
Il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune ha annunciato la ripresa del gasdotto trans-sahariano (NIGAL/TSGP) dopo i colloqui con la sua controparte nigerina ad Algeri. Le fasi concrete di costruzione inizieranno dopo il Ramadan, con Sonatrach -la compagnia petrolifera statale nazionale dell’Algeria- a supervisionarne l’implementazione. Il condotto di oltre 4.000 km crea un corridoio energetico, collegando tre paesi –Nigeria, Niger e Algeria- ed ha un’importanza strategica in quanto posiziona l’Africa come attore chiave nel mercato energetico globale e l’Europa avrebbe una diversificazione maggiore dai flussi russi di gas. Tuttavia, il rischio di esecuzione rimane elevato: la sicurezza nel Sahel è infatti molto fragile e il finanziamento complesso. Lo sviluppo delle infrastrutture energetiche può contribuire alla stabilità attraverso lo sviluppo economico, creando al contempo nuove vulnerabilità che richiedono un’attenta gestione.
L’Algeria, la Nigeria e il Niger avevano firmato nel febbraio 2025 ad Algeri, una serie di accordi per accelerare la realizzazione del TSGP, che mira a collegare le vaste riserve di gas dell’Africa ai mercati europei e globali. Durante l’incontro ministeriale, i tre Paesi hanno siglato un contratto per l’aggiornamento dello studio di fattibilità, un accordo di compensazione e un accordo di non divulgazione tra le rispettive compagnie energetiche. “Ora disponiamo dei mezzi e degli strumenti che ci permetteranno di andare avanti. Ogni Stato si impegna a contribuire a questo progetto globale in modo accelerato, a beneficio di tutte le nazioni”, aveva affermato il Ministro del Petrolio nigerino Sahabi Oumarou, citato dall’emittente Radio Algeria. Il Ministro nigeriano delle Risorse Petrolifere, Ekperikpe Ekpo, da parte sua, aveva sottolineato l’impegno del suo Paese a continuare a lavorare al progetto.
Il progetto del gasdotto trans-sahariano si interseca però con complesse dinamiche di sicurezza regionale e relazioni diplomatiche nella regione del Sahel. Infatti, la situazione era poi mutata con i rapporti fra Algeria e Niger che si erano deteriorati. La ripresa del progetto TSGP è stata possibile in seguito al disgelo fra Algeria e Niger, che normalizzano così le relazioni diplomatiche con l’ambasciatore in Niger reintegrato nel suo incarico a Niamey con effetto immediato su istruzioni del presidente algerino, secondo una dichiarazione del Ministero degli Affari Esteri. La decisione arriva dopo che l’ambasciatore del Niger in Algeria è rientrato ad Algeri e ha ripreso le sue funzioni il 12 febbraio 2026. Il ritorno degli ambasciatori mira a riavviare il dialogo politico bilaterale ad alto livello.
Le tensioni si posso far risalire a quando il Niger e i suoi alleati del Sahel avevano richiamato i loro ambasciatori dopo che l’esercito algerino aveva distrutto un drone maliano nell’aprile 2025. In risposta, anche l’Algeria aveva richiamato il suo ambasciatore da Niamey. In più, a suggellare la fine di “un periodo anomalo di freddezza” tra i due paesi, così definito da Tebboune, il suo incontro con il generale Abdourahamane Tiani, capo della giunta militare nigerina che invece ha dichiarato l’inizio di una “nuova dinamica” con l’Algeria. Tebboune ha promesso sostegno al Niger, che sta attraversando gravi difficoltà economiche, elencando i piani per progetti nei settori della sanità e dell’istruzione.
Entrando nel dettaglio con i dati principali, l’imponente progetto di trasporto del gas sposterebbe 30 miliardi di metri cubi all’anno. Pomperà gas dai giacimenti nigeriani di Wari facendolo arrivare in Niger e poi in Algeria, con snodi ad Hassi R’Mel e al porto di Béni Saf, attraversando il Mediterraneo fino a giungere in Europa, collegando quindi le riserve di gas dell’Africa occidentale direttamente ai terminali di esportazione del Mediterraneo. Circa 1000 km attraverseranno il Niger, il che comporterebbe la riscossione delle royalties sul transito. Il costo totale del progetto è stimato in 13 miliardi di dollari. Era stato già firmato un accordo nel 2009, con un investimento stimato di 10 miliardi di dollari, ma era stato ripetutamente rinviato a causa di problemi di sicurezza e di altro tipo. «Il Tran-Saharan gas pipeline è un progetto di vecchia data, risalente a oltre trent’anni fa» – spiega Jean-Pierre Favennec, esperto di oil & gas. Se completata, non si tratterebbe solo di un’infrastruttura, è un corridoio geopolitico con l’Europa che vuole la sicurezza dell’approvvigionamento, ma come detto pesano interrogativi: dal nodo sicurezza, visto che il gasdotto passerà per vaste aree controllate da movimenti jihadisti, alle reali disponibilità economiche.
Il TSGP non è l’unico importante progetto infrastrutturale avviato dall’Algeria, che punta anche ad accelerare l’espansione della sua rete ferroviaria nell’ambito di una strategia di trasformazione economica e di integrazione regionale come ha dichiarato l’economista Abdelrahmane Hadef, che prosegue “È una visione in linea con l’ambizione strategica di elevare l’Algeria allo status di mercato emergente”, con l’obiettivo di aprirsi corridoi economici che collegheranno meglio le regioni. Hadef osserva anche che l’ambizione si estende oltre i confini, con il Paese che punta a raggiungere l’entroterra africano attraverso interconnessioni con vicini come Mauritania, Mali, Niger e altri Paesi di confine.
Paolo Romano
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