
L’inflazione annua in Brasile è accelerata al 4,39% ad aprile, in aumento rispetto al 4,14% di marzo, spinta principalmente dall’aumento dei prezzi di alimenti e farmaci, secondo quanto riportato martedì dall’Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica (IBGE). L’indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,67% rispetto al mese precedente, 0,21 punti percentuali in meno rispetto a marzo, riflettendo un rallentamento della crescita mensile, sebbene il confronto annuale continui a essere in rialzo.
Il settore alimentare e delle bevande ha registrato un aumento mensile dell’1,34% e ha accumulato un incremento del 3,44% nei primi quattro mesi dell’anno. All’interno di questa categoria, i prodotti che hanno registrato gli aumenti maggiori sono stati le carote, con un incremento del 26,6%; il latte a lunga conservazione, con un aumento del 13,6%; e le cipolle, con un aumento dell’11,7%. Anche il settore farmaceutico ha inciso sul risultato mensile con un aumento dell’1,77%, dopo l’autorizzazione ufficiale di un adeguamento fino al 3,81% dei prezzi dei farmaci a partire da aprile, riporta MercoPress.
Ad aprile, il settore immobiliare ha registrato un aumento dello 0,63%, trainato dall’incremento dei prezzi del gas da cucina (+3,74%) e dell’elettricità per uso residenziale (+0,72%). Il settore dei trasporti, al contrario, ha subito una forte decelerazione, passando da un aumento mensile dell’1,64% allo 0,06%, a causa del calo del 14,45% delle tariffe aeree. I carburanti, tuttavia, hanno mantenuto una pressione al rialzo con un aumento dell’1,80%, trainato dalla benzina, che, nonostante il rallentamento, ha contribuito per 0,10 punti percentuali all’indice mensile.
La Banca Centrale del Brasile, che monitora attentamente l’indicatore, ha tagliato il tasso di riferimento Selic di mezzo punto percentuale in entrambe le ultime due riunioni, portandolo al 14,50% su base annua. L’incertezza legata al conflitto in Medio Oriente e all’evoluzione dei prezzi internazionali del petrolio solleva dubbi sulla possibilità che la banca centrale continui la politica monetaria espansiva nelle prossime riunioni del comitato di politica monetaria. Le aspettative di mercato, raccolte nel rapporto settimanale Focus dell’istituto, indicano un’inflazione a fine 2026 intorno al 4,91%, superiore all’obiettivo ufficiale del 3%, con un margine di tolleranza di un punto e mezzo.
Maddalena Ingrao
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