E1 di Israele “supera una linea rossa”. I dettagli delle misure che il Regno Unito adotterà e le tempistiche per la loro attuazione non sono ancora stati annunciati.
Il Ministro degli Esteri francese inasprisce la retorica nei confronti di Israele: “La Francia cerca un accordo nell’Unione Europea per fermare il commercio con gli insediamenti illegali in Cisgiordania. La situazione in Cisgiordania è profondamente preoccupante, se non scioccante. La Francia chiede nuove sanzioni contro i responsabili di “colonizzazione e violenza” in Cisgiordania”. Dal 2023 Israele si è impossessato di circa 110.000 dunam in Cisgiordania.
Il ministro della Difesa Israel Katz in una dichiarazione ha detto: “Abbiamo piani pronti per rimuovere i palestinesi israeliani dalla Striscia di Gaza, ma stiamo aspettando una decisione americana”. Nella Striscia di Gaza centrale nella giornata del 2 settembre nuove minacce di Israele lanciate dagli aerei sul campo al Maghazi con richiesta di lasciare le abitazioni.
BenjaminNetanyahu, Primo Ministro di Israele, è andato a Gaza dove ha dichiarato: “Controlliamo il 60% di quest’area”. Netanyahu era nella Striscia di Gaza per incontrare i combattenti del Servizio di Sicurezza Generale (Shin Bet) che hanno guidato l’operazione oltre la linea gialla per arrestare il numero uno dell’Intelligence di Hamas. Ha anche detto: “Controlliamo il territorio e rimarremo su questa linea. Stiamo facendo tutto il possibile per raggiungere il nostro obiettivo, che è disarmare Hamas e smilitarizzare Gaza. Non ci ritireremo dalla Striscia di Gaza”. E ancora ha detto: “Il 1 settembre abbiamo arrestato il capo dell’intelligence di Hamas”.
Haaretz spiegando l’operazione di arresto: “Non c’erano soldati delle IDF sul luogo dell’operazione di rapimento a Gaza, e Israele ha ridotto il dispiegamento di forze speciali nelle operazioni Mista’arvim all’interno della Striscia dopo l’esposizione di una forza militare durante un’operazione a Khan Younis nel novembre 2018, dopo che una forza di Hamas aveva fermato membri di un’unità israeliana. Sembra che il grave sovraffollamento nell’area controllata da Hamas renda difficile l’infiltrazione di combattenti israeliani in incognito”.
Perdura la crisi del carburante in Cisgiordania. Secondo quanto riportato, si sono formate lunghe code presso le stazioni di servizio in Cisgiordania a causa della riduzione delle forniture di carburante. Si stima che, nonostante una domanda giornaliera di circa 4 milioni di litri, le forniture siano scese a 2,5-3 milioni di litri. La carenza di carburante avrebbe portato a un aumento dell’utilizzo di carburante illegale e di bassa qualità. Si segnala inoltre che i problemi finanziari dell’Autorità Palestinese stanno esacerbando la situazione delle forniture di carburante.
Nella notte del 1° settembre, parallelamente all’attivazione dei sistemi di difesa aerea a Teheran, l’aereo del presidente Masoud Pezeshkian è stato costretto ad atterrare nella città di Rasht al ritorno da una visita ufficiale in Kirghizistan. L’account ufficiale del leader iraniano Mohammad Khamenei ha pubblicato un messaggio – durante gli attacchi statunitensi – in cui si legge: “Caro popolo iraniano e forze di resistenza, il nemico americano ha imparato una lezione che non dimenticherà mai”.
Per ordine del Generale Ahmad Vahidi, Comandante in Capo del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, il Generale di Brigata Mohammad Reza Mahdavi è stato nominato nuovo comandante del Corpo Imam Reza (AS). Il Generale di Brigata Mohammad Reza Mahdavi comandava in precedenza il Corpo Ansar al-Reza (AS) del Khorasan Meridionale. Fino ad ora, il Comando del Corpo Imam Reza del Khorasan Razavi era a capo del Generale di Brigata delle Guardie Rivoluzionarie, Seyyed Hashem Ghiasi. All’età di 76 anni, deteneva il titolo di comandante militare in servizio più anziano.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari in Medio Oriente e ansia Occidentale aggiornato alle ore 16:30 del 2 settembre. Il Comando Centrale degli Stati Uniti: alle 12:00 ET del 1 settembre, le forze statunitensi hanno iniziato gli attacchi Obiettivi del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) in Iran. Questi attacchi sono stati una risposta ai recenti tentativi dell’IRGC di attaccare navi mercantili nello Stretto di Hormuz e personale militare statunitense di stanza nella regione.
L’Iran a partire dalle ore 21.30 Italiane ha lanciato un attacco missilistico contro la Giordania. Due missili erano diretti contro la base americana di Muwaffaq Salti in Giordania. Diramati avvisi ai cittadini, esortandoli a mettersi al riparo a causa di un previsto attacco missilistico balistico iraniano. Obiettivo dell’Iran: il campo di Titin in Giordania.
Da Gaza si apprende, Canale 12 israeliano: “Contrariamente a quanto riportato in precedenza, nessuna milizia ha partecipato all’arresto di Aarabid. L’operazione è stata condotta con estrema segretezza e lo Shin Bet intendeva nascondere molti altri dettagli, ma dopo che alcune indiscrezioni sono trapelate e le registrazioni hanno iniziato a diffondersi sui media, è stato costretto a rivelare i dettagli dell’evento”. Il 1° settembre 2026, le forze speciali israeliane dello Shin Bet hanno arrestato Moein al-Arabid (noto anche come Mu’in Al-Arabid), il capo dell’apparato di sicurezza interna di Hamas nella Striscia di Gaza.
Un morto e cinque feriti nel bombardamento di una tenda all’interno di Asdaa City a Mawasi Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, da parte di un aereo israeliano.
Continuano le incursioni israeliane in Libano: colpita la città di Mays al-Jabal, nelle zone di al-Shindiba e Wadi al-Jamal, fino alla periferia occidentale della città, nei pressi del castello di Doubay, è coincisa con bombardamenti di artiglieria e mitragliatrici. Bombardamento sulla città di Beit Leif. Bombardamenti di artiglieria prendono di mira la città di Mansouri. Le IDF Lhanno nuovamente compiuto una esplosione nella città di Kafr Tibnit, nel distretto di Nabatieh. Bombardamento nella città di Markaba.
L’Iran nella notte ha colpito Erbil. Attacchi con droni iraniani contro la base statunitense di Harir e la regione di Soran nella provincia di Erbil, in Iraq. In seguito agli attacchi di rappresaglia iraniani contro obiettivi americani, colonne di fumo e fiamme si sono levate dall’aeroporto di Erbil. L’aeroporto di Erbil è stato chiuso fino a nuovo avviso. Obiettivo iraniano: un pallone spia statunitense a Erbil colpita anche un’officina di riparazione, attrezzature tecniche e il sistema di guida di un pallone di sorveglianza.Fonti locali nella regione del Kurdistan iracheno hanno confermato la distruzione del pallone e dei suoi sistemi di comando. Erbil nel complesso è stata colpita due volte, la secondo preso di mira il consolato statunitense.
Le forze militari iraniane hanno effettuato attacchi con droni contro i gruppi separatisti sostenuti dagli Stati Uniti a Sulaymaniyah, in Iraq.
Nel tardo pomeriggio del 2 settembre segnalazione di esplosioni in Kuwait. Attacchi missilistici iraniani contro posizioni statunitensi in Kuwait
Attacchi missilistici e con droni iraniani contro posizioni statunitensi in Bahrein due le ondate di attacchi a distanza di poco tempo. L’esercito iraniano ha effettuato attacchi con droni contro installazioni radar e centri di raduno di truppe americane in una base statunitense in Bahrein. Un’analisi delle immagini satellitari della Quinta Flotta statunitense in Bahrein mostra che un magazzino è stato colpito da droni iraniani. Il Bahrein aveva affermato di aver intercettato i droni.
Nell’ultima settimana, i combattimenti nello stretto sono stati piuttosto intensi. Ma nel complesso, gli americani sono riusciti a respingere gli attacchi delle forze leggere iraniane, sebbene la Repubblica Islamica non abbia subito perdite significative in questi scontri. Allo stesso tempo, Teheran ha risposto minando il passaggio occidentale dello stretto. Inizialmente, per questo scopo sono state utilizzate imbarcazioni, ma elicotteri, droni e Navy SEAL statunitensi le hanno respinte. Pertanto, la parte iraniana ha schierato imbarcazioni senza equipaggio, che hanno portato a termine il compito. E ora, almeno due navi della flotta “ombra” sono state fatte saltare in aria. Due petroliere, il due settembre, che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz senza l’autorizzazione dell’Iran hanno urtato delle mine, provocando un incendio a bordo, secondo quanto riportato dalle Guardie Rivoluzionarie.
A partire dalle 19:30 del 1 settembre ore italiane registrare esplosioni a Bandar Abbas. L’IRGC ha annunciato l’abbattimento del 50° drone americano MQ-9 utilizzando un nuovo sistema di difesa aerea a Khomein. Distrutta la torre di telecomunicazioni a Kohestk, in Iran, situata in una zona residenziale e colpita da un bombardamento.
Funzionari della provincia di Hormogan: “L’attacco aereo statunitense a Sirik ha ucciso due persone e ne ha ferite 50”. “L’attacco ha colpito con schegge un luogo vicino a una cerimonia nuziale a Kohestak, un distretto di Sirik”. Colpito anche l’aeroporto della città di Jiroft, nel sud dell’Iran. Diverse esplosioni sono state udite sull’isola iraniana di Qeshm e nello Stretto di Hormuz, riferisce Press TV.
L’ufficio stampa del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha dichiarato di aver “colpito la caserma dei Marines statunitensi nel sud della Giordania, nota come Camp Titin, sulle rive del Golfo di Aqaba, utilizzando missili balistici pesanti. L’attacco ha provocato numerose vittime americane, oltre alla distruzione di diverse installazioni critiche e di diversi elicotteri d’assalto nemici. Dopo la conferma dell’impatto dei missili iraniani su Camp Titin, secondo quanto riportato, sono stati avvistati elicotteri di evacuazione sorvolare la Giordania”.
Sempre l’IRGC afferma: abbiamo condotto tre ondate punitive consecutive contro l’esercito americano, lanciando salve di massa di missili balistici di precisione e munizioni a guida autonoma. Seconda ondata: missili balistici Kheibar Shekan a propellente solido sono stati lanciati contro Camp Titin, una caserma dei Marines statunitensi situata nel sud della Giordania. Terza ondata: missili balistici Kheibar Shekan a propellente solido ed Emad a propellente liquido hanno colpito le strutture tecniche e gli hangar per droni che ospitano velivoli RQ-4 e MQ-9 presso la base aerea Prince Hassan in Giordania”.
Infine, le guardie di frontiera di Abadan hanno sequestrato un rimorchiatore straniero che trasportava 382.000 litri di gasolio di contrabbando nelle acque settentrionali del Golfo Persico e hanno arrestato 11 sospetti stranieri.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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