
Secondo il sito web in ebraico dell’IPOB: “Israele cercherà di ottenere garanzie dagli Stati Uniti che gli assicurino la libertà d’azione in materia di sicurezza a Gaza, in modo simile all’attuale meccanismo relativo al cessate il fuoco in Libano”.
In una dichiarazione dalla Radio dell’esercito israeliano, il Ministro Eli Cohen, membro del governo ha detto: “Dubito che le forze internazionali riusciranno a disarmare Hamas, ritengo che saremo costretti a tornare a combattere Hamas”.
Il quotidiano israeliano Haaretz ha riportato: “Le valutazioni dell’intelligence israeliana indicano che Hezbollah, dopo aver subito pesanti perdite nei recenti attacchi, sta ricostruendo le sue capacità militari e la sua struttura organizzativa, in particolare nelle aree a nord del fiume Litani, un’azione che Tel Aviv descrive come una “violazione del cessate il fuoco” dopo la guerra del 2006”.
Prevista per il 10 sera una riunione della Knesset con un interrogatorio al primo ministro Benjamin Netanyahu su richiesta di 40 membri in merito alla formazione di una commissione d’inchiesta ufficiale sull’attacco del 7 ottobre.
E ancora si legge: “Fonti militari israeliane hanno riferito ad Haaretz che l’Iran, in qualità di sostenitore logistico di Hezbollah, ha spostato parte della rete di approvvigionamento di armi del gruppo dalla Siria all’Iraq, consentendo il trasferimento di equipaggiamento attraverso il territorio siriano in Libano”. “Il rapporto afferma che questo processo sta gradualmente trasformando l’Iraq in un nuovo corridoio logistico per l’Asse della Resistenza, un ruolo precedentemente svolto dalla Siria. Secondo le dichiarazioni israeliane, le spedizioni includono missili a guida di precisione, componenti per droni e sistemi di comunicazione avanzati”.
Secondo account vicino a Hezbollah: “Tali resoconti sui media israeliani servono in genere come pretesto per giustificare future operazioni militari contro obiettivi di Hezbollah in Libano o gruppi di resistenza in Iraq. Affermando che l’Iran sta espandendo la sua influenza in Iraq, Tel Aviv cerca di preparare l’opinione pubblica nazionale e internazionale a potenziali azioni offensive. Presentare l’Iraq come una via di transito per armi può anche essere visto come un tentativo di aumentare la pressione politica sul governo iracheno e legittimare possibili attacchi israeliani o americani contro i gruppi di resistenza all’interno dell’Iraq. Narrazioni simili in passato hanno preceduto attacchi occidentali con droni e missili contro posizioni tenute dalle Forze di Mobilitazione Popolare (PMF)”.
Funzionari del Consiglio di Sicurezza Nazionale statunitense, guidati da Sebastian Gorka e Rudy Atallah, si sono recati il 9 di novembre a Beirut con l’obiettivo di avere dal Libano la certezza del disarmo di Hezbollah e per accertarsi degli sforzi in corso per riabilitare le sue reti militari e finanziarie. Questo si aggiunge alla visita di alti funzionari del Tesoro in Libano per discutere di lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo.
Sami Gemayel: “Alla luce di tutti gli sviluppi, annunciamo la presentazione di una proposta di modifica della Costituzione per introdurre la neutralità nel preambolo della Costituzione libanese.
La neutralità non significa il ritiro del Libano dalle arene internazionali, né significa non prendere posizione su questioni di diritto nel mondo, ma significa che il Libano non entra in alcun conflitto militare al fianco di nessuno”.
Ed ora uno sguardo alla linea del fronte aggiornata alle ore 14:00 del 10 novembre. Si contano almeno 40 punti di controllo israeliani nella regione di al Quneytra fino al Golan istituiti da Israele. I siriani non posso accedere alle loro terre e non possono circolare liberamente nelle zone dei punti ricontrollo dove vengono effettuate perquisizioni, controlli di identità e interviste non si sa finalizzate a cosa.
Fonti libanesi lamentano che gli israeliani che si trovavano in Libano e che avevano fatto turismo, incluso il viaggio a Dahyeh, sono entrati legalmente in Libano dalla Siria utilizzando passaporti stranieri e poi hanno lasciato il Libano utilizzando i loro passaporti stranieri dall’aeroporto internazionale di Beirut. Negli ultimi mesi, c’è stato un aumento degli israeliani che sbarcano a Damasco e alcuni sono entrati in Libano.
Questo – secondo le fonti libanesi – dimostra quanto sia facile per il Mossad entrare in Libano usando falsi passaporti europei, che sono stati effettivamente sorpresi a usare in innumerevoli occasioni in tutto il mondo, compresi gli Emirati Arabi Uniti, prima dell’accordo di pace.
In Libano l’8 mattina, un attacco israeliano ha colpito un veicolo a Bint Jbeil, ferendo 7 civili. Un altro veicolo è stato attaccato a Rashaya al-Wadi. Un’auto è stata presa di mira a Baaracheet. Sono morti due fratelli entrambi membri di Hezbollah.
Nella giornata del 9 di novembre un morto da attacco con drone israeliano nella zona di al-Sawana, vicino a Kherbet Selem.
Nella mattina del 10 novembre i droni israeliani hanno preso di mira un’auto civile sulla strada di al-Bissariyeh a sud di Sidone. Almeno una persona è stata uccisa in questo attacco. Il 9 sera un’altra auto civile è stata colpita a Houmine al-Faouqa, a nord di Nabatieh. Dall’inizio del cessate il fuoco, il 27 novembre 2024, nel Libano meridionale, più di 360 membri di Hezbollah sono stati assassinati in attacchi con droni. Nella notte le IDF hanno demolito due case civili nella città di confine di Houla. Un corteo preso di mira nella periferia della città di Al-Himyari, nel distretto di Tiro, in un’area aperta, non ci sarebbero feriti.
Israele ha affermato che questi attacchi sono volti a “eliminare le minacce contro lo Stato israeliano”.
Il capo del Raduno Cristiano Nazionale in Terra Santa, Dimitri Diliani: “Le IDF mirano ai musulmani e cristiani senza distinzione nell’ambito della sua guerra globale contro il popolo palestinese. Negli ultimi due anni, le IDF hanno deliberatamente preso di mira le chiese e la comunità cristiana a Gaza, in Cisgiordania e a Gerusalemme, attraverso bombardamenti, assedi e carestia, provocando la distruzione di tre chiese e diffuse sofferenze umane”.
Continuano i bombardamenti anche a Gaza: Due morti a seguito del bombardamento da parte delle IDF della zona orientale della città di Abasan, a est di Khan Yunis, a sud della Striscia di Gaza. Le IDF continuano a demolire edifici residenziali a Rafah, nella Striscia di Gaza meridionale.
Secondo le fonti palestinesi in generale le IDF continuano a demolire edifici residenziali a Rafah, nella Striscia di Gaza meridionale.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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