BRICS, AI open-source: Cina e India sono una squadra o no?

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Al 18° vertice BRICS di New Delhi, il 13 settembre 2026, Xi Jinping ha proposto la creazione di una “BRICS AI Open Source Zone” — una comunità open-source guidata da Pechino per la cooperazione su Large Language Models (LLM), training condiviso e costruzione di un ecosistema aperto.

Non è solo modelli. La proposta è parte di un pacchetto a cinque punti che include anche una piattaforma cloud per l’industria digitale, smart factories con standard condivisi e un’alleanza per la formazione e il riconoscimento reciproco degli ingegneri. Pechino, che ospiterà il vertice BRICS 2027, ha invitato i membri anche in una più ampia coalizione AI da ∼30 Paesi e si presenta come pioniere di un’offerta full-stack, riporta AT.

Il timing è politico: mentre la Silicon Valley discute di safety e rallentamento, la Cina arriva con modelli competitivi come DeepSeek e Qwen — DeepSeek V4 Pro a 87 cent per milione di token — e con il 41% dei download su Hugging Face nell’ultimo anno di provenienza cinese. Licenze permissive Apache 2.0 e MIT permettono riuso commerciale.

Per l’India la tentazione è reale. Oltre il 60% delle startup indiane che chiedono GPU sovvenzionate le vuole per l’inferenza, adattando modelli aperti esistenti alle lingue locali, senza dipendere da API altrui. L’India però non ha ancora un foundation model nazionale e sta corteggiando anche colossi occidentali come OpenAI, Microsoft, Google e Amazon.

Da qui il nodo centrale: accesso non è capacità. Un modello aperto abbassa i costi, ma il valore migra verso cloud, hardware, tool e standard. L’esperienza indiana nel solare e nell’elettronica lo mostra: deficit commerciale con la Cina a 112,1 miliardi di dollari nel 2025-26 e dipendenza all’80% in 71 linee di prodotto. Rischio di “piramide rovesciata”: molti utenti e app-builder sopra una punta stretta di chip, modelli e standard forniti da altri.

Modi, nel suo intervento, ha avvertito contro l’uso dei minerali critici come leva geopolitica — un segnale di disagio verso una nuova dipendenza.

La proposta per ora resta cinese, non recepita dalla Dichiarazione di New Delhi. L’opzione per l’India è tra quattro configurazioni: partecipazione estesa, partecipazione ristretta a dataset e benchmark, stack prevalentemente domestico, o interoperabilità deliberata tra ecosistemi diversi.

Maddalena Ingrao – Realizzato anche con strumenti IA 

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