
Secondo il The Telegraph: “Nel Regno Unito, la situazione in Medio Oriente è considerata così grave che l’esercito si sta preparando per un’operazione di evacuazione paragonabile per scala all’evacuazione dei cittadini britannici da Kabul durante la presa del potere da parte dei Talebani in Afghanistan nel 2021”. Secondo fonti social libanesi in effetti l’evacuazione dei britannici sarebbe già iniziata: “Gli inglesi hanno iniziato silenziosamente a evacuare il Libano. Il trasporto KS2 Voyager è accompagnato da un caccia Eurofighter Typhoon”.
Il Regno Unito ha aggiornato il sette agosto il NOTAM per gli aerei britannici riguardanti lo spazio aereo libanese da “considerare il rischio potenziale” a “consigliare di non entrare”. Il Canada ha emesso un NOTAM simile consigliando agli aerei canadesi di evitare il Libano il 1° agosto.
Il presidente di Cipro Nicos Christodoulides ha affermato che le autorità dell’isola hanno ricevuto richieste da almeno 10 paesi, tra cui Gran Bretagna e Canada, che chiedono assistenza per evacuare i propri cittadini dal Libano se le tensioni continuano a salire.
L’Organizzazione per la cooperazione islamica (OIC) ha condannato fermamente l’assassinio da parte di Israele del capo politico di Hamas Ismail Haniyeh a Teheran, definendolo un “crimine di aggressione” e una “grave violazione della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Iran”. A questa dichiarazione si associa quella dell’Arabia Saudita che ribadisce con le stesse parole.
Il Marocco solleva due palloni dell’intelligence ad un’altitudine molto elevata, superiore a 15mila metri. Il pallone/dirigibile stratosferico è un pallone americano sviluppato in collaborazione con Israele. Hezbollah ne ha distrutto uno simile in un attacco a una base vicino a Safed non molto tempo fa. È molto avanzato e funge da satellite terrestre.
Secondo i media israeliani: “Israele ha informato negli ultimi giorni gli Stati Uniti attraverso diversi canali militari che teme che Hezbollah possa colpire i centri abitati”.
La Missione permanente iraniana presso le Nazioni Unite ribadisce che: “La nostra priorità è punire il regime israeliano e prevenire il ripetersi di simili attacchi terroristici”. A Teheran sono apparsi murales che prospettano la vendetta dell’Iran su Israele. L’Iran ha compiuto le sue esercitazioni nel lancio di missili. In precedenza era stato emesso un avviso NOTAM che consigliava alle compagnie aeree di non volare in determinate aree.
Una fonte della sicurezza iraniana in lingua araba ha diffuso un messaggio minatorio: “In alcune zone c’è il rischio di incendio e la zona di pericolo è stata fissata a un’altitudine di 12.000 piedi” (oltre 3600 metri).
Secondo i media israeliani: “L’Iran è in grado di lanciare 11.000 missili al minuto”. La stessa notizia è stata data dall’Agenzia iraniana Fars. Secondo Nazami News, infine, c’è stato un ordine di “immediato addestramento militare delle Guardie rivoluzionarie congiunte nelle regioni occidentali e centrali del paese”. Fonti statunitensi infine riferiscono che la Russia ha iniziato a consegnare il sistema di difesa aerea S-400 all’Iran su richiesta di Teheran.
Il quotidiano israeliano Haaretz, afferma che secondo un funzionario americano: “Ci sono sempre più segnali di partecipazione russa nell’aiutare l’Asse iraniano in termini militari, e non solo diplomatici”.
Dall’Europa si leva una voce che richiama alla ragione: Macron, presidente francese: “Ho detto al presidente iraniano che dobbiamo abbandonare la logica della vendetta”. I media israeliani attualmente sono preoccupati anche della guerra psicologica, della tensione nel lungo periodo, guerra a cui l’esercito israeliano e i cittadini non sarebbero preparati.
Hamas attende la decisione di Yahya Sinwar di nominare un vice che eserciterà tutti i suoi poteri, tra i candidati alla carica di vice capo dell’Ufficio politico ci sono Khaled Meshal, Khalil Al-Hayya e Musa Abu Marzouk.
Nella giornata del 7 agosto, nel tardo pomeriggio una dichiarazione delle Forze Armate yemenite rivendica l’attacco contro una nave (Contship Ono) nel Mar Rosso e di due cacciatorpediniere americani mentre attraversavano l’area di operazioni delle Forze Armate verso il Mar Rosso settentrionale.
Nella mattinata dell’8 agosto attacco aereo, due raid, a Hodeidah da parte di aerei statunitense-britannici nella zona di Al-Jabbana, a ovest della città. Nel pomeriggio consueto discorso del leader di Ansar Allah, Abdul Malik Badr al-Din Al-Houthi: “Domani è il giorno in cui si sottolinea la lealtà e la fermezza e si presenta un messaggio di sostegno e sostegno al grande fratello mujahid Yahya Al-Sinwar e ai mujaheddin delle Brigate Al-Qassam, e ai fratelli in il movimento Hamas per tutto il popolo palestinese e tutte le sue fazioni”. Chiamate a manifestare nelle piazze yemenite due milioni di persone.
Secondo al Houthi: “Il ritardo nella risposta dell’Asse in generale all’escalation israeliana è una questione puramente tattica, con l’obiettivo che la risposta abbia un impatto sul nemico in cambio della sua preparazione. Il nemico israeliano conosce l’inevitabilità della risposta e che non può essere annullata, e risponde con preparativi supervisionati dagli americani e ai quali cooperano l’Occidente e alcuni regimi arabi. Non c’è nulla che possa distrarre dalla decisione di rispondere, come intimidazioni o pressioni. Ci sono sforzi persistenti da parte americana ed europea, e di alcuni regimi arabi, per contenere la risposta. Comunicazioni, messaggi e mediatori non hanno smesso di cercare di convincere soprattutto la Repubblica Islamica che la sua risposta sarebbe stata modesta, semplice, inefficace ed efficace”.
Gli Houthi continueranno “il percorso di sostegno continua dal sud del Libano, dallo Yemen e dall’Iraq, e la questione della risposta è inevitabile e fuori dubbio. Alcuni regimi arabi classificano ancora le fazioni palestinesi, guidate da Al-Qassam, Hamas, le Brigate Al-Quds, la Jihad islamica e il resto dei mujaheddin, come terroristi. I crimini più atroci di genocidio commessi dal nemico israeliano non meritano, agli occhi di alcuni regimi arabi, di essere descritti come crimini e terrorismo nonostante il loro orrore. Questa settimana, il Fronte di supporto yemenita ha effettuato operazioni con 16 missili balistici e droni, il più importante dei quali ha preso di mira due cacciatorpediniere americani e ha abbattuto un drone MQ9”.
“Il numero di navi prese di mira dal Fronte di supporto yemenita ha raggiunto quota 177. Con la diminuzione del movimento delle navi legate agli americani e agli inglesi o che trasportavano merci per il nemico israeliano, il processo di pesca di ciò che passa in mare è diventato un caso raro. La diminuzione del traffico marittimo sfruttato dal nemico è una grande vittoria per le nostre forze armate yemenite e per il Fronte di sostegno yemenita”.
“Uno dei risultati dichiarati ed espliciti delle nostre operazioni di supporto è stato il fallimento del porto di di Eilat e i resoconti dei media dall’interno del porto hanno mostrato che era completamente inutilizzabile da qualsiasi attività” prosegue al Houthi.
Ed ora uno sguardo alla situazione Israele – Hamas- Hezbollah aggiornata alle 16:30 dell’8 agosto.
I Coloni bloccano Begin Road a Tel Aviv durante una manifestazione per chiedere un accordo di scambio per il rilascio dei prigionieri detenuti a Gaza.
Un incendio è scoppiato a “Meron”, nel nord di Israele, a seguito della caduta di missili dal Libano meridionale. Secondo la stampa israeliana razzi sono caduti nella zona “Yara” nella Galilea occidentale. La Resistenza islamica in Libano ha rivendicato attacco contro l’equipaggiamento di spionaggio nel sito di Ruwaisat al-Alam sulle colline libanesi occupate di Kfar Shuba.
Sirene in azione a Nahariya. Sempre la Resistenza Islamica in Libano rivendica: “Abbiamo bombardato con raffiche di razzi Katyusha le piattaforme Iron Dome, le postazioni di artiglieria israeliane e lo schieramento dei suoi veicoli nella zona “Khirbet Manot” nella Galilea occidentale”. Altro attacco rivendicato contro soldati israeliani nel sito di Marj con un drone armato. E attacco contro il sito di Al-Malikiyah con proiettili di artiglieria. Allarmi e intercettazioni su Safed e altre aree. Si registrano incendio a Safed.
Raid israeliani: contro un’auto a Yarin, si registrano feriti; Incursione israeliana in tutta la città di Nabatieh bombardata una casa nel villaggio di Al-Duwair; alla periferia di Kufour. Colpita anche la periferia di Hadada Rashaf; la città di Houla, attacco di artiglieria mira la periferia della città di Aitaroun, tutte le zone si trovano nel sud del Libano.
Aerei israeliani lanciano un raid sul quartiere di Sheikh Radwan, a nord di Gaza. Colpita la scuola a Jaffa di Abdel Fattah Hamoud, che ospita sfollati nell’area di Al-Tuffah, a nord della città di Gaza. Fonti palestinesi parlano di attacco di artiglieria israeliana contro obiettivi a est di Jabalia, a nord della Striscia di Gaza
Le Brigate Al-Nasser Salah al-Din rivendicano di aver abbattuto un quadricottero israeliano e aggiungono “ne abbiamo preso il controllo mentre stava svolgendo missioni di intelligence nel cielo del campo di Bureij”. Un morto e 10 feriti a seguito del bombardamento israeliano sulla casa della famiglia Shaldan vicino allo stadio Yarmouk nella zona di Al-Sahaba nel centro di Gaza City.
Le Brigate Al-Quds: “Abbiamo bombardato con 107 missili il quartier generale di comando e controllo del nemico sionista sull’asse “Netzarim”. Cinque morti e due feriti sono stati recuperati dopo che Israele ha bombardato una casa della famiglia Ahmed nella zona di Al-Qarara a Khan Yunis, e sono in corso le ricerche delle persone scomparse.
l’IDF annuncia l’uccisione del leader di Hamas Nael Al-Sakhl in Cisgiordania.
In un comunicato le IDF affermano che la loro attività continua in tutta la Striscia di Gaza. “Le truppe dell’IDF stanno continuando operazioni precise basate sull’intelligence nell’area di Rafah. Nel corso della giornata, le truppe hanno condotto incursioni mirate su siti militari nell’area, eliminato uomini di Hamas durante scontri ravvicinati e smantellato siti infrastrutturali di Hamas nell’area, tra cui una struttura con trappole esplosive nell’area di Tel al-Sultan”.
Inoltre, le truppe dell’IDF stanno continuando a operare nella Gaza centrale. Durante una delle attività, le truppe hanno colpito e smantellato un posto di osservazione da cui Hamas operava nell’area.
Nel corso della giornata, l’IAF ha colpito decine di obiettivi di Hamas in tutta la Striscia di Gaza, tra cui una struttura militare da cui i miliziani hanno sparato contro le truppe dell’IDF, siti infrastrutturali militari, uomini armati e una postazione di lancio nel nord di Gaza da cui Hamas ha lanciato proiettili verso il sud di Israele qualche giorno fa.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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