#UKRAINERUSSIAWAR. Intelligence geospaziale al servizio delle forze armate ucraine

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Il presidente dell’Ucraina lamenta che gli mancano i sistemi di difesa, gli aerei super veloci per vincere la guerra contro i russi. Tutte armi costosissime e che grazie a questo conflitto sono finite tutte in mano ai russi e ai cinesi per essere replicate dopo che gli ucraini hanno perso e abbandonato in mani russe carri armati, tecniche, semomoventi, Sistemi IRIS T, Sistemi Patriot. Quest’ultimo già in viaggio verso Pechino.

Una cosa non manca all’Ucraina: i droni. Il volume delle importazioni di UAV in Ucraina in termini monetari nel febbraio 2024 ammontavano a: dalla Cina per un importo di 83,015 milioni di dollari; dalla Germania – per un importo di 4.184 milioni di dollari; dal Vietnam – per un importo di 0,95 milioni di dollari, da altri paesi – per un importo di 1,305 milioni di dollari. Dalla Cina sono stati importati pezzi di ricambio per aerei, compresi gli UAV, per un valore di 5,243 milioni di dollari.

Secondo la social sfera dedicata, le forze armate ucraine stanno acquistando grandi quantità di Zenmuse L2 Lidar (rilevamento e misurazione di immagini laser) sviluppato dal produttore cinese di droni DJI. Il sistema viene venduto senza restrizioni e alcuni distributori ucraini e polacchi come Quadro.ua e TS2 Space che hanno esaurito le scorte.

Il nuovo sistema Zenmuse L2, combinato con gli UAV Matrice 300 RTK di DJI, ampiamente utilizzati per i voli di ricognizione, può mappare e identificare i punti deboli nelle linee di difesa della Russia. Il sistema consente una pianificazione più accurata di contrattacchi localizzati, attacchi di artiglieria e raid di droni FPV contro i principali centri di controllo dell’esercito russo.

Il Lidar funziona secondo lo stesso principio del radar, ma al posto delle onde sonore utilizza raggi luminosi per rilevare infrastrutture nascoste o oggetti sotterranei, anche utilizzando un mimetismo particolarmente efficace. I dati raccolti vengono elaborati mediante un programma in grado di distinguere tra punti luce che toccano il suolo e punti luce che raggiungono le cime degli alberi.

Sullo schermo, questo strumento avanzato di intelligenza geospaziale consente agli operatori di droni e agli analisti dell’intelligence di vedere la superficie terrestre e cosa potrebbe essere nascosto sotto di essa. Questa tecnologia relativamente economica compensa la mancanza di capacità di Kiev nei lidar aerei e info satellitari. Lo Zenmuse L12 presenta altri vantaggi: è compatto e facile da integrare negli UAV e, a differenza degli aerei più grandi o dei sistemi lidar satellitari, è facile da usare e non richiede un ampio pre-addestramento.

Zenmuse L2 è stato sviluppato dalla filiale DJI Livox Technology. Dal 2016, l’azienda sviluppa sistemi lidar aerei a basso costo per uso civile nei settori dell’edilizia, dell’agricoltura e dell’energia.

DJI ha investito nella tecnologia Lidar fin dalle prime fasi del suo programma di innovazione, che ha dato vita alla tecnologia Livox nel 2016. Zenmuse L2 include un’unità di elaborazione delle immagini ad alta precisione, il modulo Livox Lidar, che semplifica il funzionamento del sistema per gli operatori UAV nelle unità di intelligence. Con il software ad accesso aperto di DJI Terra, questi operatori possono interpretare le informazioni sulle installazioni russe nascoste in tempo reale o disegnare una mappa estesa di tali installazioni al termine della loro missione.

Il software DJI Terra, che può essere scaricato online, è un’interfaccia utilizzata per modellare il flusso di immagini lidar raccolte dall’operatore del drone in 3D utilizzando una tecnologia sottostante chiamata fotogrammetria. Questo metodo viene utilizzato per modellare digitalmente un sito, un’infrastruttura o un ambiente geofisico in 3D. I video catturati dal sensore lidar Zenmuse 2 vengono analizzati da un algoritmo in grado di rilevare la geometria 3D complessiva proprio come il cervello umano e di trascriverla su un’interfaccia digitale. Pertanto, Terra consente la simulazione locale di tutte le infrastrutture russe nascoste scoperte dagli operatori. 

Graziella Giangiulio

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