
In attesa di conoscere i reali contenuti dell’ennesimo accordo Stati Uniti – Iran in merito a Hormuz, on line cominciano a circolare le bozze. “Accordo provvisorio sullo Stretto di Hormuz tra Iran e Oman prevede un’intesa temporanea di 60 giorni sullo stretto tra Oman e Iran, con possibilità di proroga. Tutte le navi che entrano nello Stretto di Hormuz e nel Golfo Persico transiteranno lungo la rotta settentrionale attraverso le acque iraniane. Tutte le navi che escono dallo stretto e si dirigono verso il Mar Arabico transiteranno lungo la rotta meridionale attraverso le acque omanite, in coordinamento con l’Iran. Non saranno applicati pedaggi durante i 60 giorni. Nel frattempo, le parti lavoreranno per 30 giorni allo sminamento della zona centrale dello stretto”.
L’Iran ha confermato che sono in corso colloqui e alla Casa Bianca fanno sapere che Steve Witkoff è stato al telefono molto sia con la controparte iraniana che quella omanita. Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato: “Sono stati compiuti progressi nei negoziati riguardanti lo Stretto di Hormuz. Nulla è definitivo e speriamo di raggiungere presto un accordo”.
Continuano le indiscrezioni secondo cui “negli ultimi cinque mesi, dall’inizio del conflitto con l’Iran, l’esercito statunitense ha quasi completamente esaurito le sue scorte di missili a lungo raggio a guida di precisione, che sarebbero cruciali in qualsiasi conflitto con la Cina. Ciò include la maggior parte delle scorte di missili ATACMS (Army Tactical Missile System) e PrSM (Precision-Guided Missile)”. Reuters. Hegset ha negato la notizia.
Il sito di notizie israeliano Hadashot israeliano riporta: “Un soldato in addestramento è stato colpito al collo in una base nella Valle del Giordano. A quanto pare, la ferita è stata causata da un proiettile vagante durante un’attività nella base. Secondo il rapporto, le condizioni del soldato sono critiche”.
Un incendio è stato registrato a Ben Shemen, a est di Tel Aviv, in aree aperte e boschive. 14 squadre di vigili del fuoco e 4 aerei sono intervenute per spegnere le fiamme. Nella giornata del 5 agosto registrati ritardi insoliti all’aeroporto Ben Gurion: un drone civile è entrato nello spazio aereo – atterraggi e decolli sono stati sospesi.
Il Ministro della Guerra israeliano, Israel Katz: “Ho dato istruzioni di non ridurre le dimensioni delle nostre forze negli insediamenti intorno a Gaza fino a nuovo avviso”. E nel pomeriggio el 5 agosto si apprende che le IDF hanno iniziato a lanciare raid concentrati nell’area del Libano meridionale in risposta alle violazioni di Hezbollah.
In risposta iniziale all’aggressione saudita contro l’Iraq, il Ministro degli Esteri iracheno ha incontrato il suo omologo saudita ad Amman. Secondo i media sauditi: I ministri degli Esteri di Arabia Saudita e Iraq hanno discusso di come garantire che il territorio iracheno non venga utilizzato come strumento di aggressione contro i paesi vicini. Il Ministero degli Affari Esteri iracheno ha inoltre dichiarato che: “Respingiamo la continuazione delle violazioni (israeliane) a Gerusalemme. Mustafa Qasemi Hasanvand, figura di spicco dell’opposizione curda iraniana, si è suicidato nella zona di Baharka, vicino a Erbil, di fronte al palazzo delle Nazioni Unite. Protestava contro il rifiuto della sua richiesta di asilo politico e contro la mancata reinsediamento come rifugiato politico in un altro Paese.
Secondo il Dipartimento di Stato americano: “Israele” e il Libano discuteranno di zone demilitarizzate e del disarmo di Hezbollah. Ma non hanno specificato quando e soprattutto chi sarà presente all’incontro.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi visiterà Islamabad venerdì e incontrerà alti funzionari pakistani. Il Corrispondente di Al-Mayadeen a Teheran: “A Teheran si respira un’atmosfera positiva riguardo all’accordo sullo Stretto di Hormuz. L’accordo potrebbe essere firmato se gli Stati Uniti cessassero le loro interferenze”. Un alto funzionario iraniano e due rappresentanti regionali hanno dichiarato a Reuters: “Nonostante le dichiarazioni del presidente Trump, è improbabile che l’accordo di Hormuz venga firmato a breve, e restano da risolvere diverse questioni importanti”. “I negoziati sono in corso, ma è troppo presto per affermare che sia stato raggiunto un accordo con l’Oman”, ha affermato il funzionario iraniano.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari in Medio Oriente e Asia Occidentale aggiornato alle ore 15:30 del 5 agosto. Secondo gli Stati Uniti la rotta meridionale nello Stretto di Hormuz rimane aperta e accessibile a tutte le navi commerciali. Negli ultimi 3 mesi abbiamo assistito più di mille navi (che stavano subendo danni) nell’attraversamento dello Stretto di Hormuz, nonostante le provocazioni iraniane.
i24NEWS: “La decisione israeliana di interrompere le operazioni di assassinio e passare a operazioni incentrate esclusivamente sulla neutralizzazione delle minacce immediate è stata comunicata al comitato per il cessate il fuoco. È iniziato un periodo di tregua di 14 giorni nell’ambito dei preparativi per il disarmo”. Israele sarebbe senza missili intercettori.
Carri armati israeliani hanno sparato contro le case nel quartiere di Al-Da’wa, a est del campo profughi di Nuseirat, nella Striscia di Gaza centrale. 4 morti e 1 ferito sono arrivati negli ospedali della Striscia di Gaza nelle ultime 24 ore.
Circa 20 palestinesi sono rimasti feriti a causa dei gas lacrimogeni lanciati dalle forze israeliane all’interno di un’abitazione nel villaggio di Birqa, a est di Ramallah. Raid e arresti diffusi in tutti i governatorati della Cisgiordania da parte di Israele.
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno emesso un avviso di evacuazione “urgente” per gli abitanti del villaggio di Mansouri, nel Libano meridionale, a causa di attacchi pianificati contro Hezbollah. “A causa della violazione dell’accordo di cessate il fuoco da parte dell’organizzazione terroristica Hezbollah, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) sono costrette a usare la forza contro di essa”, ha dichiarato il tenente colonnello Ella Waweya, portavoce delle IDF per gli affari in lingua araba.Ha invitato gli abitanti di Mansuri ad evacuare almeno 1 km a nord del villaggio. “Chiunque si trovi vicino a combattenti, strutture o armi di Hezbollah mette a repentaglio la propria vita!”, ha aggiunto.
Quattro soldati dell’esercito israeliano sono rimasti feriti nell’esplosione di una mina antiuomo a Majdal Zoun, nel Libano meridionale, “l’esplosione ha provocato un disastro nella 55ª Brigata dell’esercito israeliano” asseriscono fonti locali che parlano di ingresso dei soldati in casa trappolata di esplosivo.. Sono stati trasportati in ospedale in elicottero. Bombardamenti di artiglieria a Shebaa, nel Libano meridionale. Continui bombardamenti di artiglieria sulla città di Majdal Zoun e sulla periferia della città di Zebqine, nel Libano meridionale.
Fonti siriane locali riferiscono di almeno 9 violazioni da parte delle forze israeliane nel sud della Siria nelle ultime 24 ore, di cui 5 incursioni. Droni israeliani hanno volato sui villaggi di Maariya e Abidin nel bacino di Yarmouk, nelle campagne di Daraa. Esplosioni sono state udite a Latakia, in Siria.
Importanti movimenti dell’esercito americano nella regione, oltre al decollo di diversi aerei da ricognizione e raccolta informazioni dagli Emirati e dal Qatar.
Nella notte del 5 agosto esplosioni negli Emirati Arabi Uniti, nella zona industriale di Dubai. Colonne di fumo che si alzano dal porto di Jebel Ali a Dubai. Distruzione diffusa nell’area di Marina, nella città industriale di Dubai, le cui cause sono ancora sconosciute. Le immagini satellitari mostrano un incendio in un impianto di stoccaggio e trasporto di carburante vicino al porto di Jebel Ali a Dubai.
In una dichiarazione gli Houthi rivendicano il lancio di diversi missili balistici contro la petroliera saudita “Wafa” nel Mar Rosso settentrionale, al largo della costa dell’area di Yanbu. “Con questo colpo, il numero totale di petroliere saudite colpite dalle nostre forze dall’inizio del blocco marittimo, il 22 luglio dello scorso anno, ha raggiunto quota otto”. “Nel frattempo, il numero totale di navi bloccate, costrette a tornare indietro e poi a rientrare nel Mar Rosso e nel Mar Arabico ammonta a 29 petroliere saudite”.
“Le forze armate yemenite ribadiscono che le loro operazioni continueranno e si intensificheranno, prendendo di mira le petroliere saudite nel Mar Rosso settentrionale, al fine di chiudere tutte le vie di transito e impedire loro di attraversare, rafforzando l’equazione blocco su blocco, a prescindere dalle conseguenze”. Conclude il comunicato Houthi.
Gli iraniani hanno riferito che una nave nel Golfo Persico, vicino allo Stretto di Hormuz, “è stata presa di mira e sta prendendo fuoco”. A seguito del targeting di una nave mentre stava navigando Riguardo alla rotta meridionale dello Stretto di Hormuz, la Casa Bianca ha dichiarato: “Lo Stretto di Hormuz è sotto il completo controllo della nostra marina e il blocco che imponiamo è efficace”.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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