GIAPPONE. Mitsui resta in Sakhalin 2

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La società commerciale giapponese Mitsui & Co. manterrà la sua partecipazione nel progetto di gas naturale liquefatto Sakhalin-2 nell’ambito di un nuovo operatore istituito dal governo russo. 

Secondo Nikkei, la Russia ha fatto pressione su due investitori giapponesi, Mitsui e Mitsubishi Corp., affinché decidessero se mantenere i loro investimenti nel progetto. 

Mitsui ha concluso che il nuovo operatore non ha modificato il contratto a svantaggio della società; Mitsui prenderà una decisione ufficiale già questo mese e la comunicherà alla parte russa. Mitsubishi non ha ancora preso una decisione.

Il governo giapponese ha esortato entrambe le compagnie a mantenere le loro concessioni.

Il governo russo deciderà se accettare le richieste entro tre giorni, dopo aver sentito la parte giapponese. Resta da vedere se i russi lasceranno effettivamente che le compagnie mantengano le loro partecipazioni, creando incertezza per la sicurezza energetica del Giappone.

Il governo russo ha costituito una nuova società il 5 agosto, rilevando i diritti operativi e i dipendenti del precedente operatore registrato alle Bermuda. 

Gazprom deteneva una quota di poco inferiore al 50% del precedente operatore, seguita dal 27,5% della British Shell, dal 12,5% di Mitsui e dal 10% di Mitsubishi. 

Gazprom detiene una quota di poco superiore al 50% nella nuova società e le altre tre compagnie devono comunicare alla Russia entro un mese se intendono acquisire quote proporzionali ai loro attuali investimenti. Mitsui terrà d’occhio la parte russa per assicurarsi che non apponga nuove condizioni sfavorevoli al Giappone. 

Sakhalin-2 produce 10 milioni di tonnellate di gas naturale liquefatto all’anno, di cui 6 milioni di tonnellate vengono esportate in Giappone, rappresentando poco meno del 10% delle importazioni giapponesi di Gnl. Hiroshima Gas dipende per circa il 50% del suo approvvigionamento dal progetto. Il rapporto è di circa il 20% per Kyushu Electric Power e Toho Gas e del 10% per Tohoku Electric Power, Tokyo Gas e Saibu Gas Holdings.

Tommaso Dal Passo