ARGENTINA. Dimezzati i casi di evasione fiscale con la nuova legge sull’Innocenza Fiscale

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I tribunali federali argentini hanno iniziato a chiudere in blocco centinaia di casi di evasione fiscale a seguito dell’introduzione del cosiddetto quadro di innocenza fiscale, una riforma che ha notevolmente innalzato le soglie pecuniarie richieste affinché l’evasione fiscale possa essere considerata reato e che viene applicata retroattivamente in base al principio del “diritto penale più benigno”.

Il provvedimento – la Legge 27.799, secondo le informazioni ufficiali diffuse dall’Agenzia delle Dogane e delle Entrate (ARCA) – fissa la nuova soglia di “evasione semplice” a 100 milioni di pesos e quella di “evasione aggravata” a 1 miliardo di pesos. Il comunicato ufficiale cita anche modifiche al termine di prescrizione (da cinque a tre anni) e stabilisce che, una volta accertata una violazione, il contribuente notificato potrebbe saldare il debito senza dover avviare un procedimento penale, riporta MercoPress.

L’impatto giudiziario si concentra sui casi aperti con soglie molto più basse, in un’economia segnata da anni di elevata inflazione. Poiché la dottrina costituzionale richiede l’applicazione della legge più favorevole agli imputati in caso di modifica delle norme, i giudici devono riesaminare i fascicoli pendenti alla luce dei nuovi limiti: se l’importo presunto scende al di sotto della soglia aggiornata, la condotta non soddisfa più la definizione penale e il caso viene archiviato.

L’applicazione retroattiva dei nuovi limiti monetari è già stata approvata dalla Corte Suprema argentina nella sentenza Vidal (2021). In tale sentenza, la Corte ha respinto l’idea che soglie più elevate debbano essere trattate automaticamente come semplici aggiustamenti per l’inflazione e ha ribadito che il principio della “legge più benigna” può essere applicato alle soglie fiscali penali.

Il Presidente Javier Milei aveva espresso la sua posizione in materia di tassazione e comportamento economico nel 2024. Rivolgendosi ai leader aziendali, ha affermato che coloro che fossero riusciti a “sfuggire alle grinfie dello Stato” sarebbero stati “eroi”, non criminali, e ha deriso le “tasse stupide”. Dall’interno della magistratura, un funzionario citato dai media locali ha descritto la conseguenza immediata: “ora dobbiamo lasciare un numero enorme di casi nell’impunità”.

Nel settore privato, le soglie di pena non sono state aggiornate dal 2018 e l’inflazione ha trasformato il sistema in un canale per casi di basso valore; la riforma mira a prevenire future distorsioni, includendo aggiornamenti periodici e norme volte a limitare le controversie sulla retroattività in futuro.

L’archiviazione dei casi penali non elimina l’esposizione amministrativa. Il quadro procedurale tributario argentino prevede ancora sanzioni pecuniarie per “frode fiscale”, tra cui multe da due a sei volte l’imposta evasa, oltre ad altri strumenti di contrasto.

All’interno dei tribunali, continua il dibattito se la riduzione del carico di lavoro consentirà alle autorità di concentrarsi su schemi più ampi e complessi o se la riforma indebolirà gli incentivi e la capacità di perseguire procedimenti penali di alto valore. Il messaggio del governo inquadra la politica come un “cambio di paradigma”, affermando che “restituisce agli argentini la libertà di usare il proprio denaro senza doverlo spiegare a nessuno”, un linguaggio che i critici interpretano come un segnale politico di minore intensità punitiva in materia fiscale.

Maddalena Ingrao

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