INDIA. Espulsi 41 diplomatici. La guerra diplomatica continua

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Il Canada ha ritirato 41 diplomatici dall’India, ha confermato il ministro degli Esteri Melanie Joly, nel mezzo di una disputa diplomatica tra i paesi sull’uccisione di un separatista sikh nella Columbia Britannica.

La mossa, che lascia un personale ridotto di 21 diplomatici canadesi in India, è arrivata dopo che Nuova Delhi aveva chiesto la parità tra le missioni dei due paesi. I governi sono in disaccordo da metà settembre, quando il primo Ministro canadese Justin Trudeau ha annunciato “accuse credibili” secondo cui agenti indiani erano coinvolti nella sparatoria di giugno in curia è rimasto ucciso Hardeep Singh Nijjar, un sostenitore della creazione di una patria Sikh separata in India conosciuta come Khalistan, riporta Nikkei.

L’India, che considerava Nijjar un terrorista, ha definito “assurda” l’accusa di Trudeau e ha reagito sospendendo il servizio di visto per i canadesi in tutto il mondo.

A partire dal 20 ottobre, l’India ha rimosso unilateralmente le immunità diplomatiche per tutti i diplomatici canadesi e dipendenti a Delhi, tranne appunto 21 persone.

Ridurre la presenza diplomatica del Canada è stata una delle prime richieste avanzate dall’India nei giorni successivi allo scoppio della controversia.

«Abbiamo informato il governo canadese che dovrebbe esserci parità di forza ed equivalenza di rango nella nostra reciproca presenza diplomatica», ha detto il portavoce del Ministero indiano degli Affari Esteri Arindam Bagchi il 21 settembre. «Il loro numero qui (in India, ndr) è molto più alto del nostro in Canada».

Le relazioni tra India e Canada sono da tempo tese a causa di quello che Nuova Delhi considera l’atteggiamento lassista di Ottawa nei confronti dei separatisti Sikh presenti sul suo territorio, parte di una comunità Sikh della diaspora che conta circa 800.000 persone.

Il Canada non ha rivelato le prove specifiche che hanno spinto Trudeau a fare il suo annuncio, ma si ritiene che sia stato informato dalla condivisione dell’intelligence tra i Five Eyes: Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda.

Il ministro indiano degli Affari esteri S. Jaishankar ha dichiarato alla fine di settembre che le azioni addotte dal Canada “non erano la politica del governo indiano”. Ha detto che l’India aveva detto ai canadesi: «Se avete qualcosa di specifico, se avete qualcosa di rilevante, fatecelo sapere: siamo aperti a prenderlo in considerazione».

Dopo aver rimosso i diplomatici canadesi, il ministro canadese dell’Immigrazione Marc Miller ha affermato che i servizi di immigrazione in India ne sarebbero stari sicuramente influenzati.

«I tempi di elaborazione saranno inevitabilmente influenzati da questa decisione inaccettabile e unilaterale del governo indiano», ha pubblicato su X. «Ma ci impegneremo a ridurre al minimo l’impatto sulle persone che desiderano venire in Canada».

Luigi Medici

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