CINA. La Valle di Galwan è nostra, non dell’India

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La Cina ha detto che la Valle di Galwan, in alto nella regione di confine con l’Himalaya, dove le truppe cinesi e indiane hanno ingaggiato una rissa che fatto oltre venti morti tra gli indiani, si trova interamente all’interno della Cina, rivendicando l’area contesa mentre i due paesi asiatici continuano a usare canali militari e diplomatici per ridurre le tensioni.

Lo scontro nella Valle di Galwan, parte della contesa regione del Ladakh lungo la frontiera himalayana, è stato il più mortale degli ultimi 45 anni. L’India rimprovera alla Cina di aver istigato la lotta sviluppando le infrastrutture nella valle, che, a suo dire, è stata una violazione dell’accordo su quale area fosse la zona ancora contesa.

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian ha detto che «la Valle di Galwan si trova sul lato cinese della Linea di Controllo Reale nella sezione ovest del confine Cina-India». Ha dato la colpa alle incursioni delle truppe indiane nella zona a partire dai primi di maggio per uno scontro che ha causato la morte di 20 soldati indiani. La Cina non ha detto di aver accusato perdite. I soldati si sono scontrati con mazze, rocce e pugni a 4.270 metri sul livello del mare, ma non sono stati esplosi colpi di arma di fuoco, hanno detto gli ufficiali indiani. I soldati portano armi da fuoco, ma non sono autorizzati a usarle in base a un precedente accordo nella disputa sui confini. I funzionari della sicurezza indiana hanno detto che le vittime sono state causate dalle gravi ferite e dall’esposizione a temperature sotto zero.

La valle si trova in un tratto della linea di controllo effettivo lunga 3.380 chilometri, il confine stabilito dopo la guerra tra India e Cina nel 1962 che ha portato a una tregua difficile. Il primo ministro indiano Narendra Modi ha detto, in un incontro con i leader dell’opposizione politica, che «nessuno si è introdotto nel nostro territorio, né ha assunto alcun incarico». Modi ha detto che l’India era «ferita e arrabbiata» per la morte delle sue truppe.

Ha poi detto che l’India voleva la pace e l’amicizia, ma che aveva la «capacità per far sì che nessuno possa osare di guardare verso un centimetro della nostra terra».

Lucia Giannini