
“Vedere gli Champs-Élysées trasformati in un campo di battaglia non è una novità per i francesi” è uno dei commenti lapidari con cui la piattaforma di notizie cinese Kankan News descrive i disordini verificatisi in Francia il 17 ottobre. “Un’ondata di proteste si è diffusa in diversi paesi europei!”, sottolineava in un altro articolo, il portale cinese riportando come, oltre che in Francia, le proteste si siano verificate anche in Italia, Belgio ed Albania. Nello stesso pezzo Kankan News riferiva che il 16 ottobre l’ambasciata cinese a Parigi aveva diramato un comunicato in cui invitava i cittadini della Repubblica Popolare ad evitare le aree in cui si sarebbero svolte le manifestazioni e tenersi lontani alla zone di conflitto.
KanKan News, senza giri di parole, definisce le agitazioni che da Parigi a Marsiglia hanno sconvolto la Quinta Repubblica come classificabili le ondate di disordini più significative tra quelle che hanno sconvolto il Paese negli ultimi anni, riassumendo incisivamente la situazione con un: “la Francia è di nuovo in tumulto! Orologi Rolex sono stati saccheggiati, i negozi lungo le strade devastati e le auto date alle fiamme. Un municipio centenario, sopravvissuto alla Seconda guerra mondiale, è stato ridotto in macerie da un incendio”.
Analizzando la situazione, il portale news cinese di proprietà dello Shanghai Media Group (SMG, Shanghai guangbo dianshitai, uno dei più grandi conglomerati multimediali statali) ha posto l’accento sul fatto che, sebbene all’apparenza la scintilla che ha portato alle proteste potrebbe essere individuata nell’aumento dei prezzi e nella crisi del welfare, il motivo scatenante dei disordini sia stata la decisione del governo di “procedere a passo spedito con il bilancio 2027, nel tentativo di ridurre il deficit e tagliare la spesa”. A questo punto Kankan News fa riferimento al fatto che il debito pubblico francese di stia avvicinando al 120% del PIL, il dato più alto dall’introduzione dell’euro, sottolineando, inoltre, che “un premio Nobel aveva già avvertito che questa crisi potrebbe essere «troppo grande per essere risolta» (l’articolo fa riferimento alle riflessioni del premio Nobel Paul Krugman che nei primi giorni di ottobre di quest’anno ha affermato che l’economia francese, la seconda del continente europeo, potrebbe essere passata dall’essere troppo grande per fallire all’essere troppo grande per essere salvata).
A incidere è anche la situazione politica, secondo Kankan News che sottolinea come, a soli sei mesi dalle elezioni, “i politici sono combattuti tra il risparmio per ripagare il debito e il timore di offendere gli elettori”, sottolineando come “il giorno dei disordini, i candidati di estrema sinistra e di estrema destra si scambiavano ancora insulti”.
Evidenziando come questi episodi non siano un’esclusiva francese e che scene simili possano vedersi anche negli Stati Uniti ed in giro per l’Europa, il portale di notizie francese pone l’accento sul fatto che “dal dopoguerra, l’Occidente si è affidato alla crescita economica per raggiungere il consenso sociale e ai meccanismi istituzionali per gestire i conflitti”, e che, ora, con l’inflazione alle stelle e le divisioni politiche questo modello non sia più sostenibile, favorendo l’avanzata di frange estremiste. Kankan News ribadisce poi che i continui disordini siano dovuti a “in ultima analisi da problemi strutturali come le difficoltà fiscali e l’immigrazione”, sottolineando che, sebbene il Presidente Emmanuel Macron abbia dichiarato che la violenza non sarà tollerata, “le autorità si limitano perlopiù ad affrontare i sintomi, non la causa principale” e che “«lasciare ad altri la patata bollente» non risolverà il problema, prima o poi il conto dovrà essere pagato”.
In un articolo pubblicato sul noto sito di notizie e commenti Guancha.cn, si può leggere come il portale abbia notato che i partecipanti ai disordini siano stati definiti “暴徒 Baotu (Rioters)” da diverse testate europee, riferendo poi che secondo l’ultimo report di Reuters “2.400 persone sono state arrestate in tutta la Francia e quasi 1.000 agenti di polizia sono rimasti feriti”.
I commenti sotto questo ed un altro articolo, in cui si dava conto del discorso alla nazione tenuto dal presidente Macron il 18 ottobre, sono molto caustici ed irriverenti. Si va, infatti, da commenti che irridono pesantemente il Presidente francese, ad altri in cui si sottolineano le profonde sperequazioni che affiggono la società francese, alcuni fanno riferimento all’elevato numero di francesi di seconda generazione, altri fanno riferimento agli aiuti all’Ucraina oppure alla morte del capitalismo, qualcuno alla tradizione “rivoluzionaria” sella Francia. Uno dei commenti più gettonati risulta essere “è uno spettacolo meraviglioso”, che fa il verso al commento dell’allora Speaker della Camera degli Stati Uniti, Nancy Pelosi, che nel giugno 2019 descriveva con queste parole la veglia a lume di candela in onore delle vittime di piazza Tienanmen a Victoria Park ad Hong Kong e, più in generale, alle proteste di quell’anno nell’ex colonia britannica.
Giuseppe Cusano Lanzetta
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