EGITTO. Ecco come il Cairo vede le proteste di Beirut 

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Alla luce delle proteste in Libano contro la situazione economica così difficile, l’ambasciata egiziana in Beirut ha invitato tutti i suoi cittadini in Libano a stare lontano dalle aree di manifestazioni, e ad essere cauti durante i loro movimenti. 

In una dichiarazione, l’ambasciata egiziana ha assegnato più numeri di telefono per consentire ai cittadini egiziani di comunicare con l’ambasciata in caso di emergenza. Da ricordare che diverse ambasciate arabe e straniere in Libano avevano emesso avvertimenti simili ai loro cittadini per usare la massima cautela e di stare alla larga dalle manifestazioni.

Da parte sua, il commentatore televisivo Amr Adib, nel corso del programma La storia, ha ricordato che le proteste del Libano non sono politiche, ma sociali, hanno raggiunto livelli di tensione tali da portare a scontri e rivolte che chiedono il rovesciamento del governo, in segno di protesta contro le tasse e le condizioni di vita.

Adib ha aggiunto sempre nel corso: «Oggi, tutte le fazioni politiche hanno riconosciuto di non essere riuscite a soddisfare i bisogni della popolazione. Il primo Ministro libanese Saad Al Hariri ha affermato che le fazioni all’interno del governo libanese non stanno lavorando insieme (…) Il Libano ha sofferto negli ultimi mesi per molti disservizi dall’accumulo di immondizia lungo le strade, alla mancanza di elettricità: il governo può fornire elettricità solo per un breve periodo ogni giorno solo per un massimo di sei ore, e il resto della giornata i cittadini hanno elettricità attraverso generatori (…) per la prima volta i manifestanti hanno attaccato il quartier generale di Hezbollah; inoltre tutto ciò va aggiunto il fallimento del governo nel fornire opportunità di lavoro». 

Sulla crisi libanese, dalle colonne di al Watan, Ikram Badr El-Din, professore alla Facoltà di Scienze politiche dell’Università del Cairo, ha affermato che l’incapacità dei libanesi di ritirarsi dalle piazze con la ritirata del governo conferma che l’imposizione di tasse su Whatsapp non è la causa principale delle manifestazioni, ma è un evento esplosivo e ci sono diversi fattori nel paese che hanno portato a queste proteste. 

Badr El-Din ha aggiunto che la composizione politica e statale libanese, regolata da una divisione settaria del potere, ha contribuito ad innalzare il ritmo delle proteste. 

Per quanto riguarda gli scenari previsti in Libano, Badr El-Din ha affermato che il primo scenario è incentrato sulle dimissioni dell’attuale governo e potrebbe essere la formazione di un governo di tecnici, un governo di esperti e specialisti che non appartengono a partiti o a sette.

«Il parlamento potrebbe sciogliersi a causa dei voti multipli, che richiedono lo scioglimento particolarmente dall’inizio del mese, ma per quanto riguarda lo scenario di calma, questo insisterà nella scelta e nell’approvazione di una figura che abbia il consenso di tutti a capo del governo (…) Lo scenario peggiore, è quello del caos e dello scoppio dei problemi, uno scenario che non deve essere raggiunto», ha continuato Badr El-Din. 

Marwa Mohammed
Corrispondente dal Cairo