ANGOLA. La carta angolana nel Grande Gioco di Pechino

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Fino ad oggi le relazioni tra Angola e Cina erano basate sul petrolio; ora l’Angola sta mettendo avanti i suoi settori minerario, agricolo e manifatturiero per ridefinire l’impegno economico della nazione con la Cina.

Venerdì scorso, mentre ospitava il presidente angolano Joao Lourenco per colloqui bilaterali a Pechino, il presidente cinese Xi Jinping ha affermato che la Cina aiuterà l’Angola “a raggiungere la modernizzazione agricola, l’industrializzazione e la diversificazione economica”, riporta Scmp.

Secondo una dichiarazione congiunta rilasciata dopo l’incontro, Pechino incoraggerà le imprese cinesi a prendere parte a “progetti di investimento che sostengono il potenziamento della catena industriale dell’Angola”.

E Xi e Lourenco hanno anche annunciato l’elevazione dei legami bilaterali tra le due nazioni a un partenariato cooperativo strategico globale.

Attrarre gli investimenti privati cinesi rientra nel piano dell’Angola volto a ridurre la sua eccessiva dipendenza dal petrolio, la maggior parte del quale viene esportato in Cina per ripagare i prestiti anticipati durante il periodo di ricostruzione del paese, iniziato vent’anni fa dall’allora presidente Jose Eduardo dos Santos invitando i cinesi nella ricostruzione del paese, uscito dalla guerra civile.

Il “modello Angola” ha avuto successo finché i prezzi del petrolio non sono crollati, costringendo il paese a pompare più petrolio per onorare i propri debiti. Attualmente, l’Angola deve ai creditori cinesi circa 17 miliardi di dollari, la maggior parte dei quali alla China Development Bank e alla Export-Import Bank of China.

La visita di Lourenco in Cina fa parte del tentativo del Paese di diversificare e coltivare legami con una vasta gamma di partner.

Lourenco ha cercato di attrarre investimenti privati piuttosto che pubblici, il che si riflette nel suo programma di viaggio in Cina, che prevedeva colloqui con dirigenti di importanti aziende cinesi.

L’influenza economica della Cina è in aumento e Pechino non è pronta a lasciare andare il suo principale alleato diplomatico on Africa favorendo gli Usa. L’Angola ha ancora bisogno della Cina per finanziare la costruzione di grandi progetti infrastrutturali come la centrale idroelettrica di Caculo Cabaca da 2.172 megawatt e la raffineria di petrolio di Lobito.

Maddalena Ingrao

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