EUROVISION. L’Italia vota compatta per Israele

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È tutto pronto per la finale dell’Eurovision Song Contest, l’evento non sportivo più visto al mondo. Quest’anno si tiene a Malmoe in Svezia, data la loro vittoria nella passata edizione, la settima in totale per il paese nella storia della kermesse. Si sono già svolte le due seminali in cui tutti i paesi partecipanti, 37 si sono esibiti e attraverso il televoto gli spettatori hanno potuto scegliere i finalisti, 20, a cui si aggiungono i cinque già diritto in finale (Italia, Spagna, Francia, Germania, Regno Unito), oltre alla nazione ospitante. Ancora più degli altri anni la manifestazione canora ha generato non poche polemiche e discussioni, l’ultima perfino per un errore in Italia che ha mostrato le percentuali di televoto con cui gli italiani hanno votato per gli altri Paesi durante la seconda semifinale, ed a sorpresa è risultato che fra 16 paesi, Israele ha sfiorato il 40% delle preferenze.

La seconda semifinale prevedeva fra i partecipanti tra gli altri sia Israele, in corsa per un posto in finale, che l’Italia, che però si esibiva solamente in quanto già in finale. Questo ha permesso agli italiani di poter votare durante la serata in base alle loro preferenze qualunque artista volessero, ad eccezione proprio di quello nostrano, poiché questa è la regola principale dell’Eurovision. La serata, trasmessa dalla Rai, ha avuto un colpo di scena, quando verso la fine sono apparsi in sovrimpressione i risultati delle percentuali del televoto, cosa che non si sarebbe assolutamente dovuto verificare e che la stessa Rai ha poi confermato essersi trattato di un errore nel mostrarli. Questo però non avrebbe generato le discussioni e suscitato clamore, se non fosse che il 39,31% dei voti italiani sono andati in favore delle rappresentante di Israele Eden Golan e la sua canzone Hurricane, che distanzia nettamente l’Olanda al secondo posto col 7,32%. “È un dato inaspettato, che sembra smentire la retorica pro Palestina e di quella parte di opinione pubblica che la sostiene”, dichiara Klaus Davi, massmediologo, commentando i risultati italiani che hanno premiato Israele, aggiungendo che il dato del televoto dimostra che c’è una maggioranza silenziosa a favore di Israele di cui ancora una volta i media non hanno saputo cogliere la portata, e che è da considerare il fatto che secondo un’indagine sono stati tantissimi under 25 a votare.

Quest’episodio non è stato l’unico, la partecipazione di Israele all’Eurovision di quest’anno è stata più volte messa in dubbio, contestata, e criticato gli organizzatori una volta ufficializzata. La stessa Eden Golan è stata fortemente fischiata durante le prove ed in diretta, ma è comunque volata in finale. Inoltre, il regolamento prevede che non si portino messaggio politici sul palco, ciò nonostante un cantante svedese di origine palestinese, ospite nella prima serata, aveva avvolta al polso una kefiah, simbolo della causa palestinese, violando il regolamento ma non essendo in gara non si poteva escluderlo, tuttavia la direzione del Festival si è rammaricata dell’episodio, in più la sua performance è l’unica a non comparire sugli account social ufficiali dell’Eurovision. 

Ulteriore episodio al centro delle polemiche: al cantante dell’Irlanda è stato chiesto dall’European Broadcasting Union di modificare il trucco di scena, visto che aveva scritto con i caratteri Ogham dell’antico alfabeto celtico irlandese “cessate il fuoco e libertà”. La finale riserverà altre sorprese?

Paolo Romano