#ISRAELHAMASWAR. Al Houthi minaccia le portaerei nel Mar Rosso con droni marini e missili ipersonici. Israele prepara l’azione di terra contro Hezbollah

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La portaerei nucleare americana CVN 69 Dwight D. Eisenhower è arrivata nella baia di Souda a Creta in viaggio verso gli Stati Uniti. Mentre l’americano UDC LHD 1 Wasp è entrato nel Mar Mediterraneo. Il portavoce del Consiglio di Sicurezza della Casa Bianca, John Kirby, ha invitato tutti i cittadini americani in Libano a prepararsi per una possibile evacuazione. Ciò fa seguito a un appello simile da parte di Germania e Canada, che si sono dichiarati pronti a evacuare 45mila loro cittadini dal Libano. Anche alcuni paesi arabi come il Kuwait hanno chiesto ai loro cittadini di non andare il Libano e per chi è a Beirut di rientrare. L’ambasciata russa a Beirut invita i cittadini russi ad astenersi dal recarsi in Libano.

Un portavoce del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale dell’Iran ha detto ad Al Jazeera: “L’Iran ha avvertito gli Stati Uniti: se Israele inizia una guerra su vasta scala in Libano, l’Asse della Resistenza interverrà in modo decisivo nel conflitto.”

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu tramite i suoi avvocati a fatto sapere che “a causa della guerra potrà testimoniare al processo solo nel marzo 2025”. Da fonti stampa locali si apprende che Israele prevede di utilizzare i satelliti Starlink di Elon Musk come rete di backup durante la guerra. 

Il ministro degli Esteri tedesco Annalena Bärbock ha detto che Israele “sta seriamente considerando di espandere la guerra e nessuno in Occidente sarà in grado di fermarla”.

Gli ufficiali della fregata F452 Hydra della Marina greca hanno lanciato un appello al governo: “Abbiamo visto l’inferno nel Golfo di Aden. Non avevamo un sistema contro gli attacchi dei droni Houthi”. “O rinnovate immediatamente la flotta, o altrimenti non vi serviremo più.”

Nella giornata del 26 giugno il rappresentante dell’ala militare Houthi afferma: “abbiamo un missile ipersonico avanzato di produzione nazionale”. On line si reperisce anche il primo video del lancio di un missile balistico supersonico Houthi chiamato Khatem-2 sulla nave portacontainer israeliana Sarah V, attaccata il 25 giugno. Il portavoce delle forze armate yemenite ha annunciato anche un’operazione militare congiunta con la resistenza islamica dell’Iraq che avrà come obiettivo una nave israeliana nel porto di Haifa, in Israele. 

La compagnia di sicurezza navale britannica Embry segnala un altro attacco Houthi nel Mar Rosso nella giornata del 27 giugno, incidente 84 miglia a ovest di Hodeida. Gli Houthi hanno annunciato il primo utilizzo di un missile ipersonico di loro produzione contro una nave israeliana nel Mar Arabico. 

Secondo fonti social iraniane: “In Medio Oriente, ad eccezione dell’Iran, nessuno può vantarsi di tali armi. È interessante notare che ciò avviene in un contesto di escalation della situazione tra Israele e Hezbollah. Ricordiamo la scorsa settimana Israele ha approvato i piani di combattimento per un attacco al Libano”.

Nel pomeriggio del 27 giugno consueto appuntamento con il discorso del comandate Abdulmalik Badr al-Din al-Houthi di seguito riportiamo alcune dichiarazioni: “Il nemico israeliano è un nemico in ogni senso della parola ed è impossibile coesistere con lui“. “Il Jihad contro il nemico israeliano è la scelta corretta e saggia e non esiste altra opzione affidabile”. 

E ancora ha detto: “I media israeliani hanno parlato dell’arrivo di più di 400 spedizioni di armi americane per sostenere il nemico israeliano dall’inizio dell’aggressione a Gaza”. “Israele ha collaborato con gli americani e con l’interazione di alcuni paesi del Golfo in una campagna di guerra psicologica contro il Libano, parlando della possibilità di una guerra totale e si trova di fronte a un vero dilemma, consapevole delle sue conseguenze molto pericolose e molto distruttive”.

Abdulmalik Badr al-Din al-Houthi: “Ciò che potrebbe accadere al nemico israeliano se venisse coinvolto contro Hezbollah va oltre ciò che si può immaginare”. Al-Houthi ha rivelato il 27 l’attuazione di una nuova operazione congiunta con la Resistenza Islamica in Iraq contro Israele. 

Il Comandate Houthi ha detto: “Le nostre forze armate hanno effettuato 4 operazioni congiunte con la Resistenza Islamica in Iraq. Estendo i miei saluti ai fratelli Mujahideen in Iraq e al caro popolo iracheno”. “Le nostre forze armate hanno effettuato 4 potenti operazioni questa settimana, effettuate con 7 missili balistici e alati e una imbarcazione suicida Tufan”. Al-Houthi ha spiegato: “Un catamarano può trasportare circa 1,5 tonnellate di esplosivo e provocare una grande esplosione che causa gravi danni alle navi nemiche”. Tra le minacce di al Houthi: “Uno degli effetti della barca-drone contro le navi che prende di mira è l’ingresso diretto di acqua al loro interno”. 

Al-Houthi ha detto che una delle operazioni importanti di questa settimana è “il bombardamento con il missile Hatem, che è un missile importante di nome, di fatto e in ogni senso della parola”. “L’ingresso di un missile Hatem nella linea delle operazioni avrà grandi effetti”. Secondo il Comandante al Houthi: “Uno sviluppo importante è la partenza della portaerei Eisenhower sconfitta dopo aver ricevuto diverse operazioni e attacchi missilistici. L’Eisenhower stava fuggendo mentre veniva preso di mira verso il Mar Rosso settentrionale e la massima distanza da esso”. E ancora ha aggiunto: “Diciamo che d’ora in poi l’arrivo di una nuova portaerei diventerà un obiettivo per le nostre forze armate una volta entrata nel Mar Rosso”.

Ed ora uno sguardo alla linea del fronte aggiornato alle ore 16:00

Filmati delle IDF mostrano esercitazioni del Comando Nord condotte per aumentare la prontezza delle truppe. In un comunicato si legge: “Nell’ambito degli sforzi in corso da parte del Comando Nord per aumentare la prontezza delle truppe, la Brigata Golani ha condotto esercitazioni nell’ultima settimana in aree complesse e si è esercitata a rispondere a varie minacce in collaborazione con forze di fanteria, mezzi corazzati e artiglieria”.

“In un’esercitazione della 55a Brigata guidata dal Centro di addestramento delle forze di terra, le truppe si sono addestrate per scenari di combattimento in varie aree, con particolare attenzione al movimento in terreni densi e montuosi nell’arena settentrionale e alla graduale attivazione del fuoco”.

Hezbollah ah cominciato dal 26 giugno a rivendicare i suoi attacchi, mentre fino a quella data a rivendicare era solo la Resistenza Islamica: ha preso di mira i siti israeliani e gli insediamenti israeliani vicino ai confini del Libano.

Attacchi israeliani nella città di Aitarun. Secondo account vicini a Hezbollah: “Nella maggior parte delle regioni meridionali è stata superata la barriera del suono”. Si registrano attacchi a Tiro. 

L’artiglieria israeliana ha bombardato la città di Naqoura e la sua periferia nel sud del Libano con proiettili al fosforo. Fonti palestinesi. Hezbollah ha invece annunciato: “i nostri mujaheddin hanno lanciato un attacco aereo con droni d’assalto sul sito navale di Naqoura, prendendo di mira le posizioni e gli insediamenti di ufficiali e soldati israeliani, ferendoli. Ciò ha provocato l’accensione di incendi nel sito e le persone all’interno sono state uccise ferito.”

Gli aerei dell’aeronautica israeliana hanno effettuato una serie di attacchi su larga scala attacchi alla città di Absan al-Kabira, a est della città di Khan Yunis, nel centro della Striscia di Gaza. Fonti mediche palestinesi riferiscono che i corpi di 4 uomini e 16 feriti sono stati trasferiti all’ospedale Al-Awda in seguito all’attacco del nemico sionista al campo di Nuseirat nel centro della Striscia di Gaza.

Le Brigate Al-Qassam hanno preso di mira la sala di comando del nemico sull’asse “Netzarim” con missili “Rajoum” a corto raggio da 114 mm. L’operazione ha provocato feriti e morti tra i soldati dell’esercito nemico nell’asse Netzarim.

Secondo fonti palestinesi sarebbe in corso un grande sfollamento è in corso nel quartiere di Shujaiya, a est di Gaza City, in mezzo a bombardamenti terrestri e aerei di Israele. Gli scontri sono avvenuti nei pressi del cimitero tunisino, a est del quartiere di Shujaiya. La protezione civile a Gaza fa sapere: “questa mattina aerei israeliani hanno preso di mira le case di 5 famiglie nei quartieri di Al-Sabra e Al-Shuja’iya”.

Le brigate Al-Quds rivendicano attacco con una bomba in un veicolo militare israeliano durante una incursione a est del quartiere Shujaiya nella città di Gaza. L’attacco è avvenuto di fronte alla moschea Al-Shuhada, a est del quartiere Shujaiya nella città di Gaza.

E ancora la milizia rivendica bombardamento contro il sito militare “Sofa” a est della città di Rafah con una serie di colpi di mortaio. Diversi gli attacchi rivendicati a Rafah dalle milizie legate ad Hamas. Le Brigate Al-Qassam hanno preso di mira una nave da trasporto truppe israeliane con un proiettile “Al-Yassin 105”, incendiandola nel quartiere saudita a ovest della città di Rafah, a sud della Striscia di Gaza, e gli elicotteri sono atterrati sul luogo dell’attentato. obiettivo di evacuare i morti e i feriti.

Gli eventi più drammatici sono successi in Cisgiordania. Fonti ebraiche non ufficiali affermano che: “un soldato è stato ucciso e altri 10 sono rimasti feriti a seguito della detonazione di un ordigno esplosivo con un veicolo militare ‘Tiger’” a Jenin.

Nelle prime ore del pomeriggio secondo fonti palestinesi le forze israeliane si sono ritirate poche ore dopo aver preso d’assalto la città di Jenin e il suo campo. Secondo i media israeliani sarebbero 17 soldati rimasti feriti dall’esplosione dei due ordigni esplosivi a Jenin in Cisgiordania. 

L’esercito israeliano annuncia l’uccisione dell’ufficiale “Alon Scagio” e il ferimento di altri 16 ufficiali e soldati nelle esplosioni a Jenin.

Secondo la Radio dell’esercito israeliano: “Due bombe sono esplose in un’imboscata a Jenin e sono state piazzate a un metro e mezzo sotto terra. In Cisgiordania l’esercito affronta una minaccia crescente rappresentata da mine e bombe, che sono diventate più sofisticate”. Tre elicotteri sono atterrati a Jenin. Un elicottero è arrivato all’ospedale di Rambam e il processo di evacuazione è ancora in corso. Ci sono persone ferite in condizioni molto critiche e altre tre in stato di emergenza condizione grave.

A chiudere la carrellata di dichiarazioni sui fatti di Jenin il portavoce militare delle Brigate Al-Quds, “Abu Hamza”: “I nostri mujaheddin del Battaglione Jenin sono riusciti, a mezzanotte di ieri sera, a far esplodere due veicoli militari come preludio ad una complessa imboscata nella zona della pianura di Marj Bin Amer, a nord di Jenin essere uccisi o feriti, e poi lo scontro diretto e il confronto con le forze di soccorso, in cui abbiamo anche causato alcune vittime”.

Abu Hamza ha anche detto: “Confermiamo di aver fatto esplodere più di sei ordigni esplosivi e di aver combattuto direttamente con le forze nemiche che penetravano in diverse aree di Jenin e del suo accampamento per più di otto ore consecutive durante l'”Operazione Bass Jenin 2”. “Alla luce dell’azione simultanea e crescente in tutte le arene e gli assi del conflitto, affermiamo la nostra fermezza e andiamo avanti nel jihad”. 

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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